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Coronavirus, l’Italia è il paese con più contagi in Europa

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Italia prima in Europa per contagiati. Lo dice Walter Ricciardi, membro del Consiglio Esecutivo dell’Organizzazione mondiale della Sanità:  “L’Italia si colloca, al momento, al primo posto tra i paesi europei per numero di contagi da nuovo coronavirus SarsCoV2”. Attualmente, nel nostro Paese si registrano infatti oltre 50 casi di contagi secondari (in persone non provenienti da aree a rischio) e due decessi, ma il numero delle infezioni continua a crescere. Secondo gli ultimi dati del Centro Europeo per il Controllo delle Malattie (Ecdc), al 20 febbraio la Germania aveva notificato 16 casi, di cui due importati e il resto secondari; la Francia 12 (5 importati, 7 secondari e un morto); la Gran Bretagna 9 (di cui uno solo importato); la Spagna 2; Belgio, Finlandia e Svezia uno. Nel frattempo sono arrivati in Italia in mattinata i 19 connazionali che si trovavano a bordo della nave da crociera Diamond Princess, bloccata in Giappone per l’emergenza, e sono stati trasferiti al Centro Sportivo Olimpico dell’Esercito della Cecchignola dove trascorreranno i quattordici giorni di isolamento.

E l’Unione europea si muove. “La Commissione è in stretto contatto con l’Oms Europa e il Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie ed è pronta a sostenere le autorità italiane e fornire ogni possibile sostegno”dice la commissaria Ue per la Salute Stella Kyriakides. “Lavoriamo a stretto contatto con gli Stati membri per garantire che i sistemi sanitari Ue siano attrezzati e pronti, come il lancio di un appalto congiunto per sostenere l’accesso ai dispositivi di protezione individuale che potrebbero essere necessari”.

La Corea del Sud ha accertato altri 87 casi di contagio da coronavirus, portando il totale a quota 433: è l’ultimo aggiornamento fornito dalle autorità sanitarie che inasprisce la situazione, visto che il Paese è quello con il maggior numero di casi verificati dopo la Cina. Il premier sudcoreano Chung Sye-kyun s’è appellato alla nazione chiedendo di cooperare con il governo contro il coronavirus, definendo “grave la situazione”. In un messaggio pubblico, Chung ha affermato che “nel rispetto delle leggi e dei principi, il governo interverrà con severità contro quelle azioni che interferiranno con gli sforzi di quarantena, l’illegale accumulo di farmaci e le azioni che portano a disagio attraverso riunioni di massa”, a partire dagli eventi religiosi.
Intanto in Israele l’Autorità per l’immigrazione ha deciso di vietare lo sbarco nel paese ai cittadini sudcoreani in arrivo in aereo alle 19.30 locali da Seul. I cittadini israeliani sullo stesso volo potranno sbarcare e saranno condotti nelle loro case dove seguiranno le indicazioni del ministero della sanità. La decisione segue il diffondersi dei casi di coronavirus nel paese asiatico e la vicenda di 9 pellegrini cristiani sudcoreani che, dopo aver visitato tra l’8 e il 15 febbraio i luoghi santi, al loro ritorno in patria hanno manifestato l’infezione.

E sale anche il bollettino delle persone che hanno contratto il coronavirus in Giappone: dalla prefettura a nord dell’Hokkaido all’isola a sud ovest del Kyushu. Un’insegnante di circa 60 anni di una scuola superiore a est di Tokyo è stata diagnosticata con il virus dopo aver avuto sintomi di nausea durante lo svolgimento delle lezioni. Il sindaco della cittadina dove è situata la scuola ha detto che l’istituto rimarrà chiuso almeno due giorni per consentirne la disinfestazione. La donna non ha viaggiato fuori dal Giappone nelle ultime due settimane, riferiscono i media nipponici, né ha avuto contatti con persone che poi sono risultate infette. Tre nuovi casi riguardano invece una donna di 30 anni della prefettura di Chiba e due uomini, rispettivamente di 50 e 60 anni, a Kumamoto, nel sud del Paese. Gli altri casi sono stati riscontrati finora nelle prefetture di Kanagawa, Aichi e Ishikawa, portando il totale dei contagi nell’arcipelago a 750, inclusi quelli registrati a bordo della nave Diamond Princess, nella baia di Yokohama. Nel frattempo il governo ha reso noto che sta valutando di utilizzare il vaccino anti-influenzale Avigan sviluppato dalla Fujifilm Holdings Corp. per curare i pazienti affetti dal coronavirus. Lo ha detto il ministro della Salute, Katsunobu Kato, in un programma televisivo, spiegando che alcuni trattamenti con l’impiego del vaccino antinfluenzale realizzati all’estero hanno dato segnali incoraggianti.

In Iran le autorità hanno confermato la morte di cinque persone che avevano contratto il coronavirus. Le persone infette sono 28. “Abbiamo dieci nuovi casi confermati di Covid-19”, ha detto il portavoce del ministero della Sanità Kianoush Jahanpour citato dalla televisione di Stato. “Sfortunatamente uno dei nuovi contagiati è morto”, ha aggiunto, spiegando che otto di loro sono ricoverati a Qom e due a Teheran. “La maggior parte dei casi riguardano residenti a Qom o persone che sono andate o arrivate da Qom ad altre città”, ha aggiunto il portavoce ministeriale. A Teheran le sedute del Consiglio comunale sono state sospese in attesa che tutti i suoi membri si sottopongano al test per il coronavirus, dopo che il sindaco di un distretto della capitale è stato ricoverato per sospetto contagio, scrive l’agenzia Fars. Il presidente del Consiglio, Mohsen Hashemi, citato dall’agenzia, ha detto che lui e tutti i consiglieri si stanno sottoponendo ai test e i risultati saranno noti entro 48 ore. Il sindaco del distretto 13 – su un totale di 22 che compongono la Grande Teheran – aveva incontrato alcuni dei consiglieri nei giorni scorsi.

Fonte: La Repubblica

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