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Buone notizie per la scuola: aumentano anche gli stipendi. Ecco per chi

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Buone notizie per la scuola: aumentano anche gli stipendi. Ecco per chi

Buone notizie per la Scuola. Arriva un aumento dello stipendio per gli insegnanti in seguito al rinnovo del Contratto Collettivo Nazionale del Lavoro (2019 – 2021). La riforma della Pubblica Amministrazione del ministro Brunetta è cominciata, con i fondi per la PA che hanno raggiunto i 6,8 miliardi.

Per i lavoratori statali e pubblici quindi arriva un aumento dello stipendio medio di circa 107 euro al mese per dipendente, più due bonus annuali.

Per i lavoratori del comparto scuola? Quale sarà l’ammontare dell’aumento di stipendio per i docenti e per il personale scolastico.

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Brunetta e i meritevoli, la scuola e l’aumento degli stipendi

Dopo aver vagliato l’ipotesi dello scivolo pensionistico per i lavoratori della Pubblica Amministrazione con l’obiettivo di favorire il ricambio delle generazioni e mirare all’efficienza. Gli incentivi per la PA proseguono inoltre con il rinnovo dei contratti statali e un aumento dello stipendio medio di circa 107 euro per dipendente.

Sono previsti anche due bonus annuali per incentivare i lavoratori. Uno dei due bonus è quello per le “eccellenze” che verrà assegnato alle performance eccellenti da individuare in non più del 5% del personale che si colloca nella fascia di merito alta.

Il secondo bonus è quello per l’innovazione, destinato al miglior progetto realizzato nel corso dell’anno.

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Per i lavoratori del comparto scuola, spetta un aumento dello stipendio. L’aumento interessa 850 mila docenti italiani, nella cui categoria beneficiaria rientrano anche gli insegnati precari.

Quanto ammonta l’aumento dello stipendio per i lavoratori del comparto scolastico

L’aumento dello stipendio per docenti e personale scolastico si attesta intorno agli 87 euro, che al netto potrebbero scendere. Mentre, i fondi stanziati per il rinnovo dei contratti della Pubblica Amministrazione sono 3,7 miliardi inclusi i 400 milioni aggiunti dalla Legge di Bilancio 2021, garantendo così un aumento dello stipendio di circa 107 euro medi mensili.

Scuola e docenti aumento dello stipendio, perché

Scuola e docenti avrebbero bisogno di incentivi più decisivi, anziché un un aumento irrisorio. La scelta viene compiuta per adeguare la retribuzione agli standard europei dal momento che lo stipendio dei docenti italiani è tra i più bassi della comunità europea.

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Sulla stessa lunghezza degli stipendi è la velocità con cui un docente passa al ruolo. I tempi per raggiungere l’apice della carriera sono diversi in Italia rispetto agli altri paesi dell’Unione. Per ottenere il massimo della retribuzione in Italia occorrono 35 anni, mentre nei paesi europei 29.

Recovery Plan

Data la situazione reddituale dei nostri docenti, diventa scontata una reazione di indifferenza da parte loro ad un aumento di questo tipo. Ricordiamo che si tratta di aumento che al netto porta nelle loro buste paga 55 euro.

Il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza fa accenno all’istruzione e più in generale al mondo della scuola. Tra le sei missioni del Piano, Istruzione e Ricerca è la quarta ed è divisa in due componenti.

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La prima componente riguarda il potenziamento della didattica, la seconda punta alla ricerca e ai meccanismi di trasferimento tecnologico.
Il piano prevede novità anche per il reclutamento e per la formazione degli insegnanti, anche su temi della tecnologia e del digitale.

La scuola italiana segue il modello europeo

Il Piano quindi manifesta la volontà di adeguarsi al modello europeo e promuovere l’innovazione. Tuttavia, nel Recovery Plan non si fa alcun riferimento a un eventuale aumento degli stipendi per i docenti né alle cause a e concrete soluzioni per tutto ciò che riguarda i docenti precari.

Sono questi ultimi a rischiare di rimanere fuori dalle graduatorie, che competono con i detentori di titolo aggiuntivi ma non hanno lo stesso bagaglio di esperienze sul capo di altri.

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Il ministro Bianchi incontra i sindacati

Il Ministro Bianchi ha incontrato i sindacati il 16 marzo, cominciando dal precariato e dall’introduzione ai “concorsi semplificati” a cui possono accedere, a patto che abbiano insegnato per almeno 36 mesi.
Leggi anche: Nuovi posti nella scuola. Ecco quando si può presentare la domanda
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