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Juventus-Milan è stata rinviata, la decisione dopo il vertice in prefettura

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Juventus-Milan è stata rinviata a data da destinarsi. La semifinale di ritorno di Coppa Italia non si disputerà regolarmente mercoledì, 4 marzo, alle 20.45 all’Allianz Stadium e i cancelli dello stadio resteranno chiusi al pubblico. Non ci sarà fischio d’inizio (come raccontato dal quotidiano torinese La Stampa), non si giocherà nemmeno a porte chiuse secondo le ultime prescrizioni che le autorità istituzionali hanno preso a causa dell’emergenza Coronavirus (qui tutti gli aggiornamenti in tempo reale sulla situazione). La decisione sul match di Coppa Italia è arrivata dopo una riunione in prefettura a Torino tra il Prefetto, il Questore, il Sindaco e i rappresentanti del club bianconero in contatto diretto con il Viminale.

È questo l’ennesimo atto della vicenda che nelle ultime ore aveva fatto molto discutere per l’ipotesi di permettere l’afflusso dei tifosi sia pure con limitazioni geografiche specifiche: sì ai residenti in Piemonte, no a coloro che provengono da Lombardia, Emilia Romagna, Veneto, dalle province di Pesaro/Urbino e Savona (come indicato nel provvedimento del Presidente del Consiglio). Tra le ultime notizie, in riferimento alla situazione complessiva dello sport italiano e del mondo del calcio, l’orientamento del Governo è prendere in considerazione la possibilità di chiudere tutto a tutela primaria della salute pubblica.

Le parole di Claudio Albanese – capo della comunicazione della Juventus prima della conferenza stampa di Maurizio Sarri – avevano in qualche modo lasciato intendere quali fossero le difficoltà relativamente alla possibilità di disputare l’incontro con il Milan anche a porte chiuse. “La Juventus rispetta qualsiasi decisione presa dalle autorità, la salute pubblica è bene prioritario anche per la società – ha ammesso Albanese prima dell’inizio del vertice -. Informo che alle 17.30 sono stati convocati dal prefetto Palomba, il Questore, la sindaca e i rappresentati della Juventus. Pertanto vi chiedo di non porre domande al nostro allenatore sul coronavirus, sul calendario, sulle porte aperte o chiuse: sono argomenti che competono alle autorità e non all’allenatore”.

Fonte: https://calcio.fanpage.it/

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