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Zia Flavia, tra cibo e sensualità. La sua lotta per la parità su Instagram

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Zia Flavia, tra cibo e sensualità. La sua lotta per la parità su Instagram

Piatti della tradizione napoletana e sensualità, oggi parliamo di Flavia Corrado che i social conoscono come Zia Flavia Food ‘n boobs. 181 Mila followers su Instagram, sulla sua biografia possiamo leggere quelle che sono le caratteristiche che la rappresentano al meglio: Femminista, Napoletana e Affamata.

Zia Flavia è una bellezza partenopea che, trapiantata a Milano, porta avanti una battaglia: si può essere sensuali mangiando. Per Zia Flavia le due cose possono (e devono) viaggiare di pari passo.

La sua carriera su Instagram comincia quasi sei anni fa, bella come il sole e alla ricerca di un lavoro. Flavia decide così di aprire un blog, un luogo dove si potesse coniugare la sua passione per il cibo e la sua battaglia per il femminismo, in un vortice unico.

Zia Flavia e la violenza subita sui social

Zia Flavia foodnboobs è stata di recente vittima di violenza. Si, di violenza, perché un certo tipo di foto soprattutto se non richiesta è una violenza. Uno sconosciuto ha, infatti, deciso di inviarle una foto dei suoi genitali in chat, e a coloro che le dicono “te la sei cercata” Zia Flavia risponde: “Sono l’oggetto sessuale di me stessa“.

Alla luce di questi eventi, noi di 41esimoparallelo abbiamo deciso di fare quattro chiacchiere con Zia Flavia, per dare voce a lei e alle tante donne vittima di questi gesti.

“Quattro chiacchiere” con Zia Flavia, una donna forte che porta avanti una battaglia

La tua, è una denuncia forte, fatta pubblicamente e che non tutte avrebbero avuto e hanno il coraggio di farlo

“Le donne hanno molto coraggio, tanto quanto gli uomini, per gli uomini però può essere più facile perché la società li incoraggia ad essere forti e coraggiosi sin dalla nascita, nel nostro caso è un po’ diverso. Io l’ho fatto soprattutto per dimostrare alle altre che possiamo riuscire a non soccombere.”

Da Influencer a oggetto sessuale, credi che ciò in qualche modo sia sintomatico di un’ancora disparità di genere?

“Assolutamente sì. Veniamo da secoli di patriarcato e da un ventennio berlusconiano che ha caratterizzato non solo la politica ma la comunicazione televisiva. Per tanti anni l’intrattenimento è stato dominato da una televisione assolutamente sessista, fatta di uomini presentatori e donne cornici, è indubbio che questo abbia sicuramente influenzato la percezione oggettuale che la maggioranza ha della donna. La maggior parte di noi è cresciuta con queste basi”.

Tra chi ti accusa e chi sostiene che te la sei cercata: come ti difendi?

“È vero! Me la sono cercata, perché so benissimo cosa non fare per essere considerata degna. Il punto è che non sono d’accordo con questa descrizione “sacra” della donna, perché secondo me è solo deleteria per l’intera società (donne e uomini). Noi siamo umane e dobbiamo poter vivere liberamente il sesso tanto quanto gli uomini. Il diritto alla sessualità è la mia battaglia.
Dico anche però che una donna sessualmente emancipata, seppur consapevole della società retrograda nella quale vive, non è mai responsabile delle molestie.”

Quanto è difficile essere donna, intelligente e cercare di far valere le proprie idee e/o il proprio lavoro?

“Le donne devono lavorare il triplo per ottenere gli stessi risultati degli uomini, ho raccolto tantissime testimonianze purtroppo. Per le donne attraenti poi, lo è ancora di più, perché sono considerate oggetti sessuali ed è per questo che quasi tutte quelle che cercano di avere una certa credibilità professionale mortificano la propria femminilità. Io trovo assurdo dover sottostare a questo compromesso, sogno una società in cui il corpo femminile non è un limite, nel frattempo mi ribello.”

Hai dichiarato, rispondendo a un commento, che tu hai il diritto di decidere se e quando essere un oggetto sessuale: cosa intendi?

“Ho dichiarato di essere il mio oggetto sessuale: sono proprietaria del mio corpo e della mia sessualità. Dovrebbe essere così per tutti.”

Napoli, la Campania e l’Italia piangono Ornella Pinto, ennesima vittima di femminicidio: cosa ne pensi degli uomini che si arrogano il diritto di decidere del futuro di un altro essere umano?

“Purtroppo il tema dell’oggetto torna sempre, troppo spesso gli uomini si sentono nostri proprietari e quando questo succede, l’epilogo rischia di essere simile a quello di Ornella.
È molto grave che lo Stato non si spenda nell’educarci sin dall’infanzia alla parità.”

Come è cambiata la tua vita da quando sei diventata “famosa”?

“Adesso sento il peso, la responsabilità e il giudizio, ma ho ottenuto anche la possibilità di farmi sentire.”

Proviamo a sfatare un mito… Da Napoli a Milano, se pó fa?

“Sono la persona meno indicata per sfatare questo mito. Amo Napoli da morire e mi manca tutti i giorni. Soffro di saudade e appena posso torno per riempire i polmoni di ossigeno. Spero di poter tornare a vivere nella mia città presto, perché l’amore non va mai sprecato.”

Ma Instagram e i social in generale sono, secondo te lo strumento più adatto per esprimere la tua libertà oppure in qualche modo, questi ti limitano?

“I social sono un’arma a doppio taglio, possono essere una gogna e per questo servono le spalle larghe, ma se sfruttati al meglio si possono trasformare in un’opportunità. Io l’ho colta e la sfrutto per condividere le mie idee, le mie battaglie e il mio cibo.” (di Rosaria Claudia Romano e Emanuele Castellano)
Leggi anche: Ornella, uccisa dal marito. Il papà:”Non voglio vendetta, ma giustizia”;
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