La scuola riparte, obbligo di mascherina già dai sei anni

di Emanuele Castellano
1 mese fa
2 Aprile 2021

Scuola – Il Consiglio di Stato conferma l’obbligo di mascherina a scuola anche per i bambini di meno di 12 anni.

La fascia tra i 6 e i 12 anni infatti rientra in quelle che devono portare i dispositivi di protezione individuale in classe.

Il consiglio di Palazzo Spada conferma la decisione del tar del Lazio

Inoltre lo stesso consiglio ha respinto l’istanza cautelare presentata da una coppia di genitori che contestavano l’obbligo generalizzato di mascherina a scuola per i bambini di tale fascia d’eta’.

Con il provvedimento di oggi, Palazzo Spada ha confermato quello già emesso dal Tar del Lazio e fissato una camera di consiglio per la trattazione collegiale al 22 aprile prossimo.

In un decreto monocratico il presidente delle Terza Sezione Franco Frattini, sottolinea che pur “nel contrasto tra valutazioni scientifiche, tutte certamente meritevoli di attenzione, l’obbligo contestato non si caratterizza per la ‘manifesta irragionevolezza’”, tanto da consentire al giudice di intervenire su decisioni di cui “il Governo si assume per intero tutta la responsabilità”.

Nel frattempo il ministro Bianchi riapre ufficialmente la scuola anche in zona rossa

Ministro Ha parlato ai microfoni di Sky Tg 24 il Ministro dell’Istruzione, Patrizio Bianchi.

“Perché abbiamo fatto tornare a Scuola per un paio di giorni i bambini più piccoli prima delle vacanze di Pasqua?

Perché vogliamo dare l’idea che si ricomincia, e si ricomincia dalla Scuola, che non è l’ultima ma la prima a riaprire.

Questo è il segnale che dovevamo dare e che abbiamo dato in maniera chiara e limpida”.

Lo ha detto il ministro dell’Istruzione, Patrizio Bianchi, nel corso dell’intervista in onda su Sky TG24
“In questi due giorni le zone arancioni hanno riaperto, lo avevamo detto da tempo, tutti lo sapevano, non è un problema di oggi abbiamo poi, ma questo è un altro tema;

molte scuole del Nord che storicamente mancano di insegnanti, soprattutto di matematica ed italiano, e invece molta disponibilità di docenti al Sud, non sempre di matematica ed italiano.”

E’ un problema che stiamo affrontando non solo per affrontare l’emergenza ma anche per trovare meccanismi permanenti nel tempo” ha concluso.
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