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«Vogliamo i soldi indietro» A Roccaraso non c’è la neve, la rabbia dei napoletani

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«Vogliamo i soldi indietro» A Roccaraso non c’è la neve, la rabbia dei napoletani

A Roccaraso scoppia la guerra dello Skipass. Pronti a dar battaglia tutti quegli sciatori che, all’inizio della stagione, lo hanno pagato in anticipo e – causa mancanza neve – non riescono a utilizzarlo come avrebbero dovuto.

La denuncia

A denunciare la “querelle” è l’avvocato Angelo Pisani, fondatore dell’associazione Noiconsumatori.it, che rivendica il «diritto al rimborso, e pure tante scuse, quando non viene garantito l’utilizzo degli impianti del comprensorio».

Il rimborso dell’abbonamento

Secondo l’avvocato napoletano sarebbero «già centinaia gli sciatori pronti a denunciare il bidone subito e chiedere il rimborso dell’abbonamento per inadempimento contrattuale della società che gestisce il servizio e – scrive ancora Pisani – per la discriminazione subita rispetto agli utenti giornalieri avvantaggiati con prezzi più bassi, proprio per la chiusura degli impianti».

La risposta dell’avvocato

In altre parole: chi ha acquistato l’abbonamento – secondo Pisani – non avrebbe a disposizione alcuno sconto per il parziale utilizzo dello Skipass; mentre chi invece compra il “giornaliero”, pagherebbe un po’ meno: «Non è giusto che chi ha versato tutto in anticipo venga beffato in questo modo».

Le cause

Secondo l’avvocato, che si dichiara pronto a far partire le cause. «La società del comprensorio sciistico abruzzese deve rimborsare il costo degli Skipass annuali se non vuole finire nelle aule giudiziarie, visto e considerato – spiega ancora il legale – che il sessanta per cento delle piste/impianti sono chiusi per mancanza di neve e ogni pretesto, e clausola vessatoria, risultano infondate in fatto e diritto».

I  malcapitati

Insomma, un gran polverone che sta rovinando le vacanze a tanti napoletani appassionati di sci. «I malcapitati che hanno pagato l’abbonamento annuale – spiega ancora l’avvocato – hanno subito un gran bidone: sia per la chiusura degli impianti, che per lo sconto del trenta per cento nei confronti degli utenti giornalieri».

La grande truffa

L’avvocato la chiama la “grande truffa” che – secondo lui – interessa migliaia di abbonati ai quali non è stata garantita neanche la neve artificiale che, nella maggioranza degli impianti, non sarebbe stata sparata per risparmiare.

Skipass

Chi ha fatto lo Skipass annuale pagando circa 650 euro, non può a causa della mancanza di neve, naturale e artificiale, (che invece si doveva garantire) sciare su tutto il comprensorio visto che il sessanta per cento delle piste sono chiuse.

 

La società

«La società proprietaria degli impianti ha incassato la quota intera solo in danno degli abbonati, mentre per chi fa lo Skipass giornaliero sta praticando un forte sconto: due trattamenti diversi, – conclude Pisani – una vera e propria discriminazione che non può giustificarsi e impone il rimborso o altra offerta per i malcapitati paganti»

(Internapoli)

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