Caso Rapinatore ucciso a Cuneo, Salvini: “Il mestiere del rapinatore espone a dei rischi”

di Emanuele Castellano
2 settimane fa
30 Aprile 2021

Salvini – “Io non ho dato giudizi, ho espresso solidarietà ad un lavoratore che già aveva subito delle rapine, che ha visto puntare un’arma – poi vai a sapere se vera o finta – alla moglie e alla figlia.

La reazione è di chi deve scegliere tra la vita della figlia e dell’aggressore”.

Così il leader della Lega Matteo Salvini a Radio Capitale. “Cosa avrei fatto io? Io non ho pistola e porto d’armi – ha risposto -.

Matteo Salvini esprime solidarietà al gioielliere di cuneo

Ricordo sempre che uno è l’aggredito e uno e l’aggressore. Il mestiere del rapinatore tra mille virgolette espone a dei rischi”.

“Ho espresso anche telefonicamente al gioielliere e alle sue ragazze tutta la solidarietà”, ha aggiunto.

“Spero che la nuova legge sulla legittima difesa, che prevede anche altre attenuanti per chi si difende possa aiutare questo lavoratore”, ha concluso.

Cuneo, i fatti di pochi giorni fa: il titolare spara e uccide due rapinatori

Tragedia in provincia di Cuneo. Due persone sono morte nella tentata rapina a una gioielleria di Grinzane Cavour, nel Cuneese.

In particolare si tratta della gioielleria Mario Roggero in via Garibaldi. Sono intervenuti i carabinieri.

Il dramma a Cuneo

È accaduto in via Garibaldi, la via centrale che da Alba porta a Barolo. Non è ancora chiaro quanto accaduto. Tre malviventi avrebbero fatto irruzione, secondo una prima ricostruzione, nella gioielleria Mario Roggero. Esplosi anche alcuni colpi di pistola.

Sarebbero due rapinatori le vittime della sparatoria avvenuta questa sera a Grinzane Cavour. Un terzo rapinatore, secondo le prime sommarie informazioni, sarebbe riuscito a fuggire.

Il gioielliere aveva già subito una rapina alcuni anni fa. Il 22 maggio 2015 scorso il titolare Mario Roggero e le due figlie vennero legati e chiusi in bagno dai rapinatori, che poi fuggirono con gioielli e orologi per un valore complessivo di circa 300 mila euro.

L’allarme era stato dato dalle ragazze, riuscite a liberarsi. Alcuni mesi dopo, grazie alle immagini delle telecamere di sorveglianza che avevano ripreso l’auto della fuga, due banditi vennero arrestati dai carabinieri.
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