Noemi, la bimba ferita dalla Camorra a 4 anni. La mamma: “Non cammina e urla per i botti, a chi lo dico?”

6 giorni fa
21 Novembre 2020
di nunzia d'aniello

Noemi, la bimba ferita dalla Camorra a 4 anni.Un ricordo indelebile non solo nella mente della piccola e della sua famiglia che da quel giorno non ha più vissuto, ma su cornicino di chi ha tutta una vita davanti.

Lo sfogo della mamma, dopo un anno

“A chi lo diciamo quando piangi che non vuoi tenere il busto? A chi lo diciamo quando invece di giocare siamo in ospedale per l’ennesimo controllo”. Così Tania Esposito, la mamma della piccola Noemi, attraverso i social racconta gli sviluppi di quell’atroce avvenimento e i danni che si porta ancora dietro.

“A chi lo diciamo quando vuoi andare in bici, vuoi correre e saltare come gli altri bambini, a chi lo diciamo che hai paura dei botti e tremi come una foglia, a chi lo diciamo che il tuo calvario non è finito e presto sarai operata un’altra volta, a chi lo diciamo tutto questo…alla Camorra, allo Stato, al Giudice…io lo grido al mondo vediamo se mi ascolta nella giornata mondiale dei diritti del infanzia quelli che ti hanno tolto Noemi“.

Qualche giorno fa mamma Tania pubblicò un video

“Lei è Noemi” a “4 anni è stata colpita in modo gravissimo da un proiettile vagante destinato ad altri in un agguato di camorra” avvenuto a “Napoli il 3 maggio 2019 mentre passeggiava mano a mano con i nonni in un pomeriggio qualunque fuori ad un bar“.

Comincia così il racconto di mamma Tania che sui social ha pubblicato un video della piccola figlioletta che da oltre un anno e mezzo è costretta ad indossare un busto ortopedico per camminare in equilibrio. Noemi convive con una invalidità permanente ed è sottoposta a continui controlli medici e a nuovi interventi chirurgici.

La famiglia

In vista del processo d’Appello dopo la condanna in primo grado di Armando e Antonio Del Re (18 anni per il primo, 14 per il secondo), lancia un nuovo appello:

“Questo video sarà consegnato al giudice in sede di Appello… Oggi un appello lo vogliamo fare noi da genitori a tutte le mamme, i papà, i nonni e le zie, allo Stato alla magistratura al giudice.

Al posto di Noemi ci sarebbe potuto essere chiunque, chiediamo Giustizia, chiediamo la certezza della pena senza sconti a Noemi lo sconto non è stato concesso non rendiamo vani i sacrifici di una bambina che quel giorno voleva solo giocare spensierata come giusto che sia“.

“Quel pomeriggio vengono sparati 17 colpi in una piazza gremita di persone. Sembra un “far west “ un proiettile calibro 9 raggiunge proprio Noemi. In un corpicino così piccolo fa danni enormi: le trapassa colonna vertebrale e i due polmoni e resta proprio lì nel polmone sinistro, senza foro di uscita. Viene trasportata in fin di vita all’ospedale Santobono dove viene operata di urgenza con un intervento salva vita per estrarre la pallottola“.

E ancora aggiunge

“I dottori fanno del loro meglio, l’intervento va a buon fine… ma tocca a lei reagire. Resta tra la vita e la morte… Lo fa, resiste si aggrappa alla vita come una leonessa e vince. Noemi è “sopravvissuta” ad una fine certa come tutte le vittime innocenti che la camorra lascia così a terra per “sbaglio”.

Nonostante tutto Noemi oggi convive con un’invalidità permanente che non è riuscita più a recuperare, sottoposta a continui controlli medici per monitorare il suo stato di salute, sarà sottoposta a ulteriori interventi chirurgici durante la crescita per sopperire le lesioni che si sono determinate un infanzia segnata per sempre“.
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