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Brexit, dal 2021 cambia tutto: ecco tutto quello che c’è da sapere prima di viaggiare

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In base all’accordo di recesso, dopo la data della Brexitprevista il 31 gennaio, avrà inizio un periodo di transizione che terminerà alla fine del 2020. Questo periodo, nel quale gli attuali assetti rimarranno invariati, servirà a Londra e Bruxelles per negoziare i termini della loro futura partnership politica e commerciale. Anche se il premier Johnson ha ripetutamente escluso la possibilità di proroghe, il periodo di transizione potrà essere esteso con un accordo entro giugno di quest’anno. Il massimo periodo di proroga terminerà alla fine del 2022.

Un giorno prima che il Regno Unito lasciasse l’Unione Europea, il governo ha rivelato a cosa andranno incontro i viaggiatori britannici per vacanze o per motivi d’affari nell’UE alla scadenza dell’accordo di transizione il 31 dicembre. Per il 2020 resterà tutto invariato. Ma una volta terminata la transizione, i visitatori in Europa dovranno affrontare molte più burocrazie e spese di quanto il settore dei viaggi avesse sperato in precedenza.

In primo luogo la garanzia del roaming gratuito per i telefoni cellulari in tutta l’Unione Europea finirà. Inoltre gli automobilisti avranno bisogno di una “carta verde”, un certificato che estende la loro assicurazione di viaggio in Europa. Cambiano anche le disposizioni relative al passaporto per animali domestici che saranno anch’esse eliminate. Ai viaggiatori che desiderano viaggiare con il loro cane o gatto è stato comunicato di contattare il veterinario almeno quattro mesi prima di partire.

Quella del confine tra Irlanda del Nord (che fa parte del Regno Unito) e Repubblica d’Irlanda (membro Ue) è stata probabilmente la questione più controversa del difficile negoziato tra Londra e Bruxelles. Le attuali disposizioni sostituiscono la cosiddetta clausola del ‘backstop’, più volte rifiutata dal Parlamento britannico in sede di ratifica dell’accordo.

Lo scopo è di garantire il duplice obiettivo di preservare la pace sull’isola irlandese, mantenendo aperto il confine tra Irlanda del Nord e Irlanda, e proteggere l’integrità del mercato unico europeo. L’accordo prevede che l’Irlanda del Nord rimanga parte del territorio doganale del Regno Unito, allo stesso tempo rispettando gran parte degli obblighi relativi all’unione doganale Ue.

Quando le merci provenienti dalla Gran Bretagna entreranno nel territorio nordirlandese, verranno effettuati controlli e pagati i relativi dazi. Le aziende potranno poi ottenere eventuali rimborsi sulle merci che godranno di minori dazi di importazione in base ai futuri accordi commerciali stipulati dal Regno Unito. L’accordo prevede inoltre che l’assemblea legislativa nordirlandese potrà periodicamente confermare o meno l’adesione a questo regime.

Fonte: Leggo

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