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Addio estate, si va a scuola a luglio e agosto: ma non tutti. Ecco le nuove regole di Draghi e Bianchi

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Scuola – Non manca troppo alla fine di quest’anno scolastico, il secondo dell’era Covid, periodo in cui le lezioni in presenza sono state poche.

Rispetto al 2020 quest’anno non ci sarà un ‘tutti promossi’, ma bensì torneranno le bocciature.

In programma una serie di attività in presenza per giugno, luglio, agosto

Il piano dunque prende forma: dal ministero fanno sapere che non si tratterà di recupero bensì di rinforzo.

Mezzo miliardo di euro che viene dato alle scuole affinché possano realizzare interventi di supporto per potenziamento e rinforzo delle competenze degli studenti.

A giugno i progetti saranno incentrati al recupero degli apprendimenti, a settembre all’accoglienza e nei mesi di luglio e agosto alla socializzazione e agli aspetti ricreativi.

Tutte queste attività saranno su base volontaria e non obbligatoria e servono per rilanciare anche la coesione e la socialità.

Il piano recuperi, tante le attività da fare a scuola in estate

Tante le cose da fare per quest’anno scolastico. Visite in musei e teatri: c’è anche questo nel ‘Piano per l’estate’ del ministero dell’Istruzione che è atteso a breve.

Nei locali scolastici, si potranno realizzare attività che vanno dal recupero degli apprendimenti fino all’accoglienza, dalla socializzazione agli aspetti ricreativi.

Il governo è intenzionato a trovare le risorse economiche per tenere aperte le scuole questa estate.

A giugno al via corsi didattici sul recupero dell’apprendimento sui programmi scolastici, corsi che si terranno anche a settembre, in previsione del rientro in classe.

A luglio e agosto, invece, appuntamenti, corsi e attività legate alla socializzazione e agli aspetto ricreativi.

Si coinvolgeranno docenti volontari ed esperti esterni

Tutti questi corsi estivi previsti dal Ministero prevedranno il coinvolgimento dei docenti volontari, pagati extra, e di esperti esterni.

Si cerca quindi di recuperare apprendimenti e approfondire sulla socialità.

Il decreto sostegni ha stanziato 150 milioni di euro per i recuperi: saranno distribuite alle scuole che decideranno autonomamente quali interventi adottare.

Ma sul piatto dovrebbero finirci anche i 300 milioni residui dal Pon-Scuola 2014-2020, che il ministero dell’Istruzione è pronto a sbloccare.

I finanziamenti a ogni scuola verranno erogati in base al numero degli studenti e, secondo le stime e le simulazioni del ministero, l’erogazione media ad ogni istituto ammonterebbe a 18 mila euro.

I progetti di socializzazione potranno essere realizzati in sinergia con le associazioni che aderiscono al bando del Terzo Settore. (VicenzaToday)
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