Campania, prima abusa della nipote 15enne poi la minaccia di morte dal carcere

di Rosaria Claudia Romano
1 mese fa
14 Maggio 2021

SAN GIOVANNI A TEDUCCIO. Una ragazza di solo 15 anni è stata abusata da un lontano parente e nonostante il terribile dolore ha trovato la forza di denunciare quel gesto. Il suo aguzzino è stato arrestato, ma nonostante le sbarre questo non si è fermato, continuando a minacciare la ragazza affinché ritirasse la denuncia. L’orrore in Campania.

Campania, abusa della nipote e poi la minaccia dalla galera

La ragazza, infatti, è continuata ad essere vittima del suo aguzzino, questa volta però, insieme alla madre. L’uomo, direttamente dal carcere, minacciava entrambe di morte affinché queste ritirassero le accuse.

Campania, il coraggio della ragazza

Anche la senatrice, Valeria Valente, presidente della Commissione parlamentare di inchiesta sul femminicidio, ha rivolto solidarietà verso le due donne.

“Voglio esprimere la mia vicinanza personale e quella della Commissione Femminicidio alla ragazzina di appena 15 anni di San Giovanni a Teduccio che dopo aver coraggiosamente denunciato uno stupro ha subìto insieme a sua madre minacce di morte per ritrattare”.

“Le minacce sono inaccettabili”, il messaggio della Senatrice

Ancora nella nota la senatrice: “Quelle minacce di morte sono inaccettabili, vergognose e il coraggio di questa ragazzina, che ha portato all’arresto del presunto colpevole peraltro suo lontano parente, sarà sicuramente di esempio per tante giovani che possono trovarsi nelle stesse condizioni. Il suo nome di minorenne è giustamente protetto dall’anonimato, e per questo mi permetto di parlare a lei e alla sua famiglia attraverso i media”. (fonte Anteprima24)

Martina Rossi, arriva la condanna per la sua morte

Martina Rossi era nella stanza numero 609 dell’albergo Santa Ana di Palma di Maiorca, il 3 agosto 2011 e non si è suicidata. E’ morta, precipitando da un’altezza di 21 metri, per scappare da uno stupro.

Questo è quanto si legge nelle motivazioni per la quale Alessandro Albertoni e Luca Vanneschi, sono condannati a 3 anni. I due sono stati riconosciuti colpevoli di tentata violenza sessuale.

Martina, la sentenza di colpevolezza per Alessandro e Luca

“Il quadro lesivo all’occhio sinistro, alle labbra, alla spalla sinistra non è compatibile” con la caduta di Martina. E’ “sicuramente compatibile con una colluttazione avvenuta tra Martina a Alessandro Albertoni all’interno della camera 609 (o con entrambi gli imputati)” si legge ancora nelle motivazioni della sentenza di colpevolezza dei due giovani.

La vicenda è quella del 3 agosto 2011 quando la studentessa genovese di 20 anni Martina Rossi perse la vita cadendo dal sesto piano dell’hotel Santa Ana a Palma di Maiorca, di ritorno da una serata in discoteca.

Martina, l’accusa ha vinto

La tesi dell’accusa è stata avvalorata dalla sentenza. La notte a cavallo tra il 2 e il 3 agosto Martina salì in camera dei due giovani e all’alba precipitò dal balcone della stanza 609, quella dei due giovani, per sfuggire a un tentativo di stupro da parte di questi.
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