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Via le cartelle esattoriali: Draghi non lascia sole le imprese

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Via le cartelle esattoriali: Draghi non lascia sole le imprese

Novità IMU e TARI e bollo auto. Non si pagano le vecchie cartelle esattoriali. Agevolazioni da parte del decreto Sostegni, atteso tra oggi e domani. Si lavora per tutelare le imprese fortemente in crisi economica dopo la pandemia Covid.

Il governo interviene per aiutare le imprese: nessuno verrà lasciato da solo

Buone notizie per aiutare le imprese per le bastonate dalle misure anti Covid-19. Draghi non lascerà soccombere 200-300 mila aziende. E non lascia tutto com’è.

Preannunciata la riforma degli ammortizzatori sociali abbracciata alle politiche attive del lavoro. Rientra a pieno titolo nei piani di Draghi l’azzeramento di circa 61 milioni d’imposte non pagate. Il governo Draghi si prepara a lanciare una maxi sanatoria sui debiti fiscali che azzera tutte le cartelle esattoriali sino al valore di 5mila euro.

Si cancellano tutte in un solo colpo le cartelle IMU, TARI, bollo auto e molto altro ancora. È possibile che, nel decreto Sostegno venga inserito il provvedimento della maxi sanatoria dei debiti fiscali.

Non viene escluso che la misura venga agganciata a una forma di rimborso, diretta ai contribuenti fedeli ai pagamenti connesse alle cartelle oggetto del maxi condono.

Un aiuto in modo trasversale per milioni di contribuenti, cittadini, famiglie e imprese in depressione economica su cui si è abbattuta la scure delle misure anti Covid-19. Draghi dovrebbe bruciare milioni di entrate, a pensar male si fa peccato e i più maligni considerano questa strategia come l’ennesima manovra per persegue il fine politico sulle spalle dei cittadini.

L’Agenzia delle Entrate coinvolta nelle riforma

Arrivano dichiarazioni dal sottosegretario all’Economia Claudio Durigon e non solo. Il Governo ha l’intenzione di abbracciare la Pace fiscale mettendo in piedi un max condono fiscale che accorpi 15 anni di debiti.

A breve potremmo assistere a una maxi cancellazione delle cartelle esattoriali che rientrano nel lasso di tempo compreso tra il 2000 e sino all’anno 2015. Ora, non è la prima volta che assistiamo a un condono, ma in questo caso la gittata risulta quintuplicata.

Le ultime novità del decreto Sostegno

Tutti in attesa di vedere le strategie che il governo Draghi ha adottato per riportare il Paese verso la crescita economica, politica e sociale. Le misure varate dal precedente governo Conte sono state penalizzate perché irrisorie.

Hanno aiutato poco o niente le aziende, connesse una prassi troppo ferruginosa, legata a parametri di calo di fatturato non idonei, nonché a codici ATECO ed erogazione non immediata. Un processo complesso che ha creato un canale di sfiducia nel governo e si è dimostrato un grande errore. Tant’è che attualmente vi sono dei fondi dormienti non utilizzati perché privi di decreti di attuazione.

Decreto Sostegno gli aiuti per le imprese

Dal governo Draghi ci si aspetta un decreto Sostegno. Non solo per garantire un aiuto immediato alle aziende, infatti, all’Ente bastano all’incirca 24 ore per reperire i dati inerenti il fatturato di tutte le aziende italiane.

Un processo che garantirà una velocizzazione di tutto l’impianto della distribuzione degli aiuti. Nello stesso momento, le aziende che hanno operato in nero non saranno premiate con aiuti erogati sulla base delle sole autocertificazioni.

Nel decreto Sostegni Draghi ha previsto un supporto alle aziende sulla base del fatturato non realizzato nell’anno 2020 a paragone degli incassi del 2019. Annullati i parametri dei codici ATECO che hanno prodotto innumerevoli danni escludendo diverse attività dagli aiuti precedenti.

Una macchina che dovrebbe sovvenzionare le aziende entro un massimo di due settimane e non più 6 mesi di attesa. Molto probabilmente, per garantire un adeguato aiuto a tutte le aziende sarà necessario procedere con un ulteriore scostamento di bilancio.

IMU TARI Bollo auto aboliti: così Draghi ci cancella i debiti fiscali

L’azzeramento dei debiti fiscali avverrà per tutti i contribuenti senza controllare la base economica e patrimoniale dei contribuenti. La cancellazione delle cartelle esattoriale non terrà conto del valore dell’indicatore ISEE. Al momento, sappiamo che rientrano nel pacchetto della maxi sanatoria fiscale le cartelle sino al tetto massimo di 5 mila euro.

Basti pesare che corrisponde all’incirca al 56% dei crediti presenti nel magazzino dell’Agenzia delle Entrate – Riscossione. Ecco, perché parliamo di cancellazione delle cartelle esattoriali riferite a multe, IMU, TARI, bollo auto e così via.

La maxi sanatoria comprende tutte le pendenze esattoriali dei contribuenti, cartelle che hanno per oggetto debiti IMU, TARI, Bollo auto, multe e cosi via degli ultimi 15 anni. In altre parole, l’Agenzia delle Entrate dovrebbe depennare dal proprio archivio tutte le cartelle sotto i 5.000 euro corrispondenti al periodo compreso tra il 2000 e sino all’anno 2015.

Una sferzata di aria fresca negli archivi e nelle tasche degli italiani.

Una delle novità legate alla maxi sanatoria ruota sul requisito reddituale che non risulterebbe inserito come parametro rilevabile. La Legge n. 145 del 2018 ha disposto a favore dei contribuenti la possibilità di poter esibire un indicatore ISEE il cui valore non supera il limite di 20.000 euro per aderire al maxi stralcio delle cartelle esattoriale.

Falciando questo parametro si amplia la platea dei contribuenti aventi diritto allo stralcio delle cartelle.

Rottamazione quater, Saldo e Stralcio e maxi Sanatoria: l’ampio pacchetto del governo Draghi

La maxi sanatoria dei debiti fiscali (IMU, TARI, Bollo auto, multe e molto altro), viene vista sotto certi aspetti per compensare un orientamento politico amalgamato alla crisi economica delle famiglie, cittadini e imprese affossate dai debiti fiscali e non prodotti, anche per il perdurare delle misure anti Covid-19.

Appare dubbia la sospensione dell’invio delle nuove cartelle di pagamento slittata al 30 aprile 2021. Non si parla molto della ripresa della Riscossione che bene presto riprenderà il suo pieno regime. Smaltendo i 60 milioni di cartelle l’Agenzia delle Entrate – Riscossione acquisterebbe una maggiore fluidità nella ripresa della riscossione riacquistando una operatività funzionale.

Tutto ruota sui crediti legati all’incirca 130 milioni di cartelle. Il Saldo e stralcio investirebbe circa 60 milioni di crediti. Per un totale di 1 miliardo di euro.(Fonte Trendonline)
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