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“Io apro Tour”, anche a Napoli la protesta dei ristoratori

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Campania

“Io apro Tour”, anche a Napoli la protesta dei ristoratori. L’iniziativa è partita da Milano ed ha l’obiettivo di sensibilizzare tutti per la riapertura di tutte le attività.

“Io apro tour”, al via la protesta dei ristoratori

E’ partito da Milano oggi ‘Io Apro tour’, una serie di manifestazioni per chiedere la riapertura di tutte le attivita’ dal 7 aprile, nuova iniziativa dopo quella di gennaio che aveva portato alla riapertura di diversi ristoranti, quando le norme anticovid non lo permettevano.

Il tour. tocchera’ fra l’altro Napoli, Bologna, Palermo e Roma il 6 aprile. Si sono trovati con cartelli emblematici, un tricolore che forma una finestra con le persiane aperte e al centro, ma anche scritte che inneggiavano all’apertura di estetiste e parrucchieri, o annunci di morte della costituzione.

“La voglia di tutti e’ una – ha spiegato dal palco allestito vicino alla Galleria Momi Tito El Hawi, uno degli organizzatori -riaprire al piu’ presto le attivita’, in sicurezza, come volete, perche’ altrimenti non si va piu’ avanti perche’ cosi’ non si puo’ andare avanti”.

“Ora stiamo pagando noi – hanno aggiunto – ma poi la ruota gira. Arriviamo a Roma e riprendiamoci quello che e’ nostro”. “Non e’ irresponsabilita’ e’ pura sopravvivenza” ha aggiunto Umberto Carriera, proprietario di sei ristoranti a Pesaro.

“A noi dicono riaprirete a maggio, ma chi ci arriva?” ha chiesto, fra gli applausi del centinaio di persone presenti, un altro degli organizzatori, Antonio Alfieri.

Protesta anche dei giostrai stremati dalla crisi

Giostrai stremati dalla crisi scendono in piazza a protestare. Un appuntamento che pone all’attenzione delle istituzioni e dei cittadini la drammatica condizione in cui versano, dopo piu’ di un anno di totale chiusura, 20.000 lavoratori (di cui oltre 3.500 solo in Campania) impiegati nelle 5.000 imprese che gestiscono nel nostro Paese i parchi di divertimento sia permanenti che itineranti.

Crisi tanta, aiuti pochi

“Irrilevanti gli aiuti – sottolinea Diego Guida, tesoriere nazionale ANESV – nessuna agevolazione fiscale, nessuna indicazione sulla possibile riapertura al pubblico”.

“In gioco c’e’ il futuro di migliaia di piccole e grandi imprese che la pandemia ha costretto ad una serrata globale e che adesso si vedono costrette a scendere pacificamente in piazza per rivendicare i loro diritti”.

Composto in genere da imprese familiari, il cui unico reddito e’ costituito dalla gestione delle proprie attrazioni, il settore dello spettacolo viaggiante e’ ormai al collasso.

“Sull’argomento abbiamo inoltrato da tempo le nostre richieste alle Istituzioni – aggiunge Guida – e ci vediamo costretti a ribadirle nelle piazze; chiedendo ai nostri governanti di garantire sopra ogni cosa la possibilità; nel rispetto dei protocolli di sicurezza, di farci tornare al nostro lavoro”.

Inoltre, sull’argomento interviene anche l’Unione Agis Campania attraverso il suo presidente Luigi Grispello. “Sosteniamo le legittime rivendicazioni delle imprese dello spettacolo viaggiante; dichiara Grispello – e siamo certi che il valore, culturale, ludico e sociale, di tali strutture sara’ riconosciuto e debitamente sostenuto dalle Istituzioni scongiurandone cosi’ l’inevitabile rovina e proteggendo migliaia di posti di lavoro”.
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