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cronaca

India, bambina di 5 anni stuprata nell’ambasciata degli Stati Uniti a New Delhi

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benevento

Un uomo di 25 anni è stato arrestato con l’accusa di aver violentato una bambina di cinque anni nei locali dell’ambasciata degli Stati Uniti nella capitale indiana, Nuova Delhi.  L’uomo è stato tratto in arresto domenica dopo che i genitori della vittima hanno sporto denuncia alla polizia. Le condizioni della vittima sono stabili. La famiglia vive nell’ambasciata, dove il padre lavora nel personale delle pulizie.

Secondo la polizia, l’accusato, un autista, non è impiegato della sede diplomatica. Eish Singhal, vice commissario della polizia di Delhi, ha raccontato alla CNN che l’identificazione del presunto responsabile dello stupro è stata fatta dalla vittima: “Non abbiamo dubbi che il responsabile sia stato trovato, perché a indicarcelo con la massima certezza è stata la bambina”.

I numeri degli stupri in India: 92 al giorno

Quello all’interno dell’ambasciata statunitense è solo l’ultimo grave episodio di violenza sessuale in India, un Paese che per questa piaga detiene la maglia nera nel mondo. I numeri del governo sono incredibili: la polizia ha registrato 33.658 casi di stupro nel 2017, una media di 92 al giorno, anche se gli esperti ritengono che molti casi non vengono denunciati.

Secondo le statistiche, in India un giovane di meno di 16 anni viene abusato sessualmente ogni 155 minuti e un bambino di meno di 10 anni ogni 13 ore. Il numero di stupri ai danni di minorenni è in aumento ed è passato da 8.541 nel 2012 a 19.765 nel 2016. Più in generale, i reati sessuali nel paese sono passati dai 2.487 casi del 1971 ai 24.206 casi del 2011.

Circa il 53% dei minori che hanno partecipato ad uno studio governativo hanno riferito di aver subito abusi sessuali; il 50% degli aggressori sono persone conosciute nelle quali hanno fiducia e che dovrebbero proteggerli. Inoltre 240 milioni di donne vengono sposate prima del 18esimo compleanno.

Fonte: https://www.fanpage.it/

cronaca

Partinico, uccise la giovane amante incinta: in appello ergastolo revocato

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palermo

In appello revocato l’ergastolo per Antonino Borgia, l’imprenditore di Partinico accusato di avere ucciso il 22 novembre 2019 con dieci coltellate Ana Maria Lacramioara Di Piazza, la giovane donna incinta originaria della Romania, ma residente a Giardinello che aveva una relazione con l’uomo.

La prima sezione della corte d’assise d’appello di Palermo ha inflitto 19 anni e 4 mesi per omicidio volontario. Le motivazioni si conosceranno fra 75 giorni. L’imputato, difeso dall’avvocato Salvatore Bonnì, era originariamente accusato di omicidio volontario, premeditato e aggravato dai futili motivi, e per occultamento di cadavere. A lui veniva anche contestato il procurato aborto.

La madre di Ana Maria e il figlio di 11 anni si sono costituiti parte civile nel processo, assistiti dell’avvocato Angelo Coppolino. In attesa di conoscere le motivazioni i giudici d’appello non hanno riconosciuto le aggravanti della premeditazione, dei motivi abietti e della crudeltà. Dunque secondo i giudici Borgia non sarebbe stato «spietato» come invece venne ricostruito nel corso delle indagini che furono portate avanti dai carabinieri della compagnia di Partinico.

È stata invece confermata la sentenza di primo grado che stabiliva il riconoscimento di una provvisionale da riconoscere alle parti civili costituite in giudizio. Borgia dopo l’omicidio della ragazza, con la quale aveva avuto una relazione, aveva ripreso la sua normale vita ed era persino andato al commissariato di Partinico per questioni personali.
Il pm in primo grado aveva spiegato che la pratica da sbrigare negli uffici di polizia era legata al suo passaporto: l’imputato, secondo l’accusa, avrebbe infatti avuto intenzione di rifugiarsi negli Stati Uniti. Fonte: Giornale di Sicilia


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cronaca

Roma: uomo punto da ragno violino, rischio choc anafilattico mentre aspetta il figlio fuori da scuola

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ragno

Il ragno violino continua a colpire: ancora una puntura ad alto rischio, che ha messo in serio pericolo la salute di un genitore all’uscita da scuola a Roma. E ancora una volta in zona Portuense, come segnalato da Leggo martedì scorso riportando l’allarme dei farmacisti.

Adesso, quindi, si teme per i più piccoli: la richiesta che arriva dalle famiglie è di far pulire e controllare i giardini degli istituti scolastici, anche nei luoghi meno frequentati dagli alunni perché potrebbero comunque trasformarsi in tane pericolose.

Ragno violino, paura a Roma

L’ultimo caso è accaduto all’uscita dell’istituto Colle La Salle, in via dell’Imbrecciato. Un uomo sulla quarantina era lì, nel giardino della scuola, per prendere suo figlio che frequenta l‘istituto. Mentre aspettava fuori da scuola, però, è stato punto dal ragno violino.

In pochi attimi si è tenuto il peggio: l’uomo ha rischiato lo shock anafilattico e si è salvato solo grazie all’intervento di un altro papà medico. Poteva finire, quindi, davvero male.

E così il ragno violino torna a far paura, a distanza di pochissimi giorni dal primo grido di allarme partito dagli esperti: nella maggior parte die casi la puntura genera una piaga, nel giro di poche ore, ma nei casi piu gravi arriva anche lo shock anafilattico.

L’istituto Colle La Salle ha deciso di avviare una disinfestazione del giardino per eliminare la sgradita presenza: “provvediamo con questi interventi di disinfestazione almeno 3 volte l’anno, per evitare qualunque topo di problema  – spiegano dalla direzione – ora lo faremo ad hoc, proprio a causa della presenza del ragno violino”.

Sulla questione ieri si è riunito anche il consiglio di istituto, il caso ha ovviamente scosso le famiglie che temono soprattutto per i bambini. Ma non sono le sole. Anche le altre scuole del territorio sono in fibrillazione. Nel mirino ci sono parchi pubblici e cortili e giardini delle scuole, dove giovani i piu piccoli.

“Ho chiesto interventi mirati – spiega Marco Palma, consigliere di Fratelli d’Italia nel municipio 11 – stia dialogando con la Asl per capire come e chi far intervenire. Dobbiamo dare risposte alle famiglie, in diversi istituti del territorio i genitori stanno chiedendo alle maestre di non portare più i bambini in giardino, anche in un asilo nido comunale.


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campania

Si ferma sulla statale per un guasto all’auto, uomo di 41 anni travolto e ucciso

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caivano

CAIVANO. Tamponamento a catena nel Napoletano, morto un giovane uomo. E’ accaduto sulla strada statale 7bis, quella che collega le province di Napoli e Caserta.

Lo riporta Edizione Napoli. Lo schianto si è verificato all’altezza tra l’uscita della zona industriale di Acerra e Caivano. Un automobilista purtroppo ha perso la vita.

Nell’incidente sono rimasti coinvolti cinque veicoli, tra i quali una Citroen e una 500X. Il traffico è andato in tilt. Si sono registrati quasi 10 chilometri di coda: rallentamenti fino alle uscite di Succivo e traffico sostenuto fino a quella di Gricignano zona industriale.

Sul posto per i rilievi del caso sono intervenuti gli agenti della polizia stradale  del distaccamento di Nola che dovranno ricostruire l’incidente conclusosi con l’esito mortale.

Sulla salma dell’automobilista deceduto dovrebbe essere effettuato l’esame autoptico.

La vittima dello schianto di Caivano

La vittima è di una 41enne di Giugliano. L’uomo era alla guida della sua Audi quando si è fermato probabilmente per verificare un guasto. Il conducente dell’auto che sopraggiungeva non si è avveduto della sua presenza e l’ha travolto dando luogo a un tamponamento a catena. Per lui purtroppo non c’è stato nulla da fare. Fonte: Edizione Napoli


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