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Reddito di cittadinanza di febbraio: sospeso o decaduto? Ecco come scoprirlo e riattivarlo

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Reddito di cittadinanza: come da consuetudine il sostegno al reddito sarà pagato negli ultimi giorni del mese. Tuttavia, a febbraio per molti beneficiari il reddito di cittadinanza sarà sospeso; si tratta di tutti coloro i quali non hanno rinnovato l’ISEE entro la scadenza indicata dall’INPS, ossia il 31 gennaio 2020. Per questi, infatti, il reddito di cittadinanza verrà sospeso fino a quando il nuovo ISEE non viene correttamente rilasciato e messo a sistema dall’Inps.

C’è una differenza molto importante tra reddito di cittadinanza sospeso e decaduto; nel primo caso, infatti, non si tratta di una situazione definitiva in quanto la misura verrà nuovamente erogata una volta che il beneficiario abbia effettuato gli adempimenti richiesti. La decadenza, invece, comporta una perdita irreversibile del reddito di cittadinanza che scatta in presenza di determinate condizioni (come ad esempio il venir meno dei requisiti economici); per poter riattivare il RdC, quindi, bisognerà presentare una nuova domanda.

Nel mese di febbraio sono molti coloro ai quali il reddito di cittadinanza verrà sospeso, così come quelli a cui scatterà la decadenza del beneficio. Potrebbe succedere, infatti, che con il nuovo ISEE venga certificata una perdita dei requisiti economici (come il superamento della soglia di reddito familiare) e che di conseguenza si perda il diritto alla percezione del beneficio.

Nel caso in cui il reddito di cittadinanza di febbraio non arrivi vi interesserà sapere il motivo; ecco come scoprirlo e come rimediare ad un’eventuale perdita del sostegno. Come prima cosa è bene sottolineare che a differenza di quanto succede per l’accoglimento della domanda, per la sospensione o la decadenza del beneficio non arriva alcun SMS da parte dell’INPS, né tantomeno una email.

L’unico modo per verificare la sospensione o la perdita definitiva del reddito di cittadinanza è quello di entrare nella propria area privata sul sito INPS (accessibile con l’apposito PIN o in alternativa con SPID o CNS) e cliccare sulla voce relativa allo stato del reddito di cittadinanza. Qui trovate tutte le informazioni di cui avete bisogno per capire il motivo per cui il reddito di cittadinanza di febbraio non vi verrà riconosciuto.

Da qui scoprirete se il RdC è stato solamente sospeso oppure se è decaduto; sempre da qui troverete la motivazione che ha portato l’Inps a procedere in questo modo. D’altronde solo conoscendo le cause potrete trovare il modo di risolvere questa spiacevole situazione; prima di vedere come vi ricordiamo che per necessità potete anche chiamare il numero verde Inps, oppure rivolgervi ad un CAF.

Reddito di cittadinanza sospeso o decaduto: come fare per riattivarlo?

Come anticipato, per capire come riattivare il reddito di cittadinanza bisogna prima individuare la causa della sospensione o della decadenza. Ad esempio, se il reddito di cittadinanza è stato sospeso in seguito alla segnalazione del centro per l’impiego per l’assenza alla convocazione per la firma del Patto per il Lavoro, non dovete fare nulla: la sanzione comporta una sospensione di un mese, quindi il RdC vi verrà nuovamente erogato il mese successivo. Ma ricordate di presentarvi al prossimo incontro, altrimenti rischiate persino di perdere il diritto al reddito.

Se invece la sospensione dipende dal mancato rinnovo ISEE dovete presentare una nuova DSU il prima possibile. Solo quando avrete il nuovo ISEE 2020 l’Inps tornerà ad erogare l’importo per i mesi che mancano alla scadenza. Per chi ha rinnovato l’ISEE ma dopo il 31 gennaio, invece, non resta che aspettare in quanto il reddito di cittadinanza verrà pagato con qualche giorno (o settimana) di ritardo.

Discorso più complicato in caso di decadenza del reddito di cittadinanza per la perdita dei requisiti economici. Se il nuovo ISEE 2020 ha certificato un superamento della soglia del reddito familiare, infatti, c’è poco da fare, in quanto fino a quando la situazione non cambierà non potrete presentare la nuova domanda. O meglio, potete farlo ma l’Inps ve la respingerà comunque.

L’unica soluzione in questo caso è quella di richiedere l’ISEE corrente (nel caso in cui ne esistano le condizioni) e sperare che la situazione reddituale del 2019 sia peggiore di quella fotografata dall’ISEE 2020 (nel quale si tiene conto di redditi e patrimoni del 2018). In tal caso potrete fare nuova domanda RdC utilizzando l’ISEE corrente e sperare che i requisiti economici siano nuovamente soddisfatti.

Fonte: Money.it

Leggi anche Reddito di cittadinanza, non tutti riceveranno il pagamento a febbraio

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