De Luca chiude in Campania, la rabbia dei sindaci: “Riapri le scuole, non c’è rischio”

5 giorni fa
18 Ottobre 2020
di angela capasso

De Luca chiude in Campania, la rabbia dei sindaci: “Riapri le scuole, non c’è rischio”. Ecco cosa sta accadendo

Sull’isola di Capri si puo’ consentire la didattica in presenza perche’ gli studenti non hanno bisogno di utilizzare i mezzi pubblici per raggiungere gli istituti scolastici, quindi senza alcun rischio di assembramento e di conseguente contagio da Covid.

E’ quanto scrivono in una lettera indirizzata al presidente della Campania, Vincenzo De Luca, all’assessore Regionale all’Istruzione, Lucia Fortini, e al presidente ANCI Campania, Carlo Marino, i sindaci di Capri ed Anacapri, Marino Lembo e Alessandro Scoppa.

La maggior parte dell’isola e’ infatti pedonale, osservano i due sindaci. L’appello dei due sindaci si chiude con la richiesta di integrare la precedente ordinanza regionale del 16 ottobre, consentendo cosi’ l’attivita’ in presenza, oltre che per le scuole dell’infanzia, gia’ autorizzate, anche per le scuole primarie e le scuole secondarie di I e II grado.

Ordinanza in Campania, la rabbia delle mamme contro De Luca: “Ridateci la scuola”

Ci sono bambini con lo scudo di Capitan America, altri con i gessetti colorati e scrivono sui blocchi di cemento posti davanti all’ingresso di palazzo Santa Lucia, a Napoli, sede della Regione Campania.

Tutti hanno la mascherina, nonostante in molti siano al di sotto dei 6 anni e ‘accompagnano’ i propri genitori nel secondo giorno di protesta contro l’ordinanza del governatore Vincenzo De Luca che chiude le scuole fino al 30 ottobre. Non ci sono solo mamme e papa’, ci sono anche insegnanti, esperti che tengono laboratori nelle scuole, ci sono gli autisti degli scuolabus che chiedono misure di sostegno economico.

“Ridateci la scuola”

Lo dicono in coro i manifestanti, che con se’ hanno uno striscione con la scritta “La scuola non e’ un virus”. “Ci preme dire, dopo la diretta Fb di ieri di De Luca che non siamo qui perche’ sottovalutiamo il rischio – ha detto Maria Carmen, mamma di Alfonso – ma per denunciare che in sette mesi non ha fatto nulla e se la prende con le scuole chiudendole”.

Sandra Forte e’ un’insegnante e una madre, in protesta, oggi, in questa doppia veste. “Anche i medici lo hanno detto che il contagio avviene fuori scuola e non dentro – ha sottolineato – La scuola deve essere riaperta, come insegnante so bene che con la didattica a distanza i ragazzi non riescono a mantenere l’attenzione cosi’ come quando siamo in classe”.

Stefano Nicoletti e’ il papa’ di Elisabetta e Anna, 8 e 9 anni. Tutta la famiglia e’ arrivata al presidio. “Noi chiediamo il ritiro del provvedimento – ha spiegato – perche’ lede il diritto allo studio, che viene completamente calpestato dall’ordinanza di De Luca”.

Si consente il campionato ma non le scuole

“Oggi si consente il campionato, a Napoli c’e’ la partita, allo stadio ci sono mille persone – ha aggiunto – e il problema sarebbero le scuole che sono controllate?”. Tra i manifestanti, c’e’ anche una insegnante di Arte e immagini della scuola media Fiorelli.

“Abbiamo sdoppiato le classi – ha fatto sapere – per fare in modo che ci fosse tutta la distanza dovuta tra i ragazzi ai quali viene misurata la temperatura prima di entrare. Sono contraria alla chiusura, la richiesta e’ di riaprire subito”.
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