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Coronavirus di Wuhan, secondo caso confermato negli Usa. La Cina resta isolata

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Ventisei morti, una decina città e 41 milioni di persone isolate, 800 contagi accertati e 1072 casi sospetti. Sono questi i numeri in costante aggiornamento dell’emergenza legata al coronavirus che dalla città di cinese di Wuhan, considerata il focolaio dell’infezione, si sta diffondendo nel resto del Paese e non solo. Segnalazioni sono arrivate anche da Texas, dalla città di Chicago, dal Giappone e dall’Europa, in particolare dalla Scozia dove sono ben quattro i pazienti sotto osservazione.

Il virus, che provoca una polmonite virale i cui sintomi sono simili a quelli dell’influenza comune ma che può essere mortale, sarebbe stato trasmesso dai pipistrelli ai serpenti e da questi all’uomo, secondo quanto scoperto da alcuni ricercatori dell’Università di Pechino, anche se sono molti gli scienziati che stanno manifestando i propri dubbi al riguardo. Tra questi anche gli esperti dell’ospedale Spallanzani di Roma. E anche se l’Organizzazione mondiale della Sanità ha ribadito che al momento non si può parlare di emergenza globale, tante sono le misure adottate, soprattutto negli aeroporti internazionali, per prevenire che la malattia si diffonda ulteriormente.

La Cina “ha inoltre ordinato a tutte le agenzie di viaggio di interrompere la vendita di tour interni e internazionali” per fronteggiare l’epidemia di coronavirus. Il ministero della Cultura e del Turismo di Pechino “ha disposto lo stop alla vendita di biglietti per i pacchetti turistici a partire da oggi”, come riporta Bloomberg. Il giro d’affari del turismo cinese all’estero ha toccato nel 2018 i 130 miliardi di dollari. Ecco cosa sappiamo sul Coronavirus cinese, simile alla Sars e alla Mers, che seminando il panico nel mondo.

Cos’è e da dove ha origine il virus cinese di cui tutti parlano

Il coronavirus responsabile della morte, al momento, di 26 persone in Cina è stato ribattezzato 2019-nCoV. Il primo caso si è registrato nella città di Wuhan, che conta 11 milioni di abitanti, a dicembre 2019. Le segnalazioni successive sono arrivate sempre da questa città, capoluogo della provincia di Hubei, che viene pertanto considerata l’epicentro dell’infezione. Il virus, simile alla Sars, sarebbe arrivato agli uomini dai serpenti. È quanto indica l’analisi genetica pubblicata sul Journal of Medical Virology da Wei Ji, Wei Wang, Xiaofang Zhao, Junjie Zai, e Xingguang Li, delle università di Pechino e Guangxi, che tuttavia non convince molti scienziati della comunità internazionale.

Come è accaduto in passato con i virus dell’influenza aviaria e con la Sars, anche questa volta l’indice è puntato sui mercati di animali vivi molto comuni in Cina, dove accanto a quelli allevati nelle fattorie e ai pesci si vendono animali selvatici, come serpenti, in particolare krait e cobra, e pipistrelli. Le analisi genetiche hanno permesso di identificare il virus 2019-nCoV come un mix di un coronavirus proveniente dai pipistrelli e di uno che arriva dai serpenti e che da questi ultimi sarebbe passato agli esseri umani, adattandosi al nuovo ospite e acquisendo la capacità di trasmettersi da uomo a uomo.

Perché il virus non sarebbe trasmesso dai serpenti

Numerosi, dunque, sono gli esperti che nel mondo stanno esprimendo dubbi sulla possibile trasmissione del coronavirus cinese dai serpenti all’uomo. Tra questi anche gli specialisti dell’ospedale Spallanzani di Roma, che questa mattina si sono riuniti nella Capitale per una riunione operativa. “L’eventuale gestione di casi sospetti verrà gestita direttamente dal personale di questo nosocomio, dal momento che a Fiumicino c’è un importante traffico di passeggeri in arrivo dalla Cina. La collaborazione con le autorità portuali è massima.

Disposto protocollo anche con l’ospedale pediatrico Bambin Gesù nel caso di minori infettati. Le nostre strutture sono pronte”. Il dottor Giuseppe Ippolito, direttore scientifico dell’Istituto Spallanzani di Roma che fa parte della task force nazionale del Ministero, ha poi spiegato che “l’epidemia è partita da due mercati di Wuhan, nel Sud della Cina, in cui vengono venduti non solo pesce e frutti di mare ma anche animali vivi. I casi importati riconosciuti sono in Thailandia, Corea e Stati Uniti, tutti esclusivamente con un contatto diretto con Wuhan, che insieme ad altre due città limitrofe, è stata messa in quarantena per un totale di 20 milioni di persone.

La trasmissione dai serpenti è stata sconfessata con una presa di posizione sulla rivista Nature e battuta questa notte dalle agenzie di stampa. Il salto di specie, inclusa l’ipotesi che questi serpenti fossero stati allevati con piccoli pipistrelli, non ha trovato una giustificazione. I serpenti poi sono rettili, questo virus ha bisogno di mammiferi”.

La mappa delle vittime e dei contagi

Al momento, le vittime del virus cinese sono ventisei, tutti cittadini cinesi e residenti nella provincia dello Hubei. Solo due sono le morti sospetti verificatisi fuori dall’epicentro dell’infezione. Una persona è deceduta nella provincia di Heilongjiang, al confine con la Russia, a più di 1.800 km da Wuhan, la città da cui è partito il focolaio infettivo e dove si hanno avuto più morti.

Un altro caso di contagio è stato annunciato a Hebei, la provincia che circonda Pechino. Avevano dai 48 agli 89 anni 17 delle persone morte per il coronavirus. Nello specifico, otto avevano più di 80 anni, due tra i 70 e gli 80, cinque erano 60enni, a cui si aggiunge un 50enne, oltre alla più giovane vittima, di soli 48 anni. Almeno nove di loro avevano condizioni pre-esistenti, tra cui il diabete, problemi alle coronarie e il morbo di Parkinson.

Secondo quanto riferito dalla Commissione Nazionale per la Sanità cinese, il virus ha colpito in 25 province e in 13 sono stati registrati complessivamente 393 casi sospetti. Al momento sono stati rintracciati 5.897 contatti stretti, 4.928 dei quali sono ancora sottoposti a esami medici. Tra di loro, ci sarebbe anche un turista inglese di 32 anni, di cui si attendono ancora conferma sulla natura della patologia che l’ha colpito e che potrebbe essere il primo occidentale ad essere stato contagiato.

Inoltre, quattro casi sospetti di coronavirus sono stati segnalati in Scozia, si tratterebbe di quattro cittadini cinesi sottoposti ora ai test. Hürgen Haas, responsabile dell’unità di medicina infettiva all’Università di Edimburgo ha detto di credere che ci saranno altri casi nelle città del Regno Unito. Anche in Francia sono stati segnalati due casi nelle ultime ore, i quali si sono però rivelati falsi allarmi. Gli Stati Uniti hanno, infine, dopo il caso di Seattle e uno sospetto in Texas, hanno confermato il secondo caso di coronavirus: si tratta di una donna di Chicago tornata da Wuhan, dove si trova il focolaio dell’infezione. Le persone tenute attualmente sotto controllo negli Usa sono 63.

Fonte: https://www.fanpage.it/

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