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di Nunzia D'Aniello
11 mesi fa
6 Maggio 2020

Tutto è cominciato domenica 26 Aprile

Quando a ‘Non è l’Arena’ il conduttore Massimo Giletti lancia la bomba, con documenti alla mano comincia a fare qualche nome (Francesco Bonura, Pasquale Zagaria etc.) tra le decine di boss mafiosi, camorristi e ndranghetisti e non, usciti dalle rispettive carceri. La prima domanda è rivolta al Ministro Bonafede (Ministro della Giustizia) il quale, proprio il giorno prima, pubblica sul suo profilo Facebook questo messaggio:

“La lotta alle Mafie è una cosa seria”.

“Siamo tutti d’accordo” – dice Giletti – “che Stato è uno Stato che permette ai proprio boss mafiosi di uscire dalle carceri? E’ serio scaricare le colpe sui Magistrati? Io credo che non sia serio, se c’è un responsabile si trova al Ministero e appartiene al sistema del DAP (Dipartimento Amministrazione Penitenziaria)”.

Tra gli ospiti, Catello Maresca (Sostituto Procuratore Generale di Napoli), un’eccellenza del Meridione (a mio modesto parere).

Maresca è costretto a vivere sotto scorta da 12 anni proprio a causa della famiglia Zagaria, poiché proprio lui nel 2011 ha stroncato il Clan dei Casalesi catturando il boss Michele Zagaria, ed ancora lui ha arrestato Pasquale Zagaria confinandolo al 41Bis. Una sconfitta questa per il Procuratore Maresca, che vede vanificati tutti gli sforzi fatti da lui e da tutti coloro che hanno sacrificato tantissimo, e in alcuni casi anche la propria vita, per assicurare questi elementi alla Giustizia. Giustizia che, a quanto pare, continua a fare acqua da tutte le parti se permette ad elementi simili di uscire dalle carceri.

E naturalmente dopo il danno c’è la beffa:

Chi ha pagato i biglietti aerei, dei treni di tutte queste “persone”? Beh, NOI!! Tutti noi contribuenti! E’ un insulto, un grande insulto. Pensate per un momento a tutte le famiglie che hanno perso qualcuno per la lotta alle mafie! La madre di un poliziotto, la moglie di un carabiniere, il figlio di un finanziere che si ritrovano i responsabili della loro perdita fuori dal carcere, a “scontare la pena” in famiglia. Questa non è giustizia, è l’opposto!

In tutto questo trambusto

Proprio nel mezzo di questa pandemia rischiava di passare tutto in sordina (o forse lo si sperava?). Fortunatamente ci ha pensato Massimo Giletti ad accendere un faro su questa triste vicenda ed oltre al Dott. Maresca invita anche (da inizio puntata) il Direttore de “Il Giornale” Alessandro Sallusti, il quale fa un intervento, in merito alla questione (sempre a mio modesto parere), eccellente, dichiarando “tutelare la salute dei detenuti è un obbligo dello Stato, nessuno deve pensare che la salute dei detenuti sia trascurabile ma devono essere curati in carcere. Qui si è invertito il principio, sei malato? Vai a casa! Abbiamo un Ministro (Bonafede) incapace che ha scelto un direttore del DAP altrettanto incapace”.

A questo punto Giletti entra nello specifico della questione, sempre carte alla mano.

Il 25 marzo il medico del boss Pasquale Zagaria manda un certificato al Tribunale di Sorveglianza di Sassari dichiarando che il suo assistito ha dei problemi di salute; il 31 Marzo il Tribunale di Sorveglianza chiede di verificare tali patologie al Presidio Sanitario, il quale le conferma. Il 9 aprile i magistrati del Tribunale di Sorveglianza di Sassari chiedono al DAP il trasferimento di Pasquale Zagaria in una struttura penitenziaria più consona: da parte del DAP non c’è nessuna risposta. Il 23 aprile prendendo atto del silenzio da parte dell’ente sono costretti a scarcerare il boss Zagaria. Poi la beffa: il 24 aprile il DAP risponde assegnando il detenuto al carcere di Viterbo ma ormai è troppo tardi, il boss Pasquale Zagaria è ai domiciliari.

Un Giletti esasperato ricorda amici caduti per la lotta alla mafia e in particolare un carabiniere che ha perso la vita su una scogliera per piazzare una microspia. Il conduttore è molto emozionato oltre che furioso e chiede il parere del terzo ospite, l’ex ministro di Grazia e Giustizia, Clemente Mastella che chiede al capo del DAP, Francesco Basentini, di entrare in diretta con la trasmissione a chiarire questa vicenda perché non riesce a capire come sia potuto accedere questo scempio. La cosa diventa ancora più imbarazzante quando Giletti, esausto, comunica che Basentini doveva essere ospite della puntata ma avendo problemi con Skype non è potuto essere in video.

Il conduttore è al limite: “Prima funziona, poi non funziona. IL CAPO DEL DAP DOVREBBE AVERE UNO SKYPE FUNZIONANTE VISTO CHE DEVE CONTROLLARE TUTTI I CARCERI DI ITALIA”.

Riprende la parola il Sostituto Procuratore Catello Maresca “Questa crisi ha messo in risalto la fragilità del sistema penitenziario Italiano. Pensare che un insieme di Magistrati in tutta Italia sia stato colto da una simultanea deficienza cognitiva mi sembra davvero ingeneroso! Un’altra cosa che deve essere chiarita è che con questa storia non c’entra nulla il Decreto Cura Italia, queste scarcerazioni stanno avvenendo sulla base delle norme ordinarie, i magistrati sono costretti a mandare a casa i detenuti quando il DAP non assicura le loro condizioni sanitarie. Manca un’accurata progettualità da parte del DAP”.

E a questo punto, quasi costretto dal clamore della misera figura fatta da parte del DAP il Dott. Basentini si palesa al telefono: la comunicazione è molto disturbata, Giletti è quasi esausto e non riesce a capire come sia possibile che un dipartimento come il DAP non abbia le infrastrutture necessarie a sostenere neanche una teleconferenza.

Il conduttore arriva subito al nocciolo della questione:” Chi è che sbaglia?” Credo sia il caso che ascoltiate con le vostre orecchie…

Si chiude qui la puntata del 26 aprile di ‘Non è l’Arena’ ed io non posso far altro che ringraziare Massimo Giletti per lo splendido lavoro fatto con la speranza di raggiungere, un giorno, il Suo livello. Erano anni che non si vedeva verità in televisione. (di Nunzia D’Aniello)
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