Come rendere “sicure” le vacanze per i bambini, le regole da seguire

2 mesi fa
12 Agosto 2020
di angela capasso

Come rendere “sicure” le vacanze per i bambini. I consigli degli esperti dell’ospedale pediatrico Bambino Gesù per trascorrere delle vacanze serene e «in sicurezza»

È la prima estate che i genitori affrontano alle prese con una pandemia. Tantissime le domande a cui dare risposta per partire, nonostante tutto, e godersi la vacanza insieme alla propria famiglia «in sicurezza». Quali sono le regole base a cui attenersi e far rispettare a bambini e ragazzi? 

Gli esperti dell’Ospedale pediatrico Bambino Gesù di Roma hanno stilato una serie di consigli pratici da seguire per vivere un’estate sicura. Senza rinunciare a stare «insieme». Questo è un aspetto molto importante per il benessere di ogni bambino, non dover rinunciare alla socialità.

Mesi difficili

«I mesi di lockdown sono stati difficili e frustranti: i bambini, soprattutto i figli unici, e gli adolescenti hanno sofferto molto la mancanza di relazioni sociali». Spiegano gli psicologi del Bambino Gesù. «Terminato l’obbligo di isolamento in casa è importante che i genitori consentano ai bambini e ai ragazzi di incontrare nuovamente i loro amici, soprattutto all’aperto».

Come? «La parola chiave è sicurezza: anche tra amici, mentre ci si diverte, rispettare sempre le regole più importanti (distanza di sicurezza, mascherina, igiene delle mani) per prevenire la trasmissione del virus». Secondo quanto riferiscono gli esperti il rischio di contagio aumenta se si sta a stretto contatto. Meno di un metro per 15 minuti, con altre persone. È dunque necessario in ogni luogo, a partire dalla spiaggia, passando per le piscine e arrivando ai mezzi di trasporto, prendere tutte le precauzioni.

«È importante restare a distanza anche quando si fa il bagno al mare», spiegano i medici. «L’acqua marina non è un veicolo di infezione, ma neanche un disinfettante, quindi è importante prestare attenzione a rispettare il distanziamento». Non sottovalutare l’utilizzo corretto dei dispositivi di protezione. Che non vanno tenuti sotto il mento, bensì a coprire la bocca e il naso. «Il Ministero della Salute ha stabilito che deve essere indossata dai bambini dai 6 anni in su. Ma è possibile indossarla già dai due anni di età. Va tenuta in tutti i luoghi, specie se schiusi, in cui si ha difficoltà a rispettare la distanza di sicurezza. Durante il gioco all’aria aperta i bambini devono indossarla solo nel caso in cui non riescano a mantenere una distanza di almeno 2 metri».

Un’altra abitudine che abbiamo inserito con più frequenza nella routine quotidiana è il lavaggio delle mani. «È un’azione in grado di ridurre significativamente le possibilità di contagio. Per questo motivo deve essere compiuta il più frequentemente possibile usando acqua e sapone o un disinfettante a base di alcol.

È importante che i bambini si lavino subito le mani se toccano superfici su cui altre persone hanno appoggiato le mani (giochi o attrezzi per il gioco, altalene, scivoli). Sebbene il virus non riesca a sopravvivere a lungo sulle superfici, specialmente all’aperto dove si degrada più rapidamente, queste possono essere veicolo di infezione. Il contagio avviene tramite goccioline di saliva ed è favorito dal contatto stretto. Ma ci si può contagiare anche toccandosi occhi, naso e bocca senza essersi lavati le mani».

Infine il controllo attento dei sintomi. «In caso di febbre, mal di gola, raffreddore, tosse, difficoltà a respirare, perdita di gusto e olfatto l’indicazione è di restare in casa. Evitare il contatto con altre persone e di chiamare il proprio medico, sempre e rapidamente. Quando possibile, tossire o starnutire nel gomito oppure in un fazzoletto usa e getta che dovrà essere immediatamente buttato in un contenitore con un coperchio». (Vanity Fair)
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