Coronavirus, l’appello dei medici: “Restate a casa, seconda ondata più forte”

1 settimana fa
17 Ottobre 2020
di nunzia d'aniello

Coronavirus, l’appello dei medici: “Seconda ondata forte”. Dinanzi al forte aumento dei contagi da coronavirus in Italia i medici lanciano un appello direttamente ai cittadini invitandoli a restare a casa, come nei periodi più bui della pandemia. Una sorta di “autolockdown”.

“Occorre ridurre le azioni sociali che non sono necessarie e stare a casa il più possibile”, afferma all’Adnkronos Salute Filippo Anelli, presidente della Federazione nazionale degli Ordini dei medici chirurghi e degli odontoiatri (Fnomceo).

Restate a casa

“La situazione epidemiologica ci dice che non bastano più le misure fin qui adottate (il distanziamento sociale, l’uso della mascherina, l’igiene delle mani), serve la consapevolezza che dobbiamo stare lontani dai luoghi affollati e frequentati da persone che non conosciamo – avverte Anelli – Siamo in una fase in cui il ‘contact tracing’ non è più sufficiente, qualsiasi persona potrebbe essere contagiosa inconsapevolmente”.

E ancora: “Dobbiamo tornare al senso di responsabilità che ha caratterizzato la prima fase. Il Governo interverrà sulle criticità che sono emerse, dai trasporti alle scuole”.

Nel frattempo il governo decide sulle nuove strette, in giornata la firma

“Lockdown” notturno. Lasciare aperte con misure rigorose di distanziamento e protezione le attività produttive e le scuole nelle ore diurne e serali. Lockdown notturno generalizzato dalle 22 in tutto il Paese.

E’ la linea del Governo

Che sembra emergere dalle cinque ore di vertice notturno a palazzo Chigi sulla risposta alla nuova ondata ormai conclamata di Coronavirus in Italia che la curva di contagi attesta, stavolta diffusa in tutto il Paese.

Al vertice

Chiesto pubblicamente e ottenuto dal Pd nella giornata di ieri dal capodelegazione al Governo Dario Franceschini, si sono confrontate due visioni.

Quella favorevole ad un immediato nuovo Dpcm nazionale restrittivo a soli quattro giorni da quello di “semi lockdown” di martedì scorso. Sostenuta dal Pd del segretario-Governatore del Lazio Nicola Zingaretti e da LeU del ministro della Salute Roberto Speranza.

Quella invece più incline ad attendere ancora qualche giorno per misurare gli effetti delle misure in atto che allo stato non possono ancora aver prodotto conseguenze, espressa dal presidente del Consiglio Giuseppe Conte e dai Cinque Stelle, condivisa anche dalla delegazione di Italia Viva.

Confronto sui tempi, dunque, più che sulla necessità di intervento.

Si sarebbe quindi concordato di attendere l’esito dell’incontro che stamani è in programma con le Regioni per decidere subito dopo se procedere oggi stesso o al più tardi domani con il nuovo Dpcm per il “lockdown notturno” delle 22.

O se invece provare ad attendere ancora qualche giorno della prossima settimana

Si terrà in questo quindi molto conto di indicazioni, richieste e sollecitazioni che arriveranno dai presidenti di Regioni circa la situazione sul territorio e le determinazioni che i Governatori intendono assumere in virtù del potere solo restrittivo che il Dpcm giù in vigore loro riconosce.Leggi anche: Arriva il nuovo Dpcm. Conte stringe la cinghia: weekend blindati. Soluzioni più rigide per la Campania
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