De Luca non le manda a dire e Zaia lo “smonta”: “Adda passà a nuttata”

5 giorni fa
22 Novembre 2020
di angela capasso

“De Luca? Sinceramente non l’ho visto, “adda passà ‘a nuttata”. Il governato della regione Veneto Luca Zaia non le ha mandate a dire al suo collega campano. La risposta arriva dopo le frasi dell’esponente del partito democratico, che non sembra aver preso sul serio l’iniziativa dei tamponi fai da te. Quella che invece il leghista vorrebbe adottare in Veneto.

Vincenzo De Luca – come ripercorso da IlMessaggero – si è espresso mediante il consueto video diretto alla popolazione. Uno di quelli che, magari mediante qualche meme, di solito finisce col diventare virale: “Il mio amico presidente del Veneto ha fatto una dimostrazione – ha fatto presente il presidente della Regione Campania – … ora questa è un’altra delle cose che non si spiegano. La validità dei tamponi la deve fissare l’istituto superiore della sanità e il ministero della salute. Se ti “inzeppi” il cotton fioc nelle narici rischi di perforare la membrana”. 

Ma Zaia – come abbiamo visto – non è affatto concorde. Alcuni governatori hanno delle ricette personali o quasi per evitare la diffusione del nuovo coronavirus. De Luca avrebbe voluto chiudere tutto attraverso un lockdown regionale, che ha suscitato le proteste popolari e che poi non è fu adottato. Luca Zaia è convinto, dopo la strategia dei tamponi della prima fase, di quest’altro mezzo. I tamponi fai da te, appunto, che De Luca stronca nella sua diretta social.

Nel frattempo Zaia, oltre a rispondere al leader elettorale del Pd campano, ha presentato pure una disamina sulla situazione generale dei contagi nella regione che amministra: “Siamo ancora in area gialla ma ho una grande preoccupazione perchè si scrive giallo e si deve vedere rosso perché non siamo usciti da questa situazione. Sicuramente il sistema sanitario veneto e anche l’organizzazione oltre al lavoro eccezionale degli operatori, ci permette di essere ancora oggi in zona gialla“, ha affermato l’esponente del Carroccio, nel corso di una conferenza stampa, come riportato dall’Agi.

La storica frase pronunciata da Eduardo De Filippo diviene così un contorno delle polemiche sulle modalità da mettere in campo per evitare che il virus dilaghi. Zaia si è poi soffermato sul decreto ristori: Il testo fa tutti riferimenti ad altre leggi, codici – ha dichiarato a stretto giro – farò una telefonata al ministro Boccia per cercare di capire cosa è accaduto. Espressamente non c’è scritto nulla, ma va verificato”. Insomma il decreto in sé non sarebbe troppo chiaro. E questo per usare un eufemismo.

Il botta e risposta arricchisce così una giornata di stallo, in cui lo schema di fondo predisposto dall’esecutivo non è modificato. Zaia confida che il periodo natalizio sia accompagnato da meno restrizioni, ma c’è più di un “però”: “Natale meno rigido? Io spero di sì, ma la verità è che finché c’è qualcuno che non rispetta le regole dovremo continuare con questo sistema”. 

Il rispetto delle prescrizioni è dunque fondamentale, anche per il governatore leghista, ai fini di un miglioramento complessivo delle restrizioni. Due gli accenti finali: uno sulla popolazione veneta; l’altro sui vaccini che, nel caso in cui venissero approvati dagli enti preposti, potrebbero essere distribuiti (almeno negli States) nel corso del prossimo mese.

“I veneti – ha proseguito il presidente di Regione – hanno dimostrato di rispettare le regole, devono rispettarle ancora per un pò – ha aggiunto – Poi arriverà il vaccino e a quel punto sarà un nuovo campo di battaglia”, ha chiosato Zaia.
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