Studenti bendati alle interrogazioni a distanza in Campania: e scoppia la bufera

La rabbia di chi ha qualche “capello bianco" e non solo. Ma il preside si difende: "Esempio per dimostrare ai ragazzi che non hanno bisogno di sbirciare"
1 mese fa
29 Ottobre 2020
di nunzia d'aniello

Studenti bendati alle interrogazioni a distanza in Campania. A chi ha qualche capello bianco in piu’ quell’immagine di un’alunna con la benda sugli occhi durante un’interrogazione a distanza ha riportato alla mente le punizioni che un tempo venivano riservate agli studenti indisciplinati.

Il preside si difende

Per Domenico D’Alessandro, preside del liceo ‘Caccioppoli’ di Scafati (Salerno) invece, “si trattava soltanto di un esempio per dimostrare ai ragazzi che non hanno bisogno di sbirciare”.

Ma quanto accaduto qualche giorno fa nell’istituto dell’Agro Nocerino Sarnese e’ destinato comunque a far discutere. Un’insegnante di latino e Greco, durante una lezione svolta con la didattica a distanza, chiede ad alcune alunne di bendarsi per impedire loro di consultare gli appunti mentre venivano interrogate.

L’immagine ‘catturata’ dai pc – e pubblicata dal sito cronachedellacampania.it – ha fatto rapidamente il giro delle chat, diventando di dominio pubblico.

“A me riferito da alcuni alunni”,

Spiega all’ANSA il preside Domenico D’Alessandro che, nonostante si trovi in quarantena obbligatoria in seguito ad un contagio riscontrato in segreteria, ne ha gia’ parlato con la docente.

“Non sembra che questi ragazzi siano stati obbligati. Racconta il dirigente del ‘Caccioppoli’. Nei giorni precedenti qualche studente aveva effettivamente dato una sbirciata agli appunti, quindi la professoressa ha pensato di dimostrare loro quanto fosse inutile.

Quindi ha fatto un esperimento con due ragazzine molto brave, facendole bendare. Interrogate e con voto finale nove. Voleva essere un esempio”. D’Alessandro preferisce non pronunciarsi “sulla bonta’ o meno” della cosa ma e’ certo che la professoressa “non ha alcuna intenzione di replicare l’esperimento.

Parliamo di una docente molto amata e apprezzata dai ragazzi

Il preside, in ogni caso, nei prossimi giorni ascoltera’ anche gli studenti. Io non ero in classe, ma conoscendo la professoressa e il suo valore mi rifiuto di pensare che possa aver operato per violare la liberta’ dei suoi studenti”.

Il caso

Intanto, arrivera’ anche in Consiglio regionale, sollevato dal consigliere Francesco Emilio Borrelli che ha presentato un’interrogazione all’assessore regionale all’Istruzione, Lucia Fortini. (ANSA).
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