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Niente più multe, Draghi cancella tutto: come funziona, tutti i dettagli

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Niente più multe, Draghi cancella tutto: come funziona, tutti i dettagli

Novità per le cartelle esattoriali. Il Governo sostiene la nuova pace fiscale e viene incontro a chi deve pagare multe e cartelle esattoriali arretrate. Avvia agli stop fino al 30 aprile anche per l’invio di nuovi atti.

Multe: cartelle esattoriali riviste

Nel decreto sostegni al via alla pace fiscale per le multe pagate con un ritardo. La cartella esattoriale è il risultato finale di un procedimento che vede la luce per volontà della pubblica amministrazione. Si da luogo a un procedimento di incasso forzato (multa) di un credito vantato nei confronti del contribuente.

Dopo questo la palla passa a Equitalia che invia la cartella esattoriale ai contribuenti per informarli del fatto che siamo stati iscritti a ruolo e dobbiamo pagare.

Ma l’iter spesso non si ferma qui e attraverso l’odiatissimo strumento della sanzione, lo Stato ricorda con solerzia allo smemorato contribuente che la multa è sempre lì, e cresce.

Pagare una multa in ritardo: una vera seccatura, si é tenuti a versare non solo l’importo richiesto ma anche le maggiorazioni e gli interessi semestrali pari al 10%.

Multe: ecco chi è considerato “moroso”

Nel Paese degli eterni multati (gli italiani tout court) distinguiamo tre categorie di persone insolventi che corrispondono ad altrettante modalità di estinzione del debito contratto (o a nessuna di queste).

Troviamo quelli che non pagano mai che si fanno beffe delle Istituzioni per amnesie autoindotte o solamente per partito preso. A questa tipologia appartengono tutti quelli a cui verrà inviata la cartella di pagamento (insieme alla multa e alle relative maggiorazioni ci saranno da pagare anche gli oneri della riscossione).

Difficile quantificarne il numero, forse il 10% della popolazione insolvente.

Quelli che pagano, ma prendendosela comoda e aspettando il limite massimo del 61° giorno. Meno fanatici rispetto a quelli che non pagano. Ma altrettanto integerrimi in fatto di questioni di principio, feticisti dell’ultima ora, a loro il Fisco chiede soltanto la cortesia di pagare la multa per intero: 60% del popolo multato.

Quelli che pagano entro 60 giorni; qui siamo di fronte a esseri non comuni, forse favoriti da improvvisi colpi di fortuna e impreviste rivelazioni. Questi fortunati pagheranno la multa in misura ridotta, che non è certo motivo di giubilo ma si avvicina a una sorta di premio di consolazione: il 30% dei contravventori perenni.

Quelli che pagano entro cinque (5!) giorni dalla notifica (o dalla contestazione immediata), dei fuoriclasse; praticamente solo i maestri di virtù e i più integerrimi fra gli uomini riescono in questo compito accedendo di fatto all’empireo del 30% di sconto, che significa quasi non aver preso la multa: l’1%.

Cartelle esattoriali: la pace fiscale

Ma le cartelle esattoriali coinvolgono anche altre tasse: IMU, TARI e bollo auto sovente sono oggetto di ritardi sostanziosi nel pagamento e onde scongiurare ulteriori aggravi economici per le famiglie italiane, il Governo sta promuovendo la Pace Fiscale, un provvedimento che annulla o sospende tutte le cartelle esattoriali passate, introducendo anche uno stop.

L’esborso economico necessario a pagare le cartelle esattoriali sembra più difficoltoso rispetto alla norma e Draghi e i suoi mettono mano al bilancio cercando una serie di soluzioni per alleggerire i carichi di spesa degli italiani, a causa anche dall’emergenza Covid.

Tutto parte dalla Rottamazione ter (o Definizione agevolata 2018), introdotta dal Dl n. 119/2018, che contemplava la possibilità per coloro i quali si trovano in comprovate difficoltà economiche di estinguere le cartelle 2000-2017, corrispondendo per intero al Fisco le somme dovute, senza l’aggravio derivato dalle sanzioni e dagli interessi di mora.

Si è passati poi per il Saldo e stralcio, introdotto dal Dl n. 145/2018, agevolazione destinata ai contribuenti con l’ISEE del nucleo familiare inferiore a 20mila euro. Con questo istituto i contribuenti hanno avuto la possibilità di pagare una cifra che variava dal 16 al 35% dell’importo dovuto.

Decreto Sostegni: come si risparmia e cosa non si paga

Infine il Decreto Sostegni pensa anche a una Rottamazione quater e un nuovo Saldo e stralcio delle cartelle dal 2018 al 2019, per chi non era rientrato nelle precedenti soluzioni agevolate, e qui le misure sulle cartelle esattoriali dovrebbero costituire una parte ragguardevole.

Ci aspettiamo a bordo pista l’arrivo al traguardo del Decreto Sostegni che si appresta a divenire legge non prima però di aver superato più di un ostacolo che potrebbe rendere più lento lo slancio di quella che è diventata una sorta di manovra-bis da 32 miliardi.

Tutte le attività economiche con un fatturato 2019 fino a 10 milioni e con perdite di fatturato pari al 33% nell’anno precedente verranno toccate dal Decreto e c’è chi pensa che tali soglie potrebbero interessare anche diverse partite Iva e professionisti (avvocati, commercialisti, etc.) incluso chi fa capo alle gestioni separate.

Il Decreto Sostegni istituito da Mario Draghi, prevede uno sgravo fiscale per le tasse non pagate riferite a bollo auto; multe; IMU; TARI.

Decreto Sostegni: le date e i numeri

Lo Stato italiano fino al 30 aprile chiederà soldi ai contribuenti. Per i pagamenti già “accordati”, quelli relativi ciò alle rate della Pace Fiscale, si parla di una sospensione fino a maggio, e non si tratta di poco, infatti in ballo ci sono 50 milioni di euro.

Cancellazione delle cartelle sotto i 5 mila euro

Il Decreto Sostegni stralcerà le cartelle esattoriali ferme da anni. Si presuppone di cancellare quelle tra gli anni 2000 e 2015 con importi massimi fino a 5 mila euro (

Si tratta di atti e di importi non corrisposti accumulatisi anno dopo anno per un costo di due miliardi tra 2021 e 2022 (un miliardo/anno). L’intervento annienterebbe una mole scioccante di cartelle esattoriali (60 milioni).

L’intento è anche quello di alleviare il lavoro dell’Agenzia delle Entrate-Riscossione, soverchiata da un arretrato sulle cartelle del valore di mille miliardi di euro. (Fonte Trendonline)
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