Chico Forti e la sua Bologna: 400 onde invadono piazza Galvani

2 settimane fa
14 Settembre 2020
di nunzia d'aniello

Chico Forti e la sua “Dottora” come ama denominarla. Bologna, una delle città più care a Chico, si tinge di blu. Ben quattrocento onde all’evento svoltosi sabato in piazza Galvani, in onore dell’ergastolano ingiustamente detenuto in Florida.

Un evento importante per la città stessa e soprattutto per lo stesso Chico Forti che ancora una volta ha dimostrato di riuscire seppur da lontano e dietro alle sbarre ad unire il nord e il sud, gente comune, vip, politici.

Una manifestazione organizzata nei minimi dettagli da una delle sue storiche e forse tra le più anziane sostenitrici che da ben quattordici anni seguono la sua vicenda al fianco della famiglia, Sabina Bruzzano, che più che onda si definisce una goccia:

«Tutto quello che facciamo lo facciamo per Chico e per la sua famiglia, per cercare di sensibilizzare sempre più l’opinione pubblica e rendere davvero questa vicenda un caso nazionale – e ancora aggiunge – Sono circa 21 anni che Chico è rinchiuso ingiustamente tra quelle mura, dietro le sbarre ed è ora che si faccia qualcosa di concreto.

Io sono una piccola goccia di questo grande movimento che nel tempo si è formato attorno a lui e cerco semplicemente da cittadina italiana di far si che in qualche modo, i suoi diritti siano considerati. Sono sicura della sua innocenza ed è tempo che Chico torni a casa e che venga nel caso giudicato secondo le norme del suo Paese.

Tutto quello che facciamo, lo si fa nella speranza che il nostro grido arrivi sempre più forte alle istituzioni, a chi di dovere in modo che come solitamente afferma zio Gianni, si pigi il bottone giusto per permettere a un nostro connazionale, il ritorno in Patria.

Personalmente sono contentissima della riuscita dell’evento, in tutta onestà non ci aspettavamo così tante persone, visto che come ogni manifestazione che si rispetti, non è certo mancato qualche piccolo intoppo.

Ma alla fine tutto è andato per il meglio e voglio ringraziare l’onda di Bologna, tutti i sostenitori per essere non solo accorsi in massa, ma anche e soprattutto per il grande lavoro svolto.

Nominarli tutti sarebbe impossibile, ma mi preme almeno fare alcuni nomi, Paolo, Lele, Andrea e Tiziana. Loro sono i quattro motori principali. Hanno dato davvero l’anima per la buona riuscita di tutto. Sono i cosiddetti uomini del “posto” che si sono spesi in tutto e per tutto.

Un grazie a tutti gli ospiti che sono intervenuti, tra vip, sportivi e politici: da Jo Squillo a Beppe Signori, Jacopo Morrone, Cesare Ragazzi, Riccardo e Adriano Tonali, Francesca Carollo, Stefano Caracchi, Eleonora Lanzone e tanti, tanti altri.

La loro presenza e il loro sostegno per la causa di Chico Forti rallegra noi, ma soprattutto lui. Non è facile, forse, schierarsi in modo così forte soprattutto quando si ricopre un ruolo che possa essere istituzionale, sportivo e/o dello spettacolo.

Un grazie va sicuramente ai mass media che ogni volta ci danno la propria disponibilità e il proprio supporto nel raccontare e divulgare il nostro grido di giustizia.

Ma un grazie speciale va a Gianni Forti e Wilma, le vere rocce, l’anima di Chico in Italia”.

Già… L’anima di Chico…

La si sentiva, la si percepiva… Tra la folla e le testimonianze di chi l’ha vissuto, l’ha conosciuto… Di una Jo Squillo e una Francesca Carollo, le ultime in termini di tempo che hanno avuto la possibilità di incontrarlo tra lo scorso dicembre e gennaio, prima del Coronavirus.

I loro racconti, la loro testimonianza e soprattutto il loro perdersi tra la folla, come un qualsiasi altro sostenitore. Non vi era più quella differenza tra il vip e la gente comune…

No, c’era solo un fiume di persone che chiedevano una sola cosa: giustizia per un proprio connazionale.

Stessa identica scena con l’ex ministro, oggi deputato Jacopo Morrone, tra la folla a scambiare opinioni… Nessun palco, solo un microfono e una gigantografia di Chico attorno alla quale ci si avvolgeva tutti.

Chico fa anche questo.

Ed ecco, ammiro queste onde di positività, di speranza dall’obiettivo della mia cinepresa. Da quell’occhio muto emergono parole, fatti che magari a volte, la retina non riesce a catturare… E’ tutto vero, son tutti lì, tutti per Chico Forti.

Un uomo e il suo strano destino…

Un uomo che ha sempre vissuto a mille allora e che nonostante gli sia stato ingiustamente impedito, continua a farlo. Chico non si è mai arreso… Chico è stanco, ma non molla… Così come non mollerà chi gli vuole bene… E la sua “Dottora” gliene vuole davvero tanto.

Giù il sipario

L’ultimo atto spetta a lui, lo zio d’Italia, Gianni Forti… La sua forza, la sua determinazione, nonostante qualche ruga in più rispetto a vent’anni fa. Gianni e la sua Wilma, 22 anni insieme, di cui 21 dedicati a Chico.

«Ogni giorno, ogni minuto che passa diventa sempre più pesante… Portiamolo a casa, mettiamolo su un aereo e portiamolo a casa»

Ci si saluta così a Piazza Galvani.

Composti, ognuno con la propria mascherina, mantenendo le giuste distanze e con il proprio bracciale Free Chico al polso…

Un bracciale dal colore arancione, non un colore qualsiasi… Ma quello che simboleggia e rappresenta insieme il sorgere del sole e il suo tramonto… Da un lato la crescita, la nascita… Dall’altro il sonno, la fine di una lunga giornata, la quiete, il ritorno a casa.

A Bologna nuove coscienze sono nate, facciamo in modo che non si addormentino… Chico ha voglia di rivedere il sole sorgere e tramontare… Magari addormentarsi con esso, stendersi, alzare gli occhi e guardare il soffitto di casa, la sua casa.

Chiudo l’obiettivo, si va via. Il sole è ancora alto e il cielo di un blu spaventoso.

La sagoma di Chico si piega e viene riposta via. La piazza si svuota.

Un vento caldo di speranza ci accompagna, guardo le persone in strada distratte… E d’improvviso vedo lui… Nella sua cella.

Noi godiamo di un bene immenso che spesso dimentichiamo, si chiama LIBERTA’. (di Nunzia D’Aniello)
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