I legami con la camorra, Maravita confessa durante colloquio in carcere.

6 mesi fa
4 Giugno 2020
di redazione
I legami con la camorra, Maravita confessa durante colloquio in carcere.

Maravita confessa durante il colloquio in carcere

Michele Maravita lo confessa in carcere. Era riuscito a costruire un vero e proprio impero grazie alla droga e ai prestiti a tassi usurai. E’ lui stesso a rivelarlo al cognato Fulvio Della Ventura (non indagato in questa vicenda nda) nel corso di un colloquio in carcere in cui il giovane marito della figlia del boss, referente dei Belforte nel Capoluogo, ‘confessa’ il suo business con la camorra napoletana sullo sfondo.

L’intercettazione

Nell’intercettazione, confluita nell’ordinanza di custodia cautelare a carico delle nuove leve del clan Belforte nel Capoluogo, Maravita rivela le sue preoccupazioni su eventuali indagini delle forze di polizia a suo carico. “Vogliono capire dove prende tutti i soldi che maneggia”, si legge nella sintesi. Nei giorni precedenti al colloquio ci sarebbe stato anche un fermo per controllo ad opera della Finanza: con lui c’era un “brasiliano amico suo a Caserta che aveva mille carte di credito”.

Un business da oltre 100mila euro a settimana

Gli affari andavano bene. Se “Fulvio in una settimana con quello che faceva (ndr la droga) guadagnava 50-60mila euro, lui ha fatto il doppio in una settimana”. Basti pensare alla villa di Valle di Maddaloni che “è riuscito a comprarsi in contanti in brevissimo tempo”.

I contatti con la camorra napoletana

Maravita svela anche i suoi contatti con la criminalità organizzata: “un amico che non gli ho potuto dire di no”. Si tratta di persone “forti”. “Hanno 500 persone intorno”. Per far capire al cognato della potenza del gruppo attivo nella zona di Napoli Est Maravita spiega che “se domani il padre Antonio Della Ventura venisse scarcerato nei confronti di questi sarebbe da solo. A Caserta non ci sta nessuno che può seguirlo attualmente invece quelli sono ancora più forti di quando stava il cinese fuori”. Dichiarazioni che testimonierebbero il legame instauratosi tra Maravita e la famiglia camorristica degli Aprea Abrunzo, affiliati al clan Abete e quindi riconducibile agli Abbinate di Secondigliano. Domani i 7 arrestati sfileranno in videoconferenza dinanzi al gip Di Palma di Napoli che ha redatto l’ordinanza di custodia cautelare. Nel collegio difensivo sono impegnati gli avvocati Michele Di Fraia, Nello Sgambato, Alfonso Iovino ed Enrica Alifano. Fonte: CasertaNews
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