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Ancora una giovane vita spezzata in Campania: “E’ allerta massima”

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Nel cuore del comune di San Giuseppe Vesuviano si contano altre due vittime del virus, una di loro era un 38enne. Un’altra giovane vittima portata via dal virus. L’altra vittima invece di anni ne aveva 83. Boscotrecase e Nola piangono altri due dei loro concittadini, il Virus è fuori controllo.

Altra giovane vittima a San Giuseppe Vesuviano

La notizia è arrivata dal Primo Cittadino di San Giuseppe Vesuviano che oggi ha partecipato al giorno della memoria per le vittime del Covid. In occasione di tale giorno è stato chiamato in causa un minuto di silenzio e le bandiere sono state poste a mezz’asta.

Le parole del Sindaco Catapano sulla morte del giovane

Il sindaco di San Giuseppe Vesuviano, Vincenzo Catapano, sulla propria pagina di Facebook ha rilasciato una dichiarazione:

“Ho avuto, purtroppo, conferma del decesso per Covid di un nostro giovane concittadino di 38 anni, ricoverato a Boscotrecase e di un concittadino di 83 anni, ricoverato a Nola.”

Il Sindaco ammette di essere sconcertato “Non ho parole che possano lenire il dolore dei loro cari, a cui mi stringo ed esprimo la mia profonda vicinanza.”

L’appello del Sindaco per tutti i concittadini

“A tutti rivolgo il mio invito di sempre, quello della precauzione massima, perché il livello di diffusione di contagio resta elevato ed è direttamente connesso all’incontro tra persone, soprattutto in contesti privati, lavorativi e familiari” ha concluso.

Oggi la Giornata nazionale per le vittime di Covid

Nella Giornata Nazionale per le vittime di Covid arriva l’appello dei familiari delle vittime. Oggi a Bergamo le famiglie delle vittime del Covid si sono date appuntamento nei pressi del cimitero, in occasione della visita di Mario Draghi. “Non vogliamo passerelle” queste le dichiarazioni.

Le famiglie delle vittime “volevamo incontrare il Premier Draghi”

L’area in cui si è svolta la commemorazione è blindatissima, né familiari, né giornalisti hanno potuto incontrare il Premier. “La nostra speranza era di incontrarlo siamo qui per dare testimonianza di quello che abbiamo vissuto”, queste la parole di Paolo Casiraghi che un anno fa ha perso 3 familiari.

“Le chiamate alle ambulanze che non uscivano, i consigli di non portare i familiari in ospedale, di vederli salire su un’ambulanza e non vederli più”, alcuni dei ricordi ancora vivi nella mente di chi ha vissuto il dramma.

Il dolore dei familiari

L’avvocato Consuelo Locati, del team legale delle famiglie e che segue le cause, racconta che la segreteria del premier ha promesso un incontro nelle prossime settimane. Ma ad un anno di distanza dal giorno in cui l’esercito portò via le bare fuori dalla città, rimane ancora l’amarezza.

“Dopo un anno non è cambiato nulla, sembra di rivivere lo stesso incubo”.
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