Nuovo Dpcm, cambia tutto un’altra volta: dagli spostamenti ai congiunti. Chi come e quando: le novità

di Nunzia D'Aniello
3 mesi fa
22 Gennaio 2021

Nuovo dpcm, cambia tutto un’altra volta. Il governo ha fornito le risposte a una serie di domande sull’interpretazione di permessi e divieti legati all’ultimo Dpcm anti Covid.

In particolare, il genitore separato o divorziato – come titola il quotidiano “Il Mattino” – può sempre andare dai figli minori. Gli spostamenti, però, dovranno avvenire scegliendo il tragitto più breve e nel rispetto delle prescrizioni sanitarie.

Nuovo Dpcm – Tutti gli spostamenti consentiti

I congiunti fuori regione necessitano di un’abitazione di uno dei due per giustificare lo spostamento con l’autocertificaziome. Se il ricongiungimento avviene presso la residenza, il domicilio o l’abitazione di uno dei due componenti della coppia.

La casa deve essere o di proprietà o essere stata affittata con contratti più lunghi di 30 giorni firmati prima del 14 gennaio 2021.

Il ricongiungimento con il partner è sempre consentito, anche se si lavora in regioni diverse anche da quella in cui si ha la residenza abituale.

Differenza tra coniuge, partner e fidanzato? Chi può incontrare chi

Molti congiunti fuori regione (l’hashtag #congiuntifuoriregione è sempre particolarmente partecipato su Twitter e Instagram) si interrogano su un dettaglio apparentemente di poco conto ma in realtà sostanziale.

Infatti il Dpcm

Non fornisce un’indicazione precisa del tipo di rapporto tra due persone richiesto per consentire lo spostamento. Ma nelle Faq sul sito del governo il termine partner è utilizzato come sinonimo di coniuge e quindi la possibilità di ricongiungimento verrebbe intesa tra due persone conviventi anche se non legate formalmente.

Repubblica ne trae la conclusione che non è previsto lo spostamento tra due fidanzati che abitano in regioni diverse e vogliono incontrarsi. Siamo davvero alle interpretazioni. Infatti non sembra tutto così semplice, ecco perché.

Viene infatti da pensare che se vi è un’abitazione di uno dei due membri della coppia presso la quale i fidanzati sono soliti trascorrere periodi di tempo, risulta estremamente difficile trovare, anche in fase di controllo dell’autocertificazione, quale possa essere il periodo minimo di convivenza ritenuto “valido”.

Insomma, il terreno è davvero minato se il parametro è quello della convivenza.

Quanto tempo bisogna trascorrere sotto lo stesso tetto per essere considerati conviventi? Entrare in questo modo nella vita privata-affettiva del cittadino è consentito?

Appare più sensata la già forte limitazione stabilita con la specificazione, sulla quale ieri sembrava esserci finalmente consenso. Sul luogo fisico, le mura tra cui avviene il ricongiungimento: ovvero, basta che sia l’abitazione di uno dei due (escludendo così tutti coloro – e sono tanti – che senza abitazione di riferimento sono, loro sì, senz’altro, impossibilitati a spostarsi occasionalmente anche solo in giornata per i congiunti fuori regione).

Abitazione è un concetto che non ha una precisa definizione tecnico-giuridica: ai fini dell’applicazione dei provvedimenti anti-Covid, dunque, l’abitazione va individuata come il luogo dove si abita di fatto, con una certa continuità e stabilità (quindi per periodi continuativi, anche se limitati, durante l’anno).

Spostamenti seconde case di proprietà dei genitori

Si può andare alla villetta in montagna se è di proprietà di uno dei genitori? Sì, se l’abitazione si trova in un’altra regione la deroga al blocco della mobilità è per il proprietario o il titolare di un contratto di affitto e per tutto il nucleo familiare che in quella casa convive.

Quindi se una famiglia passa abitualmente periodi in una seconda casa di proprietà dei nonni e in quei periodi lì convive con loro può farvi rientro in qualsiasi zona.

Non si possono ospitare membri di altri nuclei familiari

Ricordiamo che dallo scorso 16 gennaio al 5 marzo 2021, in area rossa sono consentiti esclusivamente i seguenti spostamenti: per comprovati motivi di lavoro, salute o necessità (anche verso un’altra Regione o Provincia autonoma), e tra le 5.00 e le 22.00, una volta al giorno, verso una sola abitazione privata abitata situata nello stesso Comune, a un massimo di due persone, oltre a quelle già conviventi nell’abitazione di destinazione, anche all’interno del proprio Comune.

Chi vive in un Comune fino a 5.000 abitanti può spostarsi entro i 30 km dal confine del proprio Comune (quindi eventualmente anche in un’altra Regione o Provincia autonoma), con il divieto però di spostarsi verso i capoluoghi di Provincia.(Today)
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