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In Campania dati falsi, l’inchiesta a “Non è L’Arena” di Giletti che destabilizza De Luca

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In Campania dati falsi inviati al Governo. Posti letto fintamente raddoppiati? L’inchiesta a “Non è L’Arena” di Giletti che destabilizza De Luca

La Campania diventa zona rossa da un giorno all’altro. Una decisione passata al vaglio del governo per ben due volte, poi un salto drammatico per cittadini commercianti come area ad alto rischio di contagio e con obbligo di lockdown dopo la firma dell’ordinanza del ministro Speranza.

C’è qualcosa che non torna? Come sia stato possibile tutto questo? Ad aver provato a dare una risposta Massimo Giletti a Non è L’Arena. All’apertura del programma la decisione di passare la Campania in zona rossa.

Il sindaco di Napoli Luigi de Magistris, ospite del talk, è intervenuto per primo sulla questione: “Non mi trovavo con i dati che forniva la Regione con la realtà dei fatti: di quei medici, pazienti e giornalisti che parlavano di realtà terribili negli ospedali. In Campania si è consumato un vero e proprio giallo, non solo per il colore che le è stato assegnato. Ne ho parlato più volte anche col ministro Speranza invitandolo a verificare la situazione sui dati forniti. Passare poi così dal giallo al rosso ha confermato che effettivamente c’era qualcosa che non andava.

Riprende in mano la discussione Giletti che svela come il governatore e il suo portavoce rinuncino a partecipare al programma: “Ma se pensano di non presentarsi così poi non ne parliamo, si sbagliano”. Prosegue Giletti: “Col direttore Piccinini di Fanpage.it, ho letto tutta la documentazione del Burc della Regione.”

Qui la vicenda controversa. I numeri forniti dalla Campania al 2019 era di 621 posti letto di terapia intensiva. Numeri, tutto sommato, non bassi rispetto alla situazione Lombardia che contava qualche centinaio di posti letto in più. “Ma erano davvero 621 le terapie intensive?”

In una diretta di marzo 2020, in piena pandemia, il governatore De Luca affermava di aver raddoppiato i posti letto dai 320 già presenti. Un numero quindi praticamente dimezzato rispetto a quello che si contava l’anno precedente.

“E’ importante avere contezza del numero esatto dei posti letto disponibili perchè su quel numero si fa una progettazione e si potrebbe creare un problema al ministero per chi deve pianificare”, conferma il direttore di Fanpage.it Piccicini.

Insomma, un vero e proprio scandalo se le cose venute a galla dovessero essere confermate. “Al Comitato provinciale per l’ordine di sicurezza pubblica, a cui partecipavano anche i vertici delle forze dell’ordine, ci è stato comunicato che quest’ultimo non doveva occuparsi di sanità”. Fatto scandaloso per de Magistris, come può il capoluogo di provincia non occuparsi dei dati della Regione?

“I dati comunque si stanno alterando perchè la Regione stipula convenzioni con cliniche private. Sappiamo che posti letti di terapia intensiva non possono essere attivati in poco tempo. Sono posti letto quindi ‘solo attivabili’ ma non attivati”, conclude il primo cittadino de Magistris.
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