Allarme neonati e bambini piccoli. Il virus non risparmia nessuno. Se nella prima fase erano per lo più gli anziani a contrarre il virus, ora anche neonati e lattanti sono a forte rischio. A lanciare l’allarme, dopo che nella sola giornata di ieri si erano verificati ben 5 casi, è stato Vincenzo Tipo, responsabile del pronto soccorso del Santobono. «Stiamo riscontrando un incremento dei contagi tra i bambini da 0 a 15 anni – ha riferito a Il Mattino – Solo da noi ne registriamo 4-5 al giorno da almeno una settimana. Quasi tutti i piccoli pazienti, infatti, non hanno sintomi preoccupanti. Al termine di un breve ricovero in ospedale, possono essere curati a casa. Ma il loro sistema immunitario resta fragile».

Covid, il vademecum del dottor Tipo per chi ha in casa neonati o bimbi di pochi mesi

Limitare, se non evitare, visite di parenti, amici, conoscenti e vari Vietare anche al padre, ai fratelli e alle sorelle di stare vicino al bimbo senza indossare la mascherina Non lasciare baciare il bimbo Prenderlo in braccio solo dopo aver lavato le mani e utilizzato un gel idroalcolico Tenere il bimbo, per quanto possibile, in un ambiente tranquillo e poco frequentato (Internapoli)

Nel frattempo in Campania diminuiscono i contagi

Calano i contagi da Covid-19 in Campania nelle ultime 24 ore: sono 1.981 i positivi di cui 146 sintomatici e 1.832 asintomatici. I deceduti tra il 23 e il 25 ottobre sono 16 e i guariti 10. A comunicarlo l’Unità di crisi regionale. Il numero dei contagiati da inizio epidemia sale a 40.594 mentre i deceduti sono 587 e i guariti 9.332. I tamponi complessivi 871.772 di cui 11.569 eseguiti ieri. Il report dei posti letto Covid su base regionale sono: 227 quelli in terapia intensiva complessivi, mentre 123 quelli occupati; i posti letto di degenza complessivi attivati 1.500, di cui 1.191 quelli occupati. Ennesima vittima del Covid in Campania, morto un 71enne. La figlia: “State attenti, fatelo per papà” Altri due decessi in poco più di dodici ore. È l’ultimo aggiornamento che giunge dal Covid hospital di Scafati (in Campania) precisamente dal reparto di Rianimazione. Qui altri due pazienti sono morti tra sabato notte e ieri pomeriggio. R. C., di Eboli, 71 anni, era giunto al “Mauro Scarlato” il 17 ottobre scorso. Affetto da fibrosi polmonare, che già in passato lo aveva costretto a ricoveri ospedalieri, era risultato positivo al Coronavirus insieme alla moglie e al figlio (entrambi ancora in isolamento domiciliare obbligatorio). Nessuno, in famiglia, ancora oggi, sa spiegarsi come abbiano contratto il virus dal momento che tutti in casa si erano sempre scrupolosamente attenuti alle norme anticontagio. Ad avere la peggio era stato proprio il capofamiglia, a causa delle sue condizioni di salute già precarie.

La situazione è precipitata

A nulla è valso l’intervento dei rianimatori, sabato notte, quando il 71enne ha iniziato ad avere problemi respiratori. Anche lui è stato stroncato da una crisi, complicanza del virus. «Il Covid esiste – ha scritto ieri la figlia sul suo profilo Facebook – Ha colpito tutta la mia famiglia. Fatelo per papà. State attenti, non abbassate la guardia. Il Covid è una carogna, così mi dicevano i dottori… Ciao papà». Ieri pomeriggio è deceduta un’anziana di Sarno (in Campania), A.G., 89 anni, cardiopatica e dializzata. Era stata ricoverata nel reparto di Malattie infettive mercoledì scorso, ma qualche giorno dopo l’aggravarsi delle condizioni ne aveva reso necessario il trasferimento in Rianimazione. Anche l’anziana di Sarno era ritenuta dai medici un caso a rischio, per le patologie pregresse. Ieri pomeriggio il suo quadro clinico si è ulteriormente aggravato fino al sopraggiungere di una crisi respiratoria, che le è stata fatale. Leggi anche: De Luca corre ai ripari: “E' ora di prendere giuste decisioni. L'alternativa è chiudere tutto” Metti like alla pagina 41esimoparallelo e iscriviti al gruppo 41esimoparallelo
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