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Sanremo: vince la cover di Tosca, Benigni ok. Per alcuni era meglio non cantare.

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E benvenuti alla terza serata, quella dei duetti! Siamo ben certi che sarà la serata migliore. Provo a gettarvi dei pensieri sparsi sulle performance.

Apre le danze Michele Zarrillo che interpreta con Fausto Leali “Deborah”. Bella versione ma senza guizzi. Leali dotato di grande energia, quello che sembra frenato è Zarrillo. Miché, che gliè?

Torna un inutile Junior Cally con un gruppo di accompagnamento per la brutta versione di un brano di Vasco “Vado al massimo”. Benché sia un forte critico di Salvini reputo che il riferimento al pesce grosso e alle sardine sia fuori luogo. Junior parlaci degli stupri, ti si addice meglio.

Marchettone esagggerato alla sconosciuta fidanzata di Cristiano Ronaldo. Che ce fa sta tipa qua? Ma chi cappero è che manco sa i nomi dei cantanti?

Arriva un duo magicamente affine: Arisa e Marco Masini. Reintepretazione di Vacanze Romane dei Matia Bazar. E’vero Antonella Ruggiero è difficilissima e Arisa ha qualche incertezza all’inizio ma la nostra lucana preferita ha una voce da brividi, l’arrangiamento è a mio avviso migliore dell’originale e Masini è pienamente calato nel ruolo di colui che detta il tempo di una versione memorabile. Ah. E se sei a quelle altezze canore non sbagliare significherebbe non essere umani. Bravi.

Sanremo, sul palco le cantanti italiane contro la violenza sulle donne

Vediamo sul palco, in un momento rilassato sette tra le più importanti cantanti italiane (per capirci c’è Giorgia, Pausini, Mannoia), unite dalla comune causa della lotta alla violenza sulle donne. Per quanto sia un’operazione commerciale e dubito porti frutti duraturi nei cuori di criminali a piede libero ma possibile che siamo nel 2020 e sette donne devono ancora sensibilizzare su un tema che dovrebbe essere scontato?

Signori possiamo combattere le malattie, andare sulla luna, spedire bit alle velocità più stratosferiche lungo il pianeta e financo combattere contro l’inquinamento ma se continuiamo a picchiare, violentare, maltrattare o peggio le donne, siamo niente più che animali. Un uomo che picchia è un uomo senza palle e lo dico senza giri di parole.

Ci spostiamo in un fumoso club della chicago degli anni 50 con Rafael Gualazzi e Simona Molinari. Due professionisti del Jazz, due musicisti d’eccezione. Lui con la sua verve da crooner, lei una Rita Haiworth in bianco e nero con una voce e un’interpreazione da brividi di “E se domani”. Bravissimi entrambi. Siete quasi riusciti a farmi piacere il Jazz.

Anastasio sta appena uccidendo un bellissimo pezzo di Renato Zero “Spalle al muro”. Ma arriva Franchino e ti emozioni: “Vecchio, vecchio, diranno che sei vecchio”. Dio, amo Di Cioccio. Ok, perdono Anastasio ma prego Santo Lucio Violino Fabbri di togliergli la voce. Ok la PFM inizia a suonare. Addio. Semplicemente spettacolare. Come ti aspetteresti dalla PFM. Clonateli. Ma allontanate Anastasio.

Brrr. Lo scrivente non è un accanito tifoso ma Ronaldo mi da lo stesso senso di Tom Cruise con la sua Scientology e Michael Jackson: sa di plastica. Perché invitare certi sociopatici? E’vero, sono famosi ma la plastica è antiecologica. La fidanzata continua a non capire niente di ciò che succede intorno a lei.

Levante chiama in aiuto Maria Antonietta (quella delle brioche o quella della ghigiliottina?) e Francesca Michielin. Insieme fanno un bel karaoke de “Si può dare di più”. Ma non siamo a un valtour degli anni 90, non è estate e ti viene in mente Mietta con Amedeo Minghi. Che in quanto a erotismo musicale è solo pari a Peppi Nocera con la sua fenice (e ora andatevelo a cercare, vah!). E’meglio Fasma.

Si ritorna al duo di Ornella Vanoni e Alberto Urso. “Voce del silenzio” del 1968 interpretata da Dionne Warwick. Il bel canto (si chiama così sta cosa simil lirica) di Urso si accompagna alla voce della Vanoni. Lo ammetto, a me Vanoni non piace. Il pezzo è bello e anche l’arrangiamento non sarebbe male con tutti quegli archi lunghi. D’altronde siamo nel 1967, no? No. E allora, non me ne vogliano i fan del bel canto e della Vanoni ma, per quanto professionali entrambi, si è sdoganato lo sgonadamento.

Si riprende dopo la pubblicità con l’ingresso di Alketa Vejsiu. E’una conduttrice albanese. E’sveglia. E’smart. Parla l’italiano. E’mille volte meglio della fidanzata di Ronaldo. E soprattutto ci fa rendere orgogliosi di essere italiani professando un amore per il nostro paese che, spesso, dimentichiamo di mostrare, presi da mille critiche e rancori. Grazie Alketa.

Purtroppo il bel momento dura poco perché riprende la gara. Elodie. Manca una M per fare Melodie. E si sente tutta la mancanza di una sola lettera, avvertendosi il peso delle altre sei. Io realmente non riesco ad apprezzarla. Interpreta un brano di Ramazzotti andando più in basso di Eros, ma non comunica. Prodotto da Talent.

E’il momento di Rancore alle prese con Luce di Elisa. Accompagnato dai Dardust e da “la rappresentante di Lista”. Arrangiamento sostanzialmente sovrapponibile all’originale. Lei canta molto bene (qualche incertezza sugli alti ma niente di tragico). Per quanto quadrato, purtroppo niente di memorabile. Se non consideriamo la faccia di Rancore che sembra quella di Checco Zalone.

Arriva Lewis Capaldi con la sua chitarra e io che non amo i cantautori voce, chitarra e problemi sarei pronto a consegnargli il primo posto di Sanremo. E’italoamericano. Come? Non è in gara? Peccato! Però suggerirei a molti tra big ed emergenti dietro le quinte di apprendere e portare a casa.

Sanremo, la serata delle cover. C’è anche Benigni

Benigni!!! Arriva Roberto in banda musicale e al “è il più bel festival mai visto” ti domandi se è lo stesso di “woitilaccio”. Robè ma la rivoluzione dove l’abbiamo messa? Sembro ricredermi quando inizia a parlare del Cantico dei Cantici e alla bellezza terrena dello stesso. Ci ricrediamo quando cade nel conformismo del “non te lo vogliono dire”. Per quello e il complottismo in genere c’è già Facebook. Risparmiamocelo. Ma al netto di certe sue prese di posizione, la sua lettura è, come al solito, magistrale.

Ehi ma il rosavestito è il tipo dei Pinguini Tattici Nucleari? Perché se così fosse stanno spaccando!! Come quel pugile moribondo che sa che deve la sua vita agli ultimi attimi di lucidità i bergamaschi stanno sparando cannonate serissime e azzeccatissime nel medley a base di successi della musica italiana presente e passata. E qui l’orchestra con i fiati mccartneyani la fa da padrone. Se gli fate fare sempre questo vinceranno in eterno. Dimostrazione che i successi a Sanremo così esistono. Ma appartengono al passato.

Cristicchi mi spieghi perché vuoi inguaiare un tuo così bel pezzo con un duetto così trasparente?

Sanremo, Georgina balla un tango poi arriva Mika

Ritorniamo facendo ballare la fidanzata di Ronaldo. Ok. Ha ballato. La prima volta. In 25 anni. Si vede. Andiamo avanti?

Arriva Mika. E’bravo, diciamocelo. Sa fare il suo mestiere, sa fare il suo compito e lo fa con classe. E sentire Mika, che è una star internazionale, sentire citare e cantare De Andrè, a me che sono un fottuto sentimentale, fa sognare. E che sogno. C’è cuore e stile nella sua visione di “Amore che vieni, Amore che vai”. “Io t’ho amato sempre, non t’ho amato mai.” Poesia..

Non amo particolarmente Diodato e Nina Zilli ma mi hanno lasciato entrambi a bocca aperta. 24000 baci diventa qualcosa di spettacolare, teatrale, magnifico. Non mi dilungo e vi invito a vedere ciò che ritengo un vero colpo da maestro.

Vibrazioni e Canova: background simile tanto che non si capisce il senso di questo duetto tanto sono simili. Un’emozione da poco è comunque eseguita bene anche se non aggiunge e non toglie. Buona prova ma nulla di più.

Sanremo, la serata delle cover. Tosca e la performance da brividi

Tosca e Silvia P. Cruz ci regalano una bellissima cover di Piazza Grande di Lucio Dalla. La loro piazza è molto spagnola e, permettetemelo, molto napoletana. L’arrangiamento ricorda una canzone tradizionale napoletana “e rrose” interpretata tra le altre da Consiglia Licciardi. Brava Tosca!

Arriva la tanti attesa cover di Morgan e Hugo con canzone per te. Nel pomeriggio Morgan accusa tutto e tutti di averlo boicottato. Dirigerà l’orchestra e ha scritto le partiture per gli orchestrali ma qualcuno gliele ha modificate, una manina, per metterlo in difficoltà. Ma lui è Morgan, non si arrende e quindi è riuscito a provare e porterà ugualmente il brano sul palco. Questo lungo prologo ha molto più senso dell’esecuzione: Morgan è un grandissimo musicista ma tra lui e bugo non raggiungono un filo di voce oltre il karaoke. Bocciato. La manina ti voleva bene, fidati

Elettra Lamborghini. Ripete sempre il suo nome per ricordarci che no, non è la cosplayer di Romina Power. Ma realmente canta? Ha un controllo della voce pessimo e non basta chiamare miss keta sul palco perché zero per zero fa zero. Ah il pezzo spero sia un augurio “non succederà più”

Piero Pelù interpreta Cuore matto di Little Tony. Versione rockettara molto nelle sue corde, già sentita da gruppi cover dei pub ma lui sul palco è una belva e la rende superiore. Ottima anche l’idea del duetto in video con Little Tony dei 60s.

Sanremo, Gabbani astronauta e Lauro è David Bowie

Arriva Gabbani con la Totocutugnata per eccellenza: l’italiano. Scialba. Non basta vestirsi da astronauta, vogliamo sentire la musica! E sbandierare bandiere italiane sul palco per me è come quello che lo fa coi rosari: sono entrambe sacre. Non ci provare

Achille Lauro vestito da David Bowie e Annalisa fa l’Annalisa di sempre. Naturale che nessuno dei due spicchi Ne gli uomini non cambiano di Mia Martini. Non è una brutta esibizione ma scevra di pathos. Mi fa rimpiangere Tiziano Ferro di qualche sera prima.

A fine serata abbiamo Tosca che vince la serata cover. Mi trova sostanzialmente d’accordo. Serata comunque simpatica. A domani!!

Raffaele Perillo

Leggi anche: Sanremo, la seconda serata secondo noi 

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