Paura nel Napoletano, scatta l’ordinanza: edifici sgombrati nel cuore della notte. Famiglie rimaste senza casa: è allarme

di nunzia d'aniello
1 settimana fa
13 Gennaio 2021

Paura nel Napoletano, sedici famiglie sgomberate. Una ordinanza di interdizione alla stazione ferroviaria della Cumana e tanti problemi. Sia per chi è rimasto senza casa che per chi usa il mezzo di trasporto Eav.

È il bilancio del sopralluogo dei vigili del fuoco di ieri sera  12 gennaio 2021 in via Sottopassaggio Savino Vitagliano a Pozzuoli. In pratica i pompieri hanno rilevato preoccupanti lesioni a due edifici adiacenti la sede ferroviaria della Cumana, nelle adiacenze della Stazione di Gerolomini.

L’intervento

E’ scattato dopo  l’allarme di una residente che aveva notato l’apertura di alcune profonde crepe che si erano aperte lungo le pareti, proprio nel punto in cui combaciano gli edifici, probabilmente a causa di un movimento delle fondamenta dello stabile al civico 4.

Per questo motivo i vigili del fuoco

Hanno disposto lo sgombero delle famiglie residenti nei due fabbricati. Il Comando Provinciale dei Vigili del Fuoco di Napoli ha disposto anche l’interdizione cautelativa dell’area banchina e del binario al confine con i fabbricati interessati.

“Per questo motivo – ad informare è una nota dell’Ente Autonomo Volturno che gestisce il collegamento via ferro dell’area Flegrea – a partire da oggi e fino al completamento delle indagini strumentali disposte, la circolazione sul tratto interessato continuerà su unico binario e con opportuno rallentamento precauzionale. I tecnici di Eav e il personale – conclude la nota – tutto è impegnato ad assicurare la continuità del servizio sull’intera tratta e ridurre al massimo i possibili disagi alla circolazione, nonostante le sopraggiunte difficoltà”.

Nel frattempo in Campania continua la disputa sulla norme vigenti: Nuova ordinanza, De Luca chiude i cancelli. L’ok dei genitori: “Abbiamo paura”

“Gli amministratori dei gruppi Facebook locali ‘Tuteliamo i nostri figli, scuole chiuse’ sono in perfetta cooperazione e perseguono un percorso comune nel tentativo di ottenere ciò che la maggior parte dei genitori pensa, ma non ha attuato con la riapertura dei cancelli”. Lo rendono noto gli admin dei gruppi in una nota congiunta.

“La paura per il Covid è tanta – sottolineano – e l’imposizione delle istituzioni a tornare fra i banchi ha costretto tante famiglie a fare delle scelte forzate. Questo per non porre i propri figli in posizione di svantaggio sociale e didattico, data la privazione della Dad”.

Paura – La situazione scuole in Campania

“La gente continua a chiamarci. A chiederci di fare qualcosa per proseguire la dad per tutti. Ma questa assurda diatriba istituzionale e questo continuo scaricabarile di responsabilità, ha messo i più nel timore di metterci la faccia. Consapevoli dei rischi a scapito della propria salute e dei propri figli”, sottolineano ancora i genitori ‘sì Dad’.

“Per questo – incalzano -, nei comuni ove i contagi hanno segnato già un sensibile numero di casi positivi in aumento le delegazioni locali dei gruppi Facebook cercheranno di aprire tavoli di discussione pacifica e sensibilizzante con i sindaci.

Fra i comuni virtuosi aderenti, Massa Lubrense, è di ieri sera la notizia della chiusura delle scuole fino al 16 da parte del sindaco Lorenzo Balduccelli”.

“Il gesto di responsabilità del nostro sindaco

dovrebbe essere di esempio a tutti i sindaci della Campania. Un atteggiamento attendista è d’obbligo in una fase di transizione post feste natalizie” dichiara Sabrina Ranucci, admin di Tuteliamo i nostri figli scuole chiuse a Massa Lubrense.

Affiliati al gruppo principale ci sono circa 40 gruppi locali, con oltre 30mila iscritti, ha spiegato poi Emiddio De Falco admin di Tuteliamo i nostri figli scuole chiuse a Ottaviano, attivo nel supporto.

Agnese Vitola

admin di Castellamare di Stabia, aggiunge: “L’intuizione di Lia Gialanella, la fondatrice del gruppo Campania, di creare osservatori locali è stata fondamentale. Per cercare non solo di capillarizzare la conoscenza degli spaccati reali dei territori, ma è un circuito in entrata ed in uscita di confronto e di arricchimento per tutti noi; conservando ognuno la propria autonomia d’azione sulle peculiarità del proprio comune.

Il massimo comune denominatore resta la mancanza di sicurezza nell’esporre i nostri figli alla presenza scolastica; la situazione ci preoccupa ancora molto, perché non ne siamo davvero fuori”.
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