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Scuola, il piano estate non piace a presidi e insegnanti: “Ci dovete pagare”

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Scuola – “Il Piano Estate è una idea valida ma avulsa dal contesto più generale del contratto di lavoro degli insegnanti.

E’ tardiva, in un anno scolastico infinito, eterno e pieno di cambiamenti.

Non si può continuare a lavorare a macchia di leopardo e ‘chiedere’ a poco più di un mese dalla fine senza indicarmi le risorse che avrò a disposizione e senza dire prima quanto mi paghi.

Perché la mancetta ai professori, no!”.

La preside del liceo di Roma: “No a mancette ai docenti”

A parlare è la preside del romano liceo scientifico Righi, Monica Galloni, che aggiunge: “Tutto si basa sempre sulla disponibilità.

Ma se mi vuoi far lavorare d’estate, mi devi rifare il contratto”.

“Purtroppo l’Italia non riconosce il merito – prosegue la Dirigente – Mantenere alto il livello dell’insegnamento ‘saltellando’ è stato faticoso e va dato al corpo docente un riconoscimento sociale ed economico.

Ma non è stato fatto, perché un Governo che ha a cuore la Scuola dovrebbe rifare il contratto agli insegnanti”.

E i progetti per la Scuola estiva? “Quale è il budget?

Non c’è ancora una cifra specifica allocata per le singole scuole.

Siamo in ritardo, l’8 giugno è praticamente domani, le famiglie sono già organizzate e la metà dei docenti sarà impegnato con gli esami – risponde –

Basti pensare che hanno allocato 150 mln per impianti di sanificazione e altri dispositivi di sicurezza, ma io non so ancora quanto tocca al Righi;

e nel frattempo noi quest’anno non abbiamo potuto usare i condizionatori perché non si potevano cambiare i filtri”.

“Quest’anno – incalza la preside – per premiare insegnanti e personale Ata ci hanno dato 12mila euro, la stessa cifra che l’anno scorso era destinata solo ai docenti.

Io sono perplessa e ribadisco: c’è opposizione da parte del corpo docente; non si possono cambiare le carte in tavola con una nota in cui ‘si esorta’.

Il Piano Estate deve essere inserito in una ipotesi più generale di rinnovo di contratto degli insegnanti. Va inserita a sistema.

Se mi vuoi far fare delle cose me le devi introdurre nel contratto. Io da Dirigente non posso pretendere da nessuno”, conclude Monica Galloni.
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