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Coronavirus, la virologa Capua avverte: “Arriverà al Sud, gli ospedali devono essere pronti”.

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La virologa Ilaria Capua, in diretta da Piazzapulita su La7 commenta le misure approvate dal governo contro la diffusione del coronavirus e afferma: “Siamo di fronte a una pandemia, e le pandemie si devono rispettare. È un evento molto importante, che non scuote solo la sanità, ma anche i rapporti tra i Paesi, e l’economia. In quanto tale va preso sul serio. Si tratta di rallentare il contagio, mettere insieme strumenti che un po’ per volta possano frenare il numero di pazienti che finiscono in ospedale”.

E aggiunge: “C’è un picco di ricoveri in strutture che non è che di per sé sono vuote. È chiaro che c’è un grande stress e proteggere le persone fragili, quelle che potrebbero finire in ospedale”, sottolineando l’importanza di contenere i contagi proprio per evitare di portare gli ospedali al collasso. Capua sottolinea inoltre come al momento sia impossibile conoscere la reale portata della diffusione, un dato che servirebbe moltissimo a capire il Sars-Cov-2: “Non sappiamo quanti casi ci sono in Italia, io dubito che siano 4mila ma non so se siano 20mila o 600mila. Questo numero è molto importante perché tanti più infetti e tanti più asintomatici abbiamo avuto, vuol dire che la popolazione inizia a rispondere e a sviluppare la cosiddetta immunità di gregge. La diagnostica di questa malattia si sta facendo in emergenza, e questo è estremamente difficile”.

Non conoscendo il reale numero di contagiati, che comprende anche gli asintomatici, fatichiamo a comprendere la letalità reale del virus. Mancano ancora, quindi, delle informazioni di base, ma queste non sono semplici da acquisire. “Quello che ci serve non è un test che rilevi il virus, ma che rilevi gli anticorpi. Quindi un test che sia in grado di verificare quelli che sono i semafori rossi. Un virus che trova persone che sono completamente scoperte, che non sono mai venute in contatto con l’infezione prima, trova tutti semafori verdi. Mentre nelle persone che sviluppano la malattia e di conseguenza sviluppano anche gli anticorpi, incontra semafori rossi. Ed è quando il virus comincia a incontrare i semafori rossi che inizia a fermarsi la curva epidemica e si raggiunge il picco”.

In un’ incertezza di questo tipo, per cui non si conosce il reale livello di diffusione del Sars-Cov-2 (uno studio dell’università di Harvard afferma che potrebbe essere contagiata fino al 60% della popolazione mondiale), non possiamo fare altro che avanzare delle ipotesi: Noi non conosciamo questo virus. Facciamo delle previsioni, basate sulla nostra esperienza. Ma questo virus continuerà a circolare, non dobbiamo pensare che andrà via. Continuerà a colpire altre città italiane.Se non riusciamo a fare l’impronta digitale di questi virus e ricostruire come si sono mossi in Italia e come si sono mossi in Europa, non possiamo andare a dire a nessuno che non siamo gli untori. Dobbiamo assolutamente iniziare a sequenziare questi virus e metterli nelle piattaforme condivise”.

La virologa quindi avverte su quanto potrebbe accadere in futuro, e mette in guardia: il coronavirus continuerà a diffondersi nel Paese e arriverà nel Mezzogiorno, dove le strutture sanitarie devono farsi trovare preparate. “C’è sempre un primo Paese, uno che casca prima degli altri. Questa volta siamo caduti noi prima degli altri, e lo abbiamo fatto sotto l’occhio internazionale e in una crisi sanitaria molto importante. Credo che l’efficienza della sanità italiana si sia vista chiaramente: ora dobbiamo tenere presente che in Italia c’è anche un Sud. Quello che è successo nel Nord deve servire per informare gli ospedali e le strutture sanitarie del Sud e per prepararsi perché ogni giorno che perdiamo è un giorno in cui bruciamo milioni”.

Capua conclude: “Non ci sono antivirali e non ci sono vaccini pronti. Le sindromi influenzali vanno dall’influenza spagnola, che è stata una malattia molto grave, fino all’asiatica. Le forbici di letalità, mortalità e trasmissibilità variano. Chiamarla sindrome influenzale, che è un termine che viene usato in biomedicina per aggregare determinate forme respiratorio, credo che aiuti a trasformare il mostro a un mostro a cui è possibile rapportarsi”.

Leggi anche Coronavirus, l’allarme di Ilaria Capua: “Arriverà anche in Italia. Aziende pensino al telelavoro”

Fonte: https://www.fanpage.it/

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