Nuova ordinanza in Campania, il sindaco vara il lockdown: tutto chiuso per due settimane. La decisione

4 settimane fa
30 Ottobre 2020
di angela capasso

CETARA (Campania). Il comune di Cetara conta al momento 15 persone contagiate, le ultime tre proprio in queste ore, ossia un ragazzino di 12 anni e due adulti. E’ per questo motivo che il sindaco, Fortunato Della Monica, ha varato la restrizioni anti contagio più dura e ha deciso di adottare un lockdown cittadino.

Nella serata di ieri, tramite social, è giunto l’annuncio del primo cittadino alla cittadinanza. In particolare, ecco le disposizioni: le attività didattiche in presenza alla scuola dell’infanzia sono sospese, i negozi dovranno chiudere dal lunedì al venerdì alle ore 14, il sabato alle 18 mentre la domenica dovranno restare chiusi per tutta la giornata. Escluse farmacie e servizi di ristorazione, per i quali restano ovviamente in vigore le ordinanze regionali e i decreti nazionali.

I provvedimenti saranno in vigore almeno fino al 15 novembre. Chiusi anche il comune e le chiese: queste ultime potranno aprire solo per celebrare i funerali, ma a numero chiuso. Accesso vietato anche al cimitero per le festività del 1° e 2 novembre. Per evitare assembramenti, il sindaco di Cetara ha anche disposto a partire dalle 21 la chiusura di tutta la zona di Largo Marina e del porto.

Campania al collasso, fuori gli ospedali arriva l’esercito. La decisione

CAMPANIA. “Siamo al collasso” questo il grido dei medici partenopei. I nosocomi di Napoli e Provincia vanno verso la riconversione a Covid Hospital. All’esterno arrivano i militari dell’esercito per evitare disordini sociali.

Continuano a salire i casi di Covid in Campania dove ieri, per la prima volta dall’inizio della pandemia, sono stati superati i 3mila contagi. 603 di questi si registrano nel solo capoluogo campano.

Situazione allo stremo tra Napoli e Provincia e gli ospedali corrono ai ripari. Come indicato dall’Unità di crisi ora serve reclutare maggior personale, mentre numerosi nosocomi si apprestano alla riconversione in Covid Hospital.

La situazione al San Giovanni Bosco

Ieri a Napoli è stata la volta del San Giovanni Bosco che ha chiuso per ospitare solo pazienti affetti da coronavirus. Decisione arrivata solo nel tardo pomeriggio dopo una riunione convocata dal manager della Asl Napoli 1 Ciro Verdoliva al tavolo con i primari del presidio della Doganella. Da questa mattina il Pronto Soccorso napoletano resterà chiuso, mentre i pazienti ricoverati dovranno essere dimessi e trasferiti entro questo fine settimana.

Una decisione che molto probabilmente potrebbe innescare forme di protesta da parte di pazienti e familiari. Ecco perché l’Asl ha chiesto che tutte le attività di chiusura del pronto soccorso e trasferimento dei pazienti siano svolte sotto l’occhio vigile delle forze dell’ordine. Militari chiamati a presidiare la struttura onde evitare disordini.

Polemiche che nelle ultime ore coinvolgono l’intera città metropolitana. Molti cittadini, infatti, lamentano le riconversioni a seguito della chiusura dei presidi sanitari locali. Come il caso del Ospedale Maresca di Torre del Greco dove da giorni non si accettano pazienti che non siano positivi al Covid e per tutte le altre emergenze tocca arrivare agli ospedali di Napoli.
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