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Draghi ha firmato e fa felice i lavoratori: arrivano più soldi

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Draghi ha firmato e fa felice i lavoratori: arrivano più soldi

Oggi il Presidente Mario Draghi ha firmato il Patto per l’innovazione del lavoro pubblico e la coesione sociale. Patto firmato anche dal ministro della Pubblica Amministrazione Renato Brunetta e dai Segretari di Cgil, Cisl e Uil.

La pandemia e il piano di rilancio e resilienza sono state al centro del discorso del Presidente del Consiglio. Le attuali circostanze, “richiedono nuove professionalità e nuove dorme di lavoro”, ha dichiarato.

Il presidente Draghi, durante il suo discorso ha sottolineato come le nuove professionalità richiedano investimenti e nuove regole. Per questi motivi si rende necessario il dialogo con le istituzioni di riferimento.

Mario Draghi si lascia andare ai ringraziamenti

Oggi è stata la prima occasione formale di incontro dopo la formazione del governo ed è per questo che il Presidente Ringrazia. Ringrazia per la presenza e il dialogo portato avanti dai 3 Segretari: Maurizio Landini, Luigi Sbarra e Pierpaolo Bombardieri. Inoltre, ringrazia le confederazioni presenti e in particolare il Ministro Brunetta, ideatore del patto.

“Il funzionamento del settore pubblico è al centro del buon funzionamento della società” ammette Mario Draghi. “Se il primo funziona, funziona anche la seconda”.

Lavoratrici e lavoratori pubblici al centro

“Oggi più che mai i lavoratori e le lavoratrici pubblici hanno un ruolo centrale, se pensate alla capacità e al sacrificio dei medici, degli infermieri, degli insegnati, delle forze dell’ordine”

Cosa stabilisce il patto

Il patto mette al centro la coesione sociale e la creazione di occupazione come pilastri della riforma e dell’investimento pubblico.

Quattro sono gli obiettivi prefissati:

1) riconoscere alla pubblica amministrazione il ruolo centrale di motore di sviluppo e catalizzatore della ripresa

2) curare le ferite causate dalla pandemia e offrire risposte ai cittadini che siano adeguate ai bisogni

3)assicurare la partecipazione attiva di lavoratrici e lavoratori nell’innovazione dei settori pubblici

4) avviare una nuova gestione di relazioni sindacali che punti sul confronto con le organizzazioni e che porti a compimento i rinnovi contrattuali del triennio 2019-2021

Vi è poi la volontà di valorizzare il personale pubblico in servizio e stabilire il diritto-dovere soggettivo di ogni pubblico dipendente alla formazione

Il personale pubblico va valorizzato, il commento di Draghi

“A fronte della centralità del settore pubblico, con riferimento alla situazione attuale, c’è veramente molto da fare. Partiamo da due numeri: l’età media oggi dei dipendenti pubblici è di quasi 51 anni, mentre venti anni fa era di 43 anni e mezzo. Dal punto di vista demografico, quindi, per ragioni che trovano la loro radice in eventi anche lontani, c’è stato un progressivo indebolimento della struttura demografica della pubblica amministrazione”

Riavvio della stagione contrattuale

Il Governo emanerà in tempi brevi gli atti che riavvieranno la stagione contrattuale: 3.2 milioni di dipendenti pubblici vedranno un incremento di 107 euro. Nei futuri contratti collettivi nazionali del pubblico impiego sarà definita una disciplina normativa che sia più agile e che superi e concili le esigenze dei lavoratori. Attraverso i contratti del 2019-2021 si provvederà alla successiva rivisitazione degli ordinamenti professionali del personale, adeguando la disciplina contrattuale ai fabbisogni di nuove professionalità e competenze.

Sarà valorizzato il ruolo della contrattazione integrativa e saranno implementati anche gli istituti di welfare contrattuale.

Sostegni per la genitorialità in arrivo

Nel patto ci sono riferimenti al sostegno alla genitorialità e all’estensione al pubblico impiego delle agevolazioni fiscali già riconosciute ai settori privati.

La formazione è fondamentale

Attualmente, sottolinea il premier, si spendono 48 euro a persona nella formazione del personale pubblico. “Ben 48 euro”, ironizza.

“E un solo giorno è destinato alla formazione del personale pubblico. In questa situazione dobbiamo considerare due eventi. Primo: la pandemia ci ha fatto riflettere su tanti aspetti del nostro modo di vivere, ma certamente ci ha rivelato la centralità del settore pubblico nel proteggere il nostro modo di vita. Nel proteggere la qualità della nostra vita. Il secondo è il Piano nazionale di ripresa e resilienza. Questi eventi richiedono nuove professionalità, investimenti in formazione e nuove forme di lavoro.” dice il Presidente.

Il mondo di lavorare è cambiato, basti pensare al lavoro in smartworking. Da questo sono nate nuove professionalità che richiedono investimenti e nuove regole.

Il patto oggi firmato è un evento di grande importanza sia per il metodo che per il contenuto. Ma rappresenta solo il primo passo.

Draghi fa felice i sindacati

“Non si tratta solo di concertazione su temi generali qui si contratta sulle cose concrete, specifiche. Dal punto di vista politico non ci sono dubbi: come ai tempi del governo Ciampi, giunge dal governo Draghi una esplicita volontà di dialogo con i sindacati”, queste le parole del Segretario generale della Cgil Landini.

Parole che fanno da eco a quelle del ministro Renato Brunetta: “La firma di oggi assegna alla coesione sociale non una semplice ripetizione retorica, ma un valore fondante di uno Stato che si rinnova, si modernizza sul valore della persona e della partecipazione. Puntare sulle persone al servizio dello Stato deve significare guardare avanti, insieme, più forti”

Conclude il segretario generale Uil Pierpaolo Bombardieri: “In uno stato democratico la Pa garantisce ogni giorno servizi essenziali: eco perchè rafforzare i servizi pubblici significa garantire pari opportunità e pari diritti”. (Fonte Corriere)
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