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Campania. Emergenza rifiuti, indagato il vice di De Luca: ecco le accuse.

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Indagato il vice di De Luca

Dalla raccolta porta a porta alle ecoballe, dagli impianti di compostaggio alla realizzazione dei cosiddetti stir.

Un intero mondo viene passato al setaccio dalla Procura di Napoli, che ha scoperto le proprie carte con un blitz mirato in Sapna e in Asia, le due centrali di raccolta e conferimento della spazzatura sulla più grande area metropolitana della Campania.

Blitz dei carabinieri del Noe, sequestro di atti e materiale informatico, indagati eccellenti, in uno scenario in cui si ipotizza l’accusa di omissione in atti di ufficio.

In sintesi

Finiscono sotto inchiesta Fulvio Bonavitacola, nella sua veste di vicepresidente della Regione Campania e assessore regionale all’Ambiente; Andrea Abbate, ex direttore tecnico della Sapna Napoli; Gabriele Gargano, amministratore unico della Sapna;

Francesco Iacotucci e Francesco Mascolo, rispettivamente presidente e direttore generale dell’Asìa, che ha come mission aziendale dichiarata quella di portare la raccolta differenziata almeno al 65 per cento, attraverso un sistema di raccolta porta a porta;

Raffaele Del Giudice, ex vicesindaco del Comune di Napoli, attualmente assessore comunale con delega ai rapporti con la stessa Asìa.

Nomi eccellenti

Accostati all’ennesima inchiesta sui rifiuti, che ha causato un danno economico di 190 milioni di euro all’Italia, più volte sanzionata dalla Comunità europea.

Immediato l’intervento di Matteo Salvini, leader della Lega atteso nei prossimo giorni a Napoli: «Questa inchiesta certifica il fallimento di De Luca e del Pd per il caos rifiuti a Napoli e in Campania. Con la Lega e il centrodestra finalmente al governo della Regione, le strade torneranno pulite ed i rifiuti diventeranno calore e ricchezza per i cittadini, non un affare per la malavita».

Scenario critico

Che vede la regione Campania in difficoltà rispetto agli standard nazionali ed europei, al punto tale da rappresentare uno dei motivi principali delle multe comminate all’Italia in sede comunitaria.

Proviamo a fare due conti, anche alla luce di quanto emerge dalle fonti aperte.

In sintesi, la gestione dei rifiuti in Campania avrebbe provocato un buco economico gravissimo per lo Stato italiano, che nel novembre del 2018 veniva quantificato in oltre 150 milioni di euro.

Ma deve versare alla comunità europea un’altra quarantina di milioni di euro per i danni più recenti.

Sabato scorso era seduto nel palco autorità per l’inaugurazione dell’anno giudiziario, ieri Bonavitacola ha ricevuto l’invito a comparire per il prossimo 16 marzo in Procura. 

Mancata rimozione delle ecoballe, mancata realizzazione degli impianti di compostaggio, mancata realizzazione dei siti di compostaggio al servizio degli Stir nella città metropolitana di Napoli: sono i punti su cui Bonavitacola sarà chiamato a rispondere.

Si tratta di questioni differenti. Da un lato c’è la pesante eredità dello scorso decennio, dall’altro ci sono le scelte amministrative messe in campo negli ultimi cinque anni.

Ma andiamo con ordine

È una questione di igiene e di sanità pubblica, quelle ecoballe andavano rimosse, occorreva attrezzare delle procedure amministrative efficaci a risolvere il problema.

 

Stando a quanto emerso finora

Sono state rimosse solo 458.550 tonnellate di rifiuti, a fronte di oltre tre milioni e ottocentomila tonnellate non ancora rimosse. Stesso scenario che riguarda invece la storia degli impianti di compostaggio e degli stir.

Gli impianti di compostaggio dovevano essere operativi già dal maggio del 2018.

Ma al momento non ci sarebbe stata la definizione delle strutture, né per Napoli, nè per le altre province.

Ed è con questo ragionamento, che finiscono sotto accusa – oltre a Bonavitacola – anche Iacotucci, Mascolo e lo stesso assessore comunale Del Giudice.

Per i pm

Non avrebbero garantito il funzionamento delle stazioni ecologiche di stoccaggio al servizio degli stir, in particolare nella città metropolitana di Napoli.

Tutti i soggetti coinvolti dovranno ora fornire il proprio contributo nel corso degli interrogatori dinanzi ai pm.

 

(IlMattino)

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Si ferma sulla statale per un guasto all’auto, uomo di 41 anni travolto e ucciso

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CAIVANO. Tamponamento a catena nel Napoletano, morto un giovane uomo. E’ accaduto sulla strada statale 7bis, quella che collega le province di Napoli e Caserta.

Lo riporta Edizione Napoli. Lo schianto si è verificato all’altezza tra l’uscita della zona industriale di Acerra e Caivano. Un automobilista purtroppo ha perso la vita.

Nell’incidente sono rimasti coinvolti cinque veicoli, tra i quali una Citroen e una 500X. Il traffico è andato in tilt. Si sono registrati quasi 10 chilometri di coda: rallentamenti fino alle uscite di Succivo e traffico sostenuto fino a quella di Gricignano zona industriale.

Sul posto per i rilievi del caso sono intervenuti gli agenti della polizia stradale  del distaccamento di Nola che dovranno ricostruire l’incidente conclusosi con l’esito mortale.

Sulla salma dell’automobilista deceduto dovrebbe essere effettuato l’esame autoptico.

La vittima dello schianto di Caivano

La vittima è di una 41enne di Giugliano. L’uomo era alla guida della sua Audi quando si è fermato probabilmente per verificare un guasto. Il conducente dell’auto che sopraggiungeva non si è avveduto della sua presenza e l’ha travolto dando luogo a un tamponamento a catena. Per lui purtroppo non c’è stato nulla da fare. Fonte: Edizione Napoli


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Caivano, incidente sulla statale: morto un pedone

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CAIVANO (NAPOLI). Un pedone è morto a seguito di un incidente avvenuto oggi sulla statale 7Bis “di Terra di Lavoro”, al chilometro 29,700 all’altezza di Caivano (Napoli).

Caivano, pedone travolto e ucciso in strada

Le forze dell’ordine hanno chiuso la carreggiata in direzione Nola. Si è resa obbligatoria dunque l’uscita allo svincolo A1, al chilometro 29,700.

A Caivano, sul luogo dell’incidente, sono giunti le squadre Anas e le forze dell’ordine per la gestione dell’evento e per consentire il ripristino della viabilità. Ancora da chiarire la dinamica dell’accaduto.

LE ALTRE NOTIZIE DI CRONACA: Eboli, investito dal nipote davanti all’ospedale: morto 72enne

EBOLI. E’ deceduto il pensionato di Montecorvino Rovella, che era stato investito dal nipote, mentre stava facendo retromarcia con il proprio furgone, davanti all’ospedale di Eboli.

Il 72enne era ricoverato nel reparto di Ortopedia – come riporta il sito web radioalfa.fm – dopo l’incidente avuto col nipote.

Era stato accompagnato al Pronto soccorso dove i medici avevano riscontrato una frattura del femore. Dopo poche ore,  i sanitari hanno trasportato l’uomo in sala operatoria per risolvere la frattura del femore.

Mercoledì notte, purtroppo, il pensionato è deceduto per un arresto cardiaco.


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Eboli, investito dal nipote davanti all’ospedale: morto 72enne

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eboli anziano investito dal nipote

EBOLI. E’ deceduto il pensionato di Montecorvino Rovella, che era stato investito dal nipote, mentre stava facendo retromarcia con il proprio furgone, davanti all’ospedale di Eboli.

Eboli, morto 72enne

Il 72enne era ricoverato nel reparto di Ortopedia di Eboli – come riporta il sito web radioalfa.fm – dopo l’incidente avuto col nipote.

Era stato accompagnato al Pronto soccorso dove gli era stata riscontrata una frattura del femore. Dopo poche ore, era stato trasferito in sala operatoria per risolvere la frattura del femore.

Mercoledì notte, purtroppo, il pensionato rioverato ad Eboli è deceduto per un arresto cardiaco. Un enorme dramma per la sua famiglia, soprattutto per suo nipote.

LE ALTRE NOTIZIE DI CRONACA: Caivano, incidente sulla statale: morto un pedone

CAIVANO (NAPOLI). Un pedone è morto a seguito di un incidente avvenuto oggi sulla statale 7Bis “di Terra di Lavoro”, al chilometro 29,700 all’altezza di Caivano (Napoli).

La carreggiata in direzione Nola è stata chiusa con uscita obbligatoria allo svincolo A1, al chilometro 29,700.

Sul posto sono giunti le squadre Anas e le forze dell’ordine per la gestione dell’evento e per consentire il ripristino della viabilità. Ancora da chiarire la dinamica dell’accaduto.


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