Reddito di cittadinanza: cambia di nuovo tutto. Ecco quando partiranno i tagli

2 settimane fa
30 Luglio 2020
di angela capasso

Per il reddito di cittadinanza il taglio parte da settembre sulla base del decreto del ministero del Lavoro del 2 marzo, pubblicato lo scorso 30 giugno in Gazzetta Ufficiale e che mette in atto quanto previsto dal decreto n.4/2019 convertito nella legge n.26/2020 che la misura ha introdotto e in merito al quale arrivano istruzioni da INPS.

Si tratta del taglio mensile, ma anche semestrale, della parte non spesa del reddito di cittadinanza fino a un limite massimo del 20%. Con il messaggio n.2975 del 28 luglio 2020 INPS fornisce le istruzioni operative per il taglio che partirà da settembre 2020 per la decurtazione mensile della somma non spesa di reddito di cittadinanza, laddove da febbraio 2021 – con controllo da gennaio – si procederà al taglio semestrale.

Si parte dal controllo di Poste Italiane che ciascun mese, si legge nel messaggio, fornisce all’INPS il valore del saldo dell’ultimo giorno del mese precedente delle carte del reddito di cittadinanza attive.

Le informazioni saranno trasmesse dalle Poste a partire dal mese di luglio 2020 con il taglio mensile a partire dal mese di settembre 2020 del reddito di cittadinanza eccedente.

Reddito di cittadinanza: taglio da settembre 2020

Per il reddito di cittadinanza si parte con il taglio a partire da settembre 2020 e INPS fornisce istruzioni con il messaggio del 28 luglio.

Per quanto riguarda il taglio mensile sulla carta del reddito di cittadinanza INPS specifica che l’articolo 2 del decreto del 2 marzo disciplina le modalità di attuazione dello stesso.

Secondo la norma la parte del beneficio non speso, come abbiamo anticipato, viene sottratto nella mensilità successiva a quella in cui il reddito di cittadinanza non è stato speso interamente.

In particolare, specifica l’Istituto nel messaggio, la ratio della norma è che il reddito di cittadinanza correntemente erogato venga effettivamente speso dal nucleo familiare nel mese successivo a quello di accredito, al fine di soddisfare le esigenze primarie di vita dello stesso.

INPS sottolinea che il taglio del reddito di cittadinanza non riguarderà tuttavia gli arretratie gli importi erogati in mesi successivi a quelli di competenza.

La verifica dell’effettiva spesa mensile viene effettuata attraverso il confronto tra il saldo disponibile sulla carta del reddito di cittadinanza nell’ultimo giorno di ciascun mese, al netto degli eventuali arretrati erogati nel semestre in corso e in quello precedente, e il valore del beneficio mensile spettante.

Il valore del saldo viene trasmesso da Poste Italiane a INPS insieme al codice fiscale del titolare della carta del reddito di cittadinanza e l’identificativo della carta stessa per il corretto abbinamento dei dati.

Specifica INPS nel messaggio che nel caso in cui il valore del saldo sia superiore al valore del beneficio erogato, la differenza è integralmente sottratta dalla somma di reddito di cittadinanza erogato nel mese successivo, ovvero, se non capiente, dalla disponibilità della carta fino a capienza. Ovviamente ricorda INPS ci sono due limiti specifici da tenere in conto nel momento in cui si procede al taglio del reddito di cittadinanza:

  • il limite massimo dell’importo sottratto non può, in ogni caso, superare il 20% del beneficio mensile erogato e non speso;
  • il taglio non opera se l’importo risulta inferiore al 20% del beneficio minimo, pari a 8 euro.

Vediamo cosa dice INPS sul taglio semestrale del reddito di cittadinanza a partire dal prossimo gennaio 2021 o meglio da febbraio 2021.

Taglio reddito di cittadinanza da febbraio 2021

INPS fornisce anche le istruzioni sul taglio che da febbraio 2021 riguarderà il reddito di cittadinanza, quello semestrale.

L’articolo 3 del decreto del 2 marzo 2020 disciplina le modalità di attuazione del taglio semestrale, che agisce sull’ammontare non speso o non prelevato nei sei mesi a eccezione della mensilità di reddito di cittadinanza spettante.

Come spiega INPS nel messaggio al termine del semestre di riferimento viene considerato il valore del saldo al netto degli arretrati erogati nel corso dello stesso semestre di riferimento e al netto del valore della somma del reddito di cittadinanza mensile effettivamente erogato nell’ultimo mese del semestre e dell’eventuale importo da sottrarre per la decurtazione mensile. Specifica INPS:

“Nel caso in cui il valore del saldo, così come determinato, sia superiore al valore del beneficio mensile massimo percepito nel semestre, la differenza tra i due valori è integralmente sottratta dal beneficio erogato nel mese successivo ovvero, se non capiente, dalla disponibilità della carta fino a capienza.”

Anche nel caso del taglio semestrale del reddito di cittadinanza questo non opera se di ammontare inferiore al 20% del beneficio minimo pari a 8 euro. In sede di prima applicazione, secondo le istruzioni INPS, il semestre è individuato a partire dalla prima erogazione utile a partire da luglio 2020 e pertanto la prima verifica semestrale sarà operata, come abbiamo anticipato, a partire da gennaio 2021 con il taglio eventuale a febbraio 2021.

Taglio reddito di cittadinanza per sospensione o cessazione

INPS chiarisce anche come opera il taglio in caso di sospensione o cessazione del reddito di cittadinanza. Ci troviamo pertanto di fronte a due casi che elenchiamo di seguito:

  • in caso d’interruzione delle erogazioni per rinnovo del reddito di cittadinanza o anche per il taglio di intere mensilità di beneficio come anche in caso di sospensione delle erogazioni dello stesso per altre motivazioni, il taglio mensile o semestrale sul beneficio spettante avviene nel primo mese successivo alla sospensione;
  • in caso di cessazione del reddito di cittadinanza Poste Italiane, decorsi sei mesi dall’ultimo accredito, provvede alla disattivazione della stessa indipendentemente dal fatto che siano presenti o meno soldi residui. Fonte: Money
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