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Decreto ristori, il governo “premia” i “furbetti”: “Niente più debiti”

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Decreto ristori, il governo "premia" i "furbetti": "niente più debiti"

Decreto ristori. Arriva il conto allo rovescia per la rottamazione delle cartelle esattoriali e per la cancellazione dei debiti. Decreto che sembra giusto per i cittadini, ma che premia i “furbetti”, penalizzando gli onesti.

Decreto ristori – Furbetti premiati con la cancellazione delle cartelle esattoriali

Lascia molto perplessi la scelta del governo nel cancellare tutte le cartelle esattoriali e i debiti a coloro che risultano morosi. Un provvedimento che non va a favore dei cittadini onesti che sempre hanno pagato i debiti e sono in regola.

Si comprende la difficile situazione nel recuperare i crediti vantati dal fisco per un bollo auto non pagato nel 2003 o l’Imu non saldata nel 2010. Ma risulta sconfortante che molti imprenditori o cittadini privati, che siano sempre stati in regola con le tasse, oggi non vengano aiutati adeguatamente.

Magari perché l’erario ha perso dei milioni, solo perché non è stato in grado di recuperare i crediti dagli evasori.

Senza dubbio la mossa di cancellare i debiti e di rottamare le cartelle esattoriali ha aperto forti polemiche. Anche perché sembra che questo ennesimo condono potrebbe estendersi ancora un po’ e non coinvolgere solo e soltanto le cartelle esattoriali inferiori ai 5.000 euro.

Potrebbe coinvolgere quanti rientrino in una determinata soglia Irpef.

Decreto ristori – Cartelle esattoriali e bollo auto: chi non paga

Fino ad oggi tutte le cartelle esattoriali, da decreto, comprese quelle di bollo auto, Imu e Tari vengono cancellate. Si parla di quelle relative al periodo 2000-2015 con un importo complessivo inferiore ai 5.000 euro. Circa 61 milioni di pratiche.

Il Governo starebbe pensando di introdurre una nuova variante: lo scopo sarebbe quello di ridurre drasticamente il numero dei condoni.

Avrebbero la possibilità di accedere alla rottamazione delle cartelle esattoriali inferiori ai 5.000 euro quanti abbiano un reddito Irpef inferiore ai 30.000 euro.

Sul tavolo proposti 987 miliardi di euro di crediti vantati dallo Stato nei confronti dei contribuenti. Periodi di 15 anni compresi tra il 2000 ed il 2015.

La maggior parte di questi crediti sono pratiche inesigibili, in quanto si riferiscono a contribuenti deceduti o falliti.

Su questi evasori – stando a quanto dichiara Massimo Ungaro, capogruppo di Italia Viva in Commissione Finanze – sarebbero già state effettuate tutte le azioni di recupero possibili. In altre parole il Fisco potrebbe puntare a recuperare solo e soltanto il 10% di questi debiti.

Sanatoria e bollo auto

Su questa sanatoria, che porterà alla cancellazione definitiva delle cartelle esattoriali e del bollo auto datati, i politici hanno dimostrato di voler assumere delle posizioni poco concilianti tra loro. La Lega avrebbe preteso l’eliminazione dei debiti al di sotto dei 10.000 euro.

Il Movimento 5 Stelle chiede la cancellazione del 91% dei debiti inesigibili, a cui si sarebbe dovuta aggiungere la cancellazione dell’intero pacchetto delle azioni cautelari-esecutive.

Il Partito Democratico non avrebbe voluto includere nella sanatoria i redditi medio alti nei benefici di questa ennesima sanatoria: l’ipotesi era quella di accettare una soglia più bassa dei debiti rispetto ai 5.000 euro previsti inizialmente

Sul tavolo delle ipotesi c’era anche quella Leu, che avrebbe voluto intervenire solo e soltanto sulle pratiche inesigibili (stiamo parlando quindi dei contribuenti deceduti o falliti, verso i quali sarebbe inutile insistere a chiedere i soldi).Cancellare il bollo auto o le cartelle esattoriali: una scelta sbagliata!

A fare chiarezza su questa ennesima sanatoria ci ha pensato anche Carlo Bonomi, presidente di Confindustria, che interviene a RaiNews24: “La posizione di Confindustria è da sempre molto chiara: non chiediamo mai condoni e stralci di cartelle esattoriali.

Se il governo vuole intervenire, è una scelta politica, non certo una richiesta di Confindustria. Veniamo da un anno tragicamente eccezionale, di chiusure, di mancata fatturazione, e l’ultima cosa che può pensare di fare lo Stato adesso è presentarsi a casa di milioni di italiani con una bella cartella esattoriale di qualche anno fa.

Noi abbiamo detto che quelle fino a 5.000 euro, non quindi i grandi evasori, le azzeriamo.(Fonte TrendOnline)
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