Usa, attacco al Congresso: morti e feriti come in guerra. “Trump, le tue mani sono sporche di sangue”

di Carolina Sorrentino
2 mesi fa
7 Gennaio 2021

Un risveglio pesantissimo quello per gli Usa oggi, dopo i fatti di ieri al Congresso. Il bollettino è nero come la pece: 4 morti, e almeno 52 feriti è il bilancio dell’irruzione di centinaia di manifestanti pro-Trump nella sede del Congresso federale, durante i lavori del Senato per la certificazione dei risultati delle elezioni presidenziali.

A fornire il bilancio delle violenze a Capitol Hill e’ stato il capo del dipartimento di Polizia metropolitana di Washington, Robert Contee. Quest’ultimo ha definito “vergognose” le violenze di ieri, durante una conferenza stampa a fianco della sindaca democratica di Washington, Muriel Bowser.

L’irruzione di manifestanti pro-Trump a Capitol Hill, nel pomeriggio di ieri, ha causato l’evacuazione di entrambe le Camere del Congresso.

I morti

È stata uccisa da agenti di polizia una donna durante l’irruzione dei manifestanti al Congresso; altre tre persone; una donna e due uomini; sono deceduti per non meglio precisate “emergenze mediche separate” nel corso della violenta manifestazione. Durante le proteste sono rimasti feriti anche 14 agenti di polizia.

Si pensa di fare appello al 25esimo emendamento

Funzionari della Casa Bianca avrebbero discusso telefonicamente e tramite messaggi la possibilità di evocare il 25mo emendamento della Costituzione Usa per rimuovere forzosamente il presidente Donald Trump dal suo incarico; dopo il caos causato a Washington dall’irruzione di sostenitori del presidente nella sede del Congresso federale.

Una fonte della Casa Bianca citata dal quotidiano precisa anche che il vicepresidente Mike Pence non e’ stato consultato ne’ informato delle discussioni in merito all’ipotetica rimozione di Trump; che dovra’ comunque lasciare la Casa Bianca entro la fine del mese, con l’insediamento del presidente eletto Joe Biden.

In cosa consiste il 25esimo emendamento

La Costituzione Usa prevede che il vicepresidente Usa possa assumere i poteri al posto del presidente, nel caso quest’ultimo muoia, si dimetta o venga rimosso dal suo incarico.

Tale procedura di rimozione deve essere approvata dalla maggioranza del governo e dal vicepresidente, e notificata al Congresso. La Costituzione prevede che la Camera dei rappresentanti si esprima con un voto a maggioranza qualificata di due terzi; nel caso il presidente si opponga alla propria rimozione dall’incarico.

Il ricorso al 25mo emendamento della Costituzione contro il presidente Trump e’ stato invocato piu’ volte dai Democratici, sia durante le indagini sul “Russiagate”; sia lo scorso ottobre, quando il presidente ha contratto il coronavirus.

I repubblicani hanno obiettato alla certificazione dei voti del collegio elettorale della Pennsylvania durante la plenaria del Congresso per l’incoronazione di Joe Biden.

Le Camere dovranno ora votare ciascuna sull’obiezione sollevata ma prima del voto sono consentite fino a due ore di dibattito. Stephanie Grisham, capo dello staff e addetta stampa della first lady Melania Trump si è dimessa.

A Washington stato di emergenza fino al 21 gennaio Il sindaco di Washington, Muriel Bowser, ha esteso l’emergenza pubblica nella capitale americana per 15 giorni, cioè fino al 21 gennaio, il giorno successivo al giuramento di Biden. Resta in vigore anche il coprifuoco.

I manifestanti, incitati dal presidente uscente Donald Trump che protestavano contro l’esito del voto, hanno bloccato i lavori nel Campidoglio; sono poi ripresi dopo lo sgombero del palazzo.

Tutti contro Trump

La condanna per l’assalto al Congresso statunitense è arrivata unanime da tutto il mondo. “Grande disonore e vergogna” per gli Stati Uniti ma non “una completa sorpresa” sono le parole dell’ex presidente Obama. La violenza, ha detto, è stata “incitata da un presidente che ha continuato a mentire sul risultato delle elezioni”.

“La violenza è incompatibile con l’esercizio dei diritti politici e delle libertà democratiche”, le parole del premier italiano, Giuseppe Conte. Parole di condanna sono arrivate anche da tutti i leader europei, da Macron a von der Leyen e Johnson. Protesta anche del mondo dello sport americano.
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