Torino, uccide il padre violento per difendere la mamma: Alex 19 anni rischia il carcere. Lo zio lo accusa e gli chiede i danni

di Rosaria Claudia Romano
1 settimana fa
11 Giugno 2021

TORINO. Stamani ha avuto inizio il processo nei confronti di Alex Pompa, il ragazzo di 19 anni che nel giugno del 2020 uccise il padre Giuseppe, di 52. Alex uccise il padre per difendere sua madre nel corso dell’ennesima lite tra i due.

Torino, lo zio di Alex Pompa si è costituito parte civile

Nel processo ad Alex Pompa, si è costituito parte civile il fratello di Giuseppe, Michele, con l’avvocato Federico Squartecchia.

Alex ha dichiarato: “Di sicuro affrontare un processo nella vita non è normale e farlo a questa età è più difficile, ma confido nella giustizia e nello Stato italiano. Vedremo cosa succederà nelle prossime udienze”.

“Confidiamo nella giustizia”

“Siamo unitissimi e confidiamo nella giustizia, staremo vicini ad Alex, uno studente modello e un ragazzo perbene”. Queste le parole di Loris Pompa, fratello di Alex.

Oggi presente in aula anche la madre del 19enne, Maria Cotoia, che scossa ha dichiarato: “”Sicuramente di quella sera non conservo un ricordo positivo ora staremo vicini ad Alex, sperando che la giustizia ci dia ragione”.

Alex ha agito per legittima difesa

“Siamo convinti di poter dimostrare che Alex abbia agito in una situazione di legittima difesa, abbiamo avuto la fortuna di trovare sui telefoni numerosi messaggi audio registrati sia da Alex che da suo fratello Loris, che hanno permesso di documentare come da anni ci fosse una situazione molto difficile in casa”, ha dichiarato l’avvocato Claudio Strata, alla difesa di Alex. Di quella sera, così come raccontato dall’avvocato, ci sono 4 audio e un messaggio £che dimostrano come ci fosse una situazione di gravissimo pericolo”, sia per Alex che per madre e fratello.

Allo zio era stato chiesto aiuto, ora gli chiede i danni

La costituzione in parte civile del fratello del padre ha lasciato sgomenti la famiglia; “era a lui che venivano mandate le richieste di aiuto”

Secondo quanto detto dalla difesa, lo zio aveva ricevuto, proprio lui ora parte civile, diverse richieste di aiuto per le presunte violenze che la madre pativa.

Durante l’udienza sono state fissati le date e le richieste delle prove. (Fonte: LaRepubblica)
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