Conte a lavoro sulle nuove strette nelle Regioni: in campo esercito e protezione civile

di nunzia d'aniello
2 mesi fa
12 Novembre 2020

Conte a lavoro sulle nuove strette nelle Regioni. L’epidemia di coronavirus continua a flagellare l’Italia. Per alleggerire lo “stress” delle strutture sanitarie, il governo sta valutando la possibilità di aprire nuovi Covid hotel. E di rafforzare la presenza di Esercito e Protezione Civile.

Bisognerà attendere venerdì per eventuali nuove strette con la creazione di ulteriori zone “arancioni” o “rosse”. Anche se alcune Regioni si sono “portate avanti” con ordinanze più restrittive.

Solo venerdì si decideranno le nuove strette

Contagi che hanno superato la soglia simbolica del milione di casi e con quasi 29.500 persone ricoverate nei reparti ordinari degli ospedali, un numero mai raggiunto neanche durante la prima ondata. La necessità di frenare rapidamente la curva dei contagi resta la priorità del premier Giuseppe Conte e della maggioranza.

Il governo

Non si muoverà però prima dell’arrivo dei nuovi dati. Sia perché le misure introdotte con i Dpcm del 24 ottobre e del 3 novembre cominciano a produrre i primi, seppur minimi, effetti positivi, sia perché saranno solo e soltanto i parametri “oggettivi e scientifici” a determinare eventuali passaggi da una zona all’altra.

Le Regioni “a rischio”

Il passaggio comunque appare scontato per le 4 Regioni per le quali il presidente dell’Istituto superiore di Sanità Silvio Brusaferro ha chiesto un anticipo delle misure restrittive. Ovvero per Campania, Veneto, Friuli Venezia Giulia ed Emilia Romagna.

Emilia-Romagna, Friuli e Veneto verso nuove ordinanze regionali

La linea del governo non esclude però che le Regioni possano fare ordinanze più restrittive e procedere in autonomia. Ad esempio per limitare l’apertura dei negozi nel fine settimana.

Ed è infatti su questa strada che si stanno muovendo Emilia-Romagna, Veneto e Friuli che sono attualmente in zona gialla ma alcuni parametri le collocano nello scenario 4, il peggiore.

L’obiettivo dei governatori è quello di anticipare le misure per tentare di finire “solo” in zona arancione e ridurre l’impatto sull’economia dei territori e non “scivolare” invece in zona rossa.

“Ci saranno tre ordinanze, una per ogni regione” spiega il governatore del Veneto Luca Zaia sottolineando che i provvedimenti saranno diversi ma seguiranno tutti lo stesso principio: evitare “gli assembramenti” e far rispettare “le regole, per chi non se le è fatte ancora entrare in testa”.

Una delle misure potrebbe riguardare bar e ristoranti: l’ipotesi è quella di mettere la consumazione obbligatoria al tavolo e ridurre il numero di persone che possono stare sedute rispetto alle 4 indicate nel Dpcm, ha detto il presidente del Friuli Massimilano Fedriga.

E ci saranno interventi anche per limitare gli spostamenti e regolare l’apertura dei negozi, in vista del fine settimana, per non ripetere le scene dello scorso weekend.(Tgcom24/Ansa/Adnkronos)
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