Ciao Paola, buon viaggio per la libertà

2 settimane fa
13 Settembre 2020
di angela capasso

Questo mondo non ti ha meritato Paola. Troppa violenza, molta ingiustizia. L’ignoranza che logora le menti. E le persone di cui più dovresti fidarti al mondo ti voltano le spalle. Magari ti guardano anche piangere, mentre soffri, mentre cerchi di spiegare che la vita è tua e vuoi decidere tu per te stessa.

Paola Gaglione è morta in un terribile incidente stradale a Caivano, in provincia di Napoli: forse a causa di un pirata della strada, ha perso il controllo dello scooter sul quale viaggiava insieme a Ciro, il ragazzo con cui Paola aveva una relazione. Paola viene sbalzata via, finisce contro la recinzione di un campo e sbatte contro un tubo di impianto di irrigazione.

Paola muore sul colpo. Drammatico, assurdo destino. Arrivano le forze dell’ordine, si cerca il pirata della strada, l’assassino che ha spento il sorriso di Paola per sempre. Poi la svolta.

I carabinieri aprono le indagini e quello che scoprono va oltre qualsiasi tipo di immaginazione. E’ stato Michele Gaglione, il fratello della povera Paola.

“Ho fatto una stronzata. Non volevo uccidere nessuno, ma dare una lezione a mia sorella e soprattutto a quella là che ha “infettato” mia sorella che è sempre stata “normale””.

Così si giustifica Michele. La notte dell’incidente l’uomo ha speronato lo scooter della sorella per mettere fine alla sua relazione omosessuale.

“Infettato”, leggete bene. Nel 2020 c’è ancora qualcuno che crede che una relazione omosessuale o transgender significa avere una malattia che necessita di cure.

“La relazione tossica”

Terribile, solo terribile è quello che viene da pensare. Una città di provincia, una mentalità chiusa, una famiglia che deve tutelare la propria ‘normalità’. Fino al più assurdo dei pensieri: “una lezione”, per far capire a Paola che il mondo non funziona come vuole lei, che una relazione con una persona transgender è tossica e che bisogna troncarla sul nascere.

Come se la normalità fosse soltanto una, solo quella voluta dalla società. Ed una ragazza di provincia per questo motivo non può tranquillamente amare chi ama e chi, soprattutto, la ama. Come la sua famiglia non ha fatto.

Ecco Paola, questo mondo non ti ha meritato. Avremmo voluto un finale diverso per la tua storia. Ma per questo modo la tua ‘diversità’ è ancora oggi limitata e condannata. E allora buon viaggio per la libertà, Paola. 

Angela Capasso 
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