Achille Lauro è Gesù Cristo nella Pietà ma piovono critiche: “Baracconate, mediocre”.

di Nunzia D'Aniello
1 anno fa
21 Febbraio 2020

Achille Lauro, il nuovo performer italiano

Con la partecipazione al festival di Sanremo Achille Lauro si è imposto al pubblico come nuovo perfomer della scena musicale italiana. Arte, creatività e inventiva sono gli ingrediente della sua nuova immagine, che rompe gli schemi classici delle esibizioni musicali e propone al pubblico qualcosa di nuovo, capace di generare l’effetto “wow” nello spettatore. Erano anni che sulla scena musicale italiana non si assisteva a qualcosa di simile, che forse non c’è mai stato, e Achille Lauro ha iniziato una rivoluzione destinata a lasciare il segno.

Il suo progetto iniziato sul palco del teatro Ariston durante Sanremo

Si è arricchito in queste ore di nuovi dettagli. Achille Lauro ha lanciato il nuovo tour, che nei prossimi mesi toccherà numerose città del Paese e non sarà semplicemente un concerto ma una vera esposizione artistica con alti richiami culturali. La notizia del tour è stata condivisa, come sempre più spesso accade, attraverso i social e non con i tradizionali comunicati stampa. Achille Lauro ha pubblicato il brevissimo teaser di un video, probabilmente quello di Me ne frego, in cui interpreta niente meno che Gesù. Insieme a lui, nei panni della Vergine Maria, c’è Elena D’Amario, ex ballerina di Amici. I due hanno personificato la Pietà, la celebre scultura di Michelangelo Buonarrotti custodita in Vticano.

Un richiamo molto elevato ma anche ardito per Achille Lauro, ai cui piedi ci trova un lupo, un elemento inedito per questo richiamo artistico, un simbolo certamente del nuovo percorso del cantante. “Il mio tempo è compiuto. Quello che sono stato non sarò più. Quello che ero morirà con me“, scrive Achille Lauro segnando i confini di quella che sembra essere una rinascita, un nuovo inizio della sua carriera.

L’accoglienza da parte dei suoi ammirati è stata a dir poco calorosa. Da molti è stato accolto come il nuovo Messia della musica, un paragone azzardato non condiviso da tutti, che anzi vedono nella sua opera un chiaro richiamo a un altro artista.

C’è chi lo accusa di aver copiato e preso spunto da Rose viola di Ghemon e chi, proprio a tal proposito, dice che si sarebbe aspettato di più da colui che è appena diventato direttore artistico di un’etichetta discografica.

C’è, poi, chi va ben oltre queste considerazioni ed esprime il suo dissenso all’arte di Achille Lauro: “Ormai andiamo avanti a baracconate“, “Stai davvero esagerando, scendi dal piedistallo. Mediocre.”

(IlGiornale)

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