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Ororaro da Napoli al Messico, la rivoluzione digitale del gioiello: “Sognare anche l’oltreoceano”

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Ororaro si racconta. Tradizione e innovazione, 25 anni di storia.

Ororaro gioielli, non fartelo raccontare ma indossalo. Questo è lo slogan di Ororaro, azienda orafa nata quasi 25 anni fa. Un’azienda nata dapprima in Borgo Orefici a Napoli e poi trapiantata a Portici, dove l’antica lezione orafa non è stata dimenticata, ma portata avanti tra rispetto e rivoluzione.

La crisi economica prima e la crisi pandemica poi, spingono Piera Improta a prendere in mano le redini dell’azienda di famiglia. Ci chiederete chi è Piera. Piera è la nipote del fondatore di Ororaro, che in Borgo Orefici creò il primo nucleo dell’azienda e che oggi conta migliaia di follower su Instagram.

Ororaro – Ogni momento è un nuovo inizio

Con Piera ci siamo raccontate e questo mi ha e ci ha permesso di entrare a 360° nel suo mondo. Un mondo che da agosto 2020 si è rivoluzionato, adattandosi ai tempi, alla pandemia, al mondo dei social e al networking. Un mondo che non ha confini, ma solo i limiti che ci poniamo.

Ororaro da Napoli al Messico, la rivoluzione digitale del gioiello: "Sognare anche l'oltreoceano”Quando nasce la tua azienda?
“Non è la “mia” azienda, ma di tutta la mia famiglia. I miei genitori hanno creato il primo negozio, e prima ancora mio nonno, che oggi ha 94 anni. Siamo nati come una piccola azienda orafa a Napoli, in Borgo Orefici.

Quando mamma e papà si sono sposati, mio papà ha avuto l’idea di aprire il negozio a Portici, il luogo nativo dei miei nonni materni. Questo permetteva a mia mamma di stare vicino ai nonni. Questa grande avventura nasce 25 anni fa grazie anche al supporto di mio nonno che c’è sempre stato e che resta per noi tutti l’orafo di famiglia. I primi anni c’è stato un boom economico, poi è arrivata la crisi.”

Un diamante è per sempre, cos’è per te un gioiello? E cosa rappresenta un gioiello Ororaro?

“Un gioiello Ororaro è identificarsi nel piacersi, noi abbiamo la caratteristica di andare a cercare quei pezzi un po’ più particolari e non di uniformarci in quel che si vende oggi. Cerchiamo sempre di trovare quell’oggetto che anche se visto in altre pagine è più semplice, un gioiello che abbia quel quid in più per donare più luce alla persona che lo indossa.

Dalla donna più classica a quella più sportiva, a quella che invece ama tantissimo il Glamour e quindi le pietre, cose scintillanti… Io personalmente sono un po’ più classica, perla e brillantino. Ho gioielli che sono stati realizzati da mio nonno.
Indubbiamente gioielli di un’altra epoca. Prima era tutto diverso, si regalavo per lo più in occasione di festività, per esempio un battesimo o comunione. Le persone puntavano a regalare quello, dal braccialetto di brillanti o d’oro classico, al ragazzino o la ragazzina, oggi però non è più così. È più probabile regalare un telefonino, il tablet, i vestiti.”

La Pandemia ha messo in ginocchio molte aziende, come ha reagito Ororoaro a tutto ciò?

“A dir la verità, inizialmente un po’ ci siamo trovati in difficoltà, a prescindere dalla pandemia perché venivamo da una grossa crisi, avevamo già affrontato quella di due-tre anni fa.

Quest’ultimi sono stati difficili. Il coraggio di rimanere aperti a volte mancava, ma noi tenevamo molto a questa creatura. I miei genitori in primis. Loro l’hanno veramente creata dal nulla, quindi l’idea di Ororaro da Napoli al Messico, la rivoluzione digitale del gioiello: "Sognare anche l'oltreoceano”chiudere non gli piaceva, hanno storto il naso quando si sono trovati di fronte una realtà come la crisi.

Una crisi che riguarda anche i valori, ormai non esiste più il regalo d’oro. Poi a Marzo 2020 è arrivata la chiusura totale.

Dal 8 all’ 11 marzo siamo stati chiusi senza neanche poter andare in negozio, senza neanche accedere allo stabile. A quel punto io ho detto NO, non mi andava che i miei dovessero RINUNCIARE a tutto quello che avevano creato. E ho cominciato la ricerca di formazione sul Network Marketing. Ho cercato di fare qualcosa di diverso. Non una classica pagine né un sito statico. Ho voluto rivoluzionare il gioiello.”

Dal tuo profilo Instagram è palese una forte attenzione per i canali social, Tik Tok ad esempio. Cosa hai trovato in questi a livello comunicativo?

“Molti mi dicono brava perché come si suole dire dalle nostre parti, ci metto la faccia, anche senza utilizzare un trucco provocante o una maglietta un po’ troppo scollata, ad esempio. Le persone mi vedono come una di loro, semplice, la classica persona che troveresti in negozio. Si crea così un rapporto quasi “vero” e riescono così a fidarsi di me.”

A livello lavorativo cos’è cambiato? Ad esempio, come nasce una classifica della settimana e quanto lavoro c’è dietro ad un video?

“Io prendo un’idea e la porto a diventare tutt’altro, sono una perfezionista. Mi piace anche stare due ore dietro ad un video, ed è possibile che succeda. Stare sui social a livello Business, non è come stare sui social per poter postare una semplice foto o una piccola storia. C’è dietro tanto lavoro. Innanzitutto, non offendere alcun tipo di persona o categoria, essere semplice, basica ma allo stesso tempo attrattiva, c’è tutta una serie di cose da fare affinché un post abbia interazione.

Il punto di arrivo a volte non è il like, spesso fine a sé stesso, ma è il commento di una ragazza in privato che magari si complimenta per il tuo video e ti chiede come hai avuto l’idea. Da cosa nasce cosa e la voglia, il desiderio di indossare sul gioiello”.

La continua incertezza di questo momento storico, tra aperture e chiusure, ti ha mai fatto pensare “mollo tutto”? Come Ti sei sentita?

“Più all’inizio della pandemia, quando abbiamo dovuto chiudere tutto. Ne ho approfittato e ho usato quel tempo per studiare. Nel periodo di marzo, aprile e maggio mi sono occupata degli strumenti che mi servivano per poter parlare alle persone. Non è stato semplice, sono partita da una targhettizzazione clientelare, tutti strumenti che mi hanno consentito di far nascere Ororaro Social.
Mi sono occupata delle amicizie giuste, sono andata lì a studiare i profili delle persone che si affacciavano a vedere la mia storia su Instagram e ho analizzato il mio pubblico. Inizialmente avevo dei fogli in cui magari segnavo cosa era piaciuto e cosa no, in maniera rudimentale.”

Ororaro da Napoli al Messico, la rivoluzione digitale del gioiello: "Sognare anche l'oltreoceano”Quando hai capito che era una strategia vincente?

“Ad agosto 2020 avevo 700 Follower e poi è stata una escalation. Dopo qualche mese, a Natale me ne sono resa conto. Nel mese di dicembre, delle clienti mi hanno chiesto delle dirette, 4 nel giro di 3 settimane. L’inizio è difficile, nessuno ti conosce, però nel giro di qualche mese le cose sono cambiate. Non so neanche l’idea da dove sia venuta, non sapevo neanche di avere le doti per farlo e invece ho superato le mie stesse aspettative. Sono stata smentita e ri-smentita. Il sacrificio è valso la candela, dietro c’è impegno e pazienza.”

Adesso tu hai una community grande, come ci si sente a parlare a 12.000 persone? Sono molte le donne?

“La maggioranza si, ma dopo San Valentino qualche uomo ha cominciato a chiedere per fare anche un regalo, perché sai, noi in questo periodo dobbiamo lavorare anche molto sull’umore delle donne. Questa è una categoria un po’ “depressa”, passami il termine, ovviamente non parlo di un problema clinico. Mi riferisco al fatto che bisogna sentirsi belle sempre, anche in casa. In una storia mi sono rivolta proprio agli uomini, invitando a fare un regalo alle donne della loro vita. I gioielli a volte possono avere questa funzione, risollevarci, quasi come un dire: “Sei dimagrita”, mettono di buon umore.”

Instagram è una piattaforma che conta milioni di utenti e con una forte concorrenza, cos’è che secondo te spinge le persone a scegliere te?

“Oddio si, il bacino è troppo ampio e io non ho ancora raggiunto quello che vorrei. Non ho un punto, quello che vorrei è che si percepisse la serietà di Ororaro. Noi prima quasi non trattavamo l’argento, era quasi un materiale di nicchia. Ora è cambiato tutto, è cambiato anche il gusto del cliente. E’ possibile che anche una sposa, oggi, possa indossare l’argento. Alcuni sono fatti meravigliosamente, l’argento è comunque un materiale nobile anche se duttile.

Per rispondere alla tua domanda: io ci ho pensato, ma la risposta posso solo pensarla, non sono sicura di darti la risposta giusta. Dovrei chiederlo a chi mi sceglie. Le parole che mi vengono sempre rivolte sono: cordialità efficienza e trasparenza. Molti apprezzano la trasparenza, quando vedono un oggetto sul nostro profilo lo trovano uguale, lo reputano a volte anche più bello da vicino. La community cresce e le clienti trovano in me spesso un’amica, una confidente, mi capita che spesso mi scrivano e nei direct si arriva anche a parlare di sé.

A volte ho sentito storie di truffe. Quando molte si affacciano alle pagine hanno timore, ma con me questo non si crea, anche perché io suggerisco sempre loro di guardare le recensioni, senza correre. Con Instagram, anche questo meccanismo è più semplice perché attraverso le recensioni e il contatto diretto si viene a creare la fiducia tra le due parti, sempre fondamentali nella vendita.”

Se la tua azienda dovesse essere rappresentata da un gioiello della tua collezione, quale sarebbe?

Noi siamo poliedrici, quindi non posso dire di un solo oggetto. Posso dirti che siamo classici, perché nasciamo dall’oro classico, quello fatto con le mani di mio nonno, sciolto e rimodellato. Con il tempo siamo diventati colorati e più moderni. Potrei parlarti delle pietre idrotermali, nate attraverso la cristallizzazione dell’acqua e che sono trasparenti. Siamo anche multicolore, l’arcobaleno, il simbolo di questo periodo.

Come vedi il prossimo futuro di Ororaro?

“Vedo un futuro pieno di nuove avventure. Abbiamo da poco spedito il nostro primo pacco in Messico, quindi mi auguro di poter spedire non solo in Italia e che la vetrina si ampli sempre di più. Ororaro lo vedo Oltreoceano. Sognare in grande non ci costa niente.” (di Rosaria Claudia Romano)

Ororaro potete trovarlo a Portici, in via Naldi 23
081482655 o 3342557691
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