Blitz antidroga nel Napoletano: finisce in manette la trans Cira Migliore

di Concetta Celotto
2 settimane fa
23 Febbraio 2021

Maxi blitz antidroga: finisce in manette la trans Cira Migliore. La transgender era il fidanzato di Maria Paola Gaglione, la giovane morta la notte tra il 10 e 11 settembre scorsi.

La tragedia è avvenuta a Acerra a causa di una violenta caduta dallo scooter. Il mezzo era guidato da Cira, inseguito dal fratello di Maria Paola, Michele Gaglione, in sella a una moto. Michele era contrario alla loro relazione. Il giovane è ora sotto inchiesta per omicidio preterintenzionale.

Cira Migliore è finita sotto accusa. Il reato che le viene imputato è traffico di stupefacenti,  Cira è accusata di essere un pusher: i carabinieri hanno documentato diversi cessioni che la vedono protagonista.

La tragedia nel settembre 2020

La vicenda di Cira Migliore, detto Ciro, e di Maria Paolo Gaglione, i due giovani innamorati del Parco Verde di Caivano è stato un importante caso di cronaca, lo scorso settembre. Da diverse parti si parlò dello spettro della transfobia come movente dell’accaduto.

Cosa sempre smentito dal fratello della vittima, che all’inizio del 2021  si è visto aggravare l’accusa che gli veniva contestata da omicidio  preterintenzionale a omicidio volontario.

Il fratello di Maria Paola ha sempre sostenuto di non avere mai avuto l’intenzione di uccidere la sorella o il suo compagno.

Le famiglie di Maria Paola e di Ciro sono entrambe residenti nel Parco Verde di Caivano in provincia di Napoli, dove oggi i militari dell’arma hanno eseguito, complessivamente, 55 misure cautelari nell’ambito di una vasta operazione antidroga, nella quale è stata coinvolta anche Ciro Migliore. (cronachedellacampania).

Omofobia, un’altra vittima di insulti

In tema di omofobia e di reati connessi a questa grave forma di discriminazione, è di oggi la notizia di una ennesima vittima di omofobia: la battaglia e le lacrime dello scrittore insultato.

La sua storia e, soprattutto le sue lacrime, hanno commosso i social. Più di 20mila persone, in poco tempo, hanno mostrato solidarietà allo scrittore capacesse Pierpaolo Mandetta per l’ennesimo episodio di omofobia che l’ho ha visto protagonista.

Gli insulti sulla sua omosessualità sono una battaglia che il giovane combatte da quando frequentava le superiori. “Credevo che non facesse più male” – scrive sul suo profilo social – e invece non è stato così”. (salernonotizie)

Vittima di omofobia: la battaglia e le lacrime dello scrittore insultato. La sua storia e, soprattutto le sue lacrime, hanno commosso i social. Più di 20mila persone, in poco tempo, hanno mostrato solidarietà allo scrittore capacesse Pierpaolo Mandetta per l’ennesimo episodio di omofobia che l’ho ha visto protagonista.

Gli insulti sulla sua omosessualità sono una battaglia che il giovane combatte da quando frequentava le superiori. “Credevo che non facesse più male” – scrive sul suo profilo social – e invece non è stato così”. (Salernonotizie)
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