“Servono misure drastiche o 50mila morti in più”. L’allarme dell’esperto

di Davide Benedetto
4 mesi fa
4 Marzo 2021

“Servono misure drastiche o 50mila morti in più”. L’allarme dell’esperto.

Come riportato da Anteprima24, queste sono le dichiarazioni che emergono dall’analisi del fisico Corrado Spinella, direttore del Dipartimento di scienze fisiche e tecnologie della materia del Consiglio Nazionale delle Ricerche, al cui gruppo di ricerca si deve l’algoritmo scova-varianti.

Se in Italia non si adotteranno misure più drastiche, entro l’estate agli attuali circa 100mila morti per Covid-19 se ne potrebbero aggiungere altri 50mila; una crescita trainata dalle varianti”.

Le Regioni la cui situazione preoccupa maggiormente sono Lombardia, Emilia-Romagna e Toscana.

“Servono misure drastiche”

“Considerando dati di tipo diverso, come quelli relativi a mobilità delle persone, ricoveri, decessi e numero di vaccinazioni, il fisico indica che, 2se non si adotteranno misure energiche, nell’arco di un paio di mesi a partire da oggi, i morti potrebbero arrivare, prima dell’estate, a un totale di 150.000″.

Servono misure – Crescono i casi

Inoltre, “le varianti stanno facendo crescere i casi fino a due volte di più rispetto alle precedenti ondate. Ci sono zone dove le misure più severe adottate stanno iniziando a produrre effetti in positivo, come l’Umbria, la Provincia di Bolzano e l’Abruzzo“, osserva Spinella.

“L’impatto delle varianti, invece, sta manifestando la sua virulenza in Toscana, Lombardia ed Emilia-Romagna, dove gli interventi di riduzione sono insufficienti per controllare il calo dei casi“.

Vaccinazioni

A proposito della campagna di vaccinazione, Spinella osserva che, secondo l’algoritmo, l’attuale tasso “produce effetti trascurabili” e che per contrastare la velocità di contagio delle varianti sarebbe necessario “associare a un aumento delle vaccinazioni anche la restrizione della mobilità“.

“Il ritmo delle vaccinazioni cresce linearmente, il virus cresce esponenzialmente. Se avessimo fatto il lockdown della primavera 2020 all’inizio della seconda ondata, ovviamente la situazione della curva sarebbe stata diversa. I casi – conclude Spinella – sarebbero stati decisamente a un livello più basso e la variante avrebbe trovato una situazione difficile“. (Anteprima24)
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