Salvini, di nuovo nei guai: Open Arms, a settembre il processo

di Rosaria Claudia Romano
4 settimane fa
17 Aprile 2021

A partire dal 15 settembre prossimo il leader del Carroccio Matteo Salvini sarà ufficialmente a processo per la vicenda Open Arms. Aver impedito, secondo la procura illegittimamente, alla nave della ong catalana, con 147 migranti soccorsi in mare, di attraccare a Lampedusa, gli è costato il processo.

Open Arms, Salvini a processo

Per la vicenda della Open Arms, la nave con i migranti a bordo per cui il giudice per l’udienza preliminare, Lorenzo Jannelli, ha deciso di mandare a processo Salvini, a partire dal prossimo 15 settembre. Con le imputazioni di “sequestro di persona” e “omissione di atti di ufficio in concorso” ha inizio nell’agosto del 2019.

Salvini e Open Arms – L’udienza di oggi

Matteo Salvini si è presentato nell’aula bunker del carcere Ucciardone di Palermo dove si era tenuta l’udienza preliminare. La zona attorno all’aula bunker era blindate e le strade transennate: massiccia la presenza di furgoni blindati di polizia e carabinieri.

La difesa del suo avvocato

L’avvocato di Salvini, Bongiorno, ha iniziato la sua arringa difensiva ripercorrendo le argomentazioni della memoria depositata nei giorni scorsi agli atti del procedimento. Per la difesa, Salvini ha deciso in accordo col Governo di cui faceva parte e in linea con la politica sulla gestione dei flussi migratori.

Inoltre, stando all’avvocato, la nave avrebbe all’epoca rifiutato l’approdo offerto dall’isola di Malta e dalla Spagna dirigendosi scientemente verso Lampedusa e le coste italiane.

Il legale di Matteo Salvini ha concluso chiedendo il non luogo a procedere perché il fatto non sussiste o, in subordine, per insindacabilità del fatto.

L’avvocato Bongiorno: “Giudice non lasci che la sentenza si sostituisca alle urne”, ha infine detto il legale al termine della sua arringa. Salvini a conclusione del processo è uscito dall’aula bunker, a bordo di un’auto con il suo avvocato, senza fare dichiarazioni.

Contro Salvini un presidio fuori  dall’aula

Un gruppo di attivisti e militanti si è poi riunito in un sit-in di protesta davanti all’ingresso dell’aula. L’area all’esterno del bunker è stata presidiata dalle forze dell’ordine. I manifestanti dietro le transenne, a un centinaio di metri al motto di: “No decreto sicurezza, no guerra, no Frontex”, “Porti aperti”. Il presidio è organizzato dal Comitato no Muos, assemblea anarchica palermitana, Rete antirazzista catanese, Cobas scuola, associazione antimafia Rita Atria, Forum antirazzista di Palermo e Partito comunista lavoratori di Palermo. (Fonte Skytg24)
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