Conte: “Situazione critica. Pronti a intervenire se necessario”. Non si esclude Ipotesi lockdown di 2 settimane

1 mese fa
22 Ottobre 2020
di nunzia d'aniello

Conte vuole procedere a piccoli passi ma afferma: “Saremo pronti a intevenire nuovamente se necessario”. Lo assicura il premier Giuseppe Conte illustrando l’ultimo dpcm in un’informativa alla Camera dei Deputati.

“Siamo ancora dentro la pandemia – ha affermato il premier – e il costante aumento dei contagi ci impone di tenere l’attenzione altissima: stavolta pero’, forti dell’esperienza della scorsa primavera, dovremo adoperarci, rimanendo vigili e prudenti”. (ANSA)

“Ancora una volta siamo costretti a compiere una sofferta operazione di bilanciamento tra diritti e liberta’ fondamentali. Con l’obiettivo di individuare il punto di equilibrio che, nell’assicurare alla salute la tutela piu’ intensa, comporti il minor sacrificio possibile degli altri diritti fondamentali pure coinvolti”.

Lo dice il presidente del Consiglio Giuseppe Conte in Aula alla Camera, aprendo l’informativa sul dpcm del 18 ottobre con le misure anti contagio. Il discorso del premier ricalca quello pronunciato ieri nel pomeriggio in Senato.

“I principi che muovono oggi l’azione del Governo nel contenimento del contagio sono sempre gli stessi e sono quelli che ci hanno consentito di superare efficacemente la prima ondata della pandemia: massima precauzione, adeguatezza e proporzionalita’, nella prospettiva della prioritaria tutela della vita e della salute dei cittadini, che e’ – giova ribadirlo ancora una volta – presupposto per il godimento di tutti gli altri diritti.

L’esperienza di questi mesi ci ha anche dimostrato che tutelare prioritariamente la salute consente di difendere meglio anche il tessuto produttivo del Paese.

Sarebbe stato infatti impossibile preservare la produzione e tutelare il tessuto economico, trascurando la salute dei cittadini”, sottolinea il premier. (ANSA)

Scuola

In merito alla scuola aggiunge: “Solo per le scuole secondarie di secondo grado sono previste modalità ancora più flessibili di organizzazione dell’attività didattica – e la ministra Lucia Azzolina vigilerà perché questo avvenga – che contemplano ingressi degli studenti scaglionati, con possibilità di ricorrere anche ai turni pomeridiani”.

L’Italia e’ oggi in una situazione “diversa” rispetto a quella di marzo anche se “molto critica”. Lo ha detto il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, nella sua informativa sul Covid alla Camera. (AGI)

‘SE ACCETTIAMO SACRIFICI, EVITIAMO MISURE PIU’ PENALIZZANTI

“Molte Regioni si sono gia’ attivate per promuovere la procedura per pervenire a misure piu’ restrittive rispetto a quelle contenute nel Dpcm”.

Lo ha detto il premier Giuseppe Conte nella sua informativa a Montecitorio elencando le decisioni di Lombardia, Campania e Lazio.

“Ritengo fondamentale, direi decisivo – sostiene Conte – il massimo coordinamento tra i diversi livelli di governo, secondo un metodo ispirato alla collegialita’ e alla necessaria condivisione delle scelte, le quali – seppur differenziate per adattarsi al mutevole ed erratico andamento del contagio – devono comunque preservare i caratteri di omogeneita’ e di coerenza, affinche’ non si smarrisca la ratio unitaria dell’intervento all’emergenza”. (ANSA)

Ipotesi Lockdown

Ipotesi lockdown di due settimane in Italia per fermare la nuova ondata di contagi da Coronavirus: non si devono superare i 20mila casi
Nelle scorse ore il premier Giuseppe Conte ha fatto capire a che a breve non ci saranno nuovi provvedimenti o dpcm ma che potrebbero comunque esserci interventi nelle prossime settimane se non caleranno i positivi.

Le nuove possibili misure vanno dalla chiusura anticipata degli esercizi pubblici ad un lockdown nazionale di qualche settimana, c’è chi ne ipotizza due.

Come riportato dall’edizione odierna de Il Mattino, se tra sabato e domenica l’Italia dovesse superare i 20mila casi in 24 ore, prenderebbero forza provvedimenti come il lockdown o la chiusura di palestre e piscine.

Altra soglia da non superare è quella delle 2300 persone in terapia intensiva al fine di evitare una nuova chiusura.

Quali le attività che eventualmente chiuderanno per prime

Come riportato dal Corriere della Sera, le prime attività a fermarsi sarebbero le sale giochi, che essendo luoghi chiusi in cui si raccolgono molte persone rappresentano un possibile moltiplicatore dei contagi.
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