Meteo, cattive notizie: arriva la NINA. Dopo la grande calura, improvviso ritorno dell’autunno

4 giorni fa
30 Giugno 2020
di nunzia d'aniello

Un’estrema variabilità sta condizionando questo inizio di estate, caratterizzato da frequenti temporali e, finora, da poche fiammate di caldo. Le cause vanno ricercate nel comportamento di alcuni indici atmosferici a scala globale.
Occhi puntati in particolare sulle anomalie climatiche in atto sull’Oceano Pacifico, che lasciano presupporre l’arrivo imminente della Niña.

Ma di cosa si tratta?

Tale particolare fenomeno può far prendere una brutta piega al resto della stagione estiva e l’inizio delll’AUTUNNO.

Il fenomeno della Niña indica sostanzialmente un raffreddamento della temperatura delle acque superficiali dell’Oceano Pacifico centrale ed orientale dovuto a particolari condizioni climatiche che possono variare da un anno all’altro. Infatti questo evento non sempre si verifica ed anzi negli ultimi anni è spesso soppiantato dal fenomeno opposto: il Niño, ossia un riscaldamento delle acque del Pacifico.

L’ultimo rilevamento della temperatura superficiale delle acque dell’Oceano Pacifico (maggio 2020) era superiore alla media stagionale (+0,8°C), mentre ora pare esserci un cambio di scenario con una tendenza al ribasso (+0,4°C). Nei prossimi mesi tale valore potrebbe scendere ancora, attestandosi al di sotto dello zero.

Quali potrebbero essere le influenze sul clima a livello emisferico e in Italia?

Durante il trimestre agosto-settembre-ottobre è ipotizzabile che un ritorno della Niña possa incrementare il numero di Uragani negli Stati Uniti d’America. Non è escluso allora che qualche temibile uragano riesca a raggiungere, come ciclone extra-tropicale, anche le coste occidentali europee.

L’avvio dell’autunno, se ciò venisse confermato, sarebbe piuttosto piovoso sul comparto centro-settentrionale europeo, con effetti anche sulle regioni settentrionali del nostro Paese.
Discorso diverso invece per il Centro-Sud dove, in aggiunta a temperature oltre la media, le piogge arriveranno a fatica, con il rischio più che concreto di lunghi periodi di siccità anche nella stagione autunnale.

Anche il Centro Europeo conferma questa ipotesi nelle sue mappe stagionali, mettendo in luce un deficit pluviometrico piuttosto marcato.(IlMeteo)
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