Bonus famiglie: ancora disponibili 800 euro, ecco per chi e come fare richiesta

5 giorni fa
16 Ottobre 2020
di angela capasso

Bonus famiglie è uno dei tanti incentivi studiati dal governo ed erogati dall’Inps . Ma tra i 500€ del bonus bici e i 1.700€ del bonus mamma si rischia di non capire cosa si può richiedere, ma soprattutto quando richiederlo.

Il presidente del consiglio Conte, con gli ormai famosi DPCM serali, ha puntato da subito per il rilancio della disastrata economia italiana su incentivi e bonus, ma ormai a questo punto si rischia di perdersi nei meandri di moduli e scadenze senza arrivare a meta.

Il bonus famiglie prevede un contributo alle famiglie ma la somma erogata non sarà uguale per tutti. Vediamo allora chi può richiederlo e di quali cifre si tratta.

Bonus famiglie: i requisiti

Il bonus famiglie, meglio conosciuto come REM, reddito di Emergenza, viene introdotto dal decreto-legge 19 maggio 2020, n. 34 (decreto rilancio) in favore delle famiglie più penalizzate dall’emergenza in atto.

Il beneficiario del bonus famiglie non è il singolo soggetto ma tutto il nucleo familiare, questo comporta requisiti generali più complessi rispetto al singolo ISEE, come avviene per beneficiare di altri incentivi o bonus.

Il nucleo familiare richiedente per usufruire del bonus famiglie, deve risultare residente in Italia e soprattutto il reddito di Aprile 2020 deve risultare inferiore all’importo spettante, che è determinato sulla base dei componenti il nucleo familiare tenendo anche conto di eventuali disabilità dei figli. L’ISEE dovrà inoltre essere inferiore ai 15.000 annui ed il patrimonio immobiliare 2019 dovrà essere inferiore a 10mile euro.

Non potranno richiedere il bonus famiglie i titolari di pensioni, che siano dirette o indirette (pensione di reversibilità del coniuge defunto) ad esclusione però delle pensioni di invalidità. I lavoratori che percepiscono, o hanno percepito ad Aprile 2020, un reddito superiore alla somma spettante. Anche chi percepisce il Reddito di Cittadinanza non potrà ovviamente fare richiesta del bonus famiglie, così come sono esclusi anche i percettori di altre prestazioni a sostegno del reddito, come la Naspi. Esclusi anche soggetti ricoverati in case di cura a lunga degenza a carico dello Stato.

Come si calcolano gli importi

La cosa meno chiara del bonus famiglie può risultare proprio il calcolo per verificare gli importi percepiti. Si deve infatti far riferimento ad un valore stabilito da una scala di equivalenza e moltiplicare tale valore per la base prevista che è di 400€. Il valore per cui calcolare i 400€ è dato dal numero dei componenti il nucleo familiare. Per tanto se il nucleo familiare è composto da

1 solo adulto e sussistono tutti i precedenti requisiti, la somma percepita sarà la base di 400€. Con 2 adulti si percepiranno 560€; a 2 adulti e 1 minore spettano 640€; mentre 2 adulti e 2 minori ricevono 720€ fino al caso di 3 adulti e 2 minori a cui vanno 800€.

Nel caso in cui nel nucleo familiare sia presente un disabile grave la quota spettante sale ad 840€. L’importo totale non potrà pertanto essere superiore in nessun caso agli 840€ in caso di disabilità certificate all’interno del nucleo familiare o di 800€ nei restanti casi.

Nel nucleo familiare, ai fini del calcolo dell’importo spettante, non potranno essere conteggiati i soggetti che si trovano in stato detentivo o ricoverati in case di cura a lunga degenza a carico dello Stato.

Come fare domanda all’Inps

Per richiedere il bonus famiglie, o REM che dir si voglia, si deve presentare domanda alla sede Inps di riferimento. La data di presentazione della domanda, come vedremo successivamente è stata più volte prorogata e sembra che ora ci sia tempo fino al 30 ottobre.

Si può inoltrare la domanda sia online, tramite il portale dei servizi al cittadino dell’Inps che tramite patronati e Caf. In caso si effettui la domanda in via telematica sarà obbligatorio dal 1 Ottobre essere in possesso dello Spid, ovvero il Sistema Pubblico di Identità Digitale.

Per entrare in possesso dello Spid ci vuole un po’ di tempo e andrà seguita una procedura che prevedere 3 principali step: l’inserimento dei dati, il rilascio delle credenziali di identità digitale e il riconoscimento che andrà effettuato presso i soggetti preposti, tra cui PosteID.

Come detto per poter accedere al bonus famiglie si dovrà avere la cittadinanza italiana e un ISEE non superiore a 15mila euro, un patrimonio immobiliare di 10mila euro al massimo e aver percepito nel mese di Aprile 2020 un reddito inferiore alla soglia riconosciuta come spettante in base al computo effettuato sul proprio nucleo familiare.

Le mille proroghe del governo

Veniamo ora alle note dolenti. Inizialmente la scadenza prevista era al 31 luglio 2020. E’ stato successivamente prorogato il termine di scadenza per inoltrare la domanda all’Inps, al 15 ottobre 2020. Ma secondo alcuni patronati si sta facendo slittare di nuovo la scadenza al 30 ottobre.

Sembra infatti che, vista la grande mole di richieste inoltrate e con non poche difficoltà di sistema anche per Caf e patronati, Inps e governo stiano vagliando l’ipotesi di allungare di 15 giorni la scadenza della presentazione della domanda per il bonus famiglie.

L’Enasc (Ente Nazionale Assistenza Sociale ai Cittadini), ritiene invece che la proroga riguarderà solamente Caf e patronati, ovvero si darà solamente a loro la possibilità di prorogare la consegna delle domande già pervenute nei loro uffici. Questo perché, come detto, il numero delle richieste è notevolmente superiore a quanto ci si aspettava a luglio.

La carta famiglia non è il bonus famiglie

Spesso in relazione con il bonus famiglie, la carta famiglia è tutt’altro aiuto. Esula pertanto completamente dal REM e prevede altri tempi e metodi di erogazione.

La carta famiglia è un aiuto ulteriore per le famiglie ed è attiva dal 1febbraio. Consente l’accesso a sconti dedicati che vanno da almeno un 5% ad un massimo del 20% per l’acquisto di beni e servizi. Ma anche riduzioni tariffarie concesse da esercizi pubblici e privati che hanno aderito all’iniziativa.

In questo caso quindi non siamo in presenza di un effettivo accredito di denaro ma, un po’ come per il bonus cultura, avremo accesso a agevolazioni e sconti sui prezzi di beni e servizi. Si potrà utilizzare la carta anche per acquistare abbonamenti ai mezzi di trasporto pubblici o bollette di luce, telefono e gas.

La card è riservata solamente a cittadini italiani o comunitari residenti in Italia. Spetta alle famiglie con 3 figli conviventi sotto i 26 anni di età. Vengono pertanto esclusi i cittadini extracomunitari anche se in possesso di permesso di soggiorno CE regolare e in corso di validità.

Importante sottolineare che per richiedere la carta famiglia non sono previsti limiti o requisiti ISEE da rispettare. La richiesta potrà essere inoltrata in via telematica sulla pagina del portale dedicato del dipartimento della famiglia.

Bonus famiglie e assegno unico universale

In attesa del Faily Act, previsto con la legge di bilancio, per le importanti novità introdotte tra cui, appunto l’assegno unico universale per i figli. Da non confondere con gli ANF, assegno nucleo familiare erogato da tempo ai genitori lavoratori.

Prevista per il 30 novembre l’istituzione del decreto legislativo atto ad introdurre questa novità sul sostegno alle famiglie. Per ora le informazioni arrivate prevedono che l’assegno sia erogato mensilmente dal 7 mese di gravidanza fino al compimento dei 21 anni del figlio. Dal compimento del 18° anno di età si potrà richiedere di versare l’assegno direttamente al figlio e non più al nucleo familiare.

Nessun limite di età in caso di figli con disabilità. Prevista una maggiorazione del 20% sull’importo spettante dal secondo figlio in poi.

L’assegno avrà una parte universale, ovvero fissa ed uguale per tutti, a cui si aggiunge una parte variabile in base all’ISEE del nucleo familiare. Potrà essere richiesto da tutti i cittadini italiani, comunitari o extracomunitari con permesso di soggiorno valido almeno per 1 anno. Sarà inoltre requisito di esigibilità il pagamento dell’imposta sul reddito in Italia. Ma anche la residenza e il domicilio in Italia non inferiore ai 2 anni anche in assenza di contributi.

Potranno richiedere l’assegno tutti i lavoratori indipendenti, autonomi, incapienti, liberi professionisti e anche i disoccupati. Il governo, anche se poco convinto, si dice ottimista all’entrata in vigore dell’assegno universale già da gennaio 2021.

Le novità del 2021

Sembra che proprio il già citato Family Act abbia in serbo numerose agevolazioni per famiglie e giovani. Tra gli obiettivi del decreto ci sarà anche quello di fare ordine e chiarezza sulla selva di bonus e agevolazioni attualmente in vigore per i cittadini.

Oltre al più noto assegno universale appena visto, si punterà anche ad agevolare il lavoro femminile in favore di un maggiore sostegno per asili nido e babysitter. Ma anche a riconoscere una quota maggiore di congedo parentale al padre. Ampio spazio riservato ai giovani e al sostegno per le attività ricreativo/culturali che li riguardano come bonus pc, tablet e mobilità che si mira a racchiudere e definire stabilmente.

Sostegno in arrivo anche per le giovani coppie con aiuti economici volti ad incentivare le nascite, a tal proposito si confermano i vari bonus mamma domani e bonus bebè. Già attivi e che prevedono un aiuto economico per le neo mamme. Sicuramente confermata l’erogazione dei nostalgici ANF, assegno al nucleo familiare che si rivolgono in misura inversamente proporzionale al reddito, ai lavoratori con figli a carico.

Il Family Act si occuperà anche di congedi ordinari e straordinari per genitori con figli fino a 2 mesi per ogni genitore. Ma anche permessi retribuiti per i colloqui con professori e modalità di fruizione semplificate e facilitate. Fonte: Trend Online
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